Martedì, 11 Maggio 2021
Biella

Perché il Piemonte ha sospeso Astrazeneca dopo la morte del docente di Biella ma il vaccino è sicuro

Ieri il blocco del lotto ABV5811 in seguito al decesso di un insegnante di musica. Il racconto della moglie del professore e tutti i motivi che dimostrano che il siero è sicuro e che correlazione non vuole dire causazione

Ieri a Biella Sandro Tognatti, insegnante di musica di 57 anni, è morto dopo aver ricevuto il vaccino Astrazeneca e la Regione Piemonte ha sospeso in via precauzionale la somministrazione del lotto ABV5811. Quello del maestro di clarinetto del conservatorio di Novara non è l'unico caso di persona morta dopo essere stato vaccinato con il siero dell'università di Oxford: in Emilia-Romagna un insegnante di 61 anni è morto dieci giorni dopo essere stato immunizzato, in Sicilia sono morte tre persone mentre in Campania l’11 marzo, tre giorni dopo la somministrazione del vaccino, è morto un bidello 58enne di Napoli. 

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La decisione di ieri è arrivata mentre molte persone era in fila nei centri piemontesi per sottoporsi alla profilassi: attorno a mezzogiorno l'unità di crisi della Regione ha ordinato a tutte le aziende sanitarie di sospendere la somministrazione delle dosi "in attesa degli esiti dei riscontri per verificare l'eventuale nesso di causa". Due ore dopo il Piemonte chiariva di aver identificato il lotto ABV5811 - di cui erano state già somministrate 20mila dosi e 3700 erano rimaste in magazzino - e che la vaccinazione poteva riprendere: "Una scelta di prudenza, in attesa del confronto con Aifa con la quale abbiamo condiviso la scelta di bloccare la somministrazione delle fiale del lotto identificato", spiegava l'assessore alla Salute Luigi Icardi. 

La procura di Biella ha aperto un'inchiesta sulla morte del professore di clarinetto, mentre la moglie Simona Riussi ha rilasciato un'intervista a Repubblica: "Mio marito credeva nel vaccino e bisogna continuare a crederci perché è l’unica strada che ci può liberare da questa situazione". La donna ha spiegato che Sandro Tognatti ha fatto il vaccino con lei sabato e il giorno dopo si è alzato alle 8, è sceso dai suoi genitori che abitano al piano di sotto e ha preso il caffè con loro: "Verso le 9 è risalito perché voleva sdraiarsi un po’. Quando l’ho chiamato per chiedergli una cosa e non ha risposto mi sono preoccupata. Erano le 10,18". La donna lo ha trovato a terra e ha tentato di rianimarlo con il massaggio cardiaco: "Nel frattempo mia figlia ha chiamato il 112. Sono arrivati subito e l’hanno portato via in ambulanza. Ancora non mi rendo conto dell’incubo che stiamo vivendo". 

L'uomo era in buona salute, non aveva problemi cardiaci né di altro tipo: "Era solo affetto da microcitemia, ossia aveva i globuli rossi più piccoli della norma, e l’aveva segnalato prima dell’iniezione. Aveva poi fatto da pochi giorni il tampone molecolare ed era negativo. Insomma, stava bene". L'autopsia chiarirà le cause della morte ma il caso Piemonte arriva nel giorno in cui l’Olanda ha sospeso l’uso di AstraZeneca almeno fino al 29 marzo, stesso provvedimento proposto al governo irlandese dalle autorità sanitarie del Paese e in serata anche la Regione Marche ha deciso di fermare la somministrazione del vaccino proveniente dal lotto bloccato anche dal Piemonte. Dove intanto si sono verificati casi di persone che hanno rinunciato a farsi inoculare il vaccino. Sarebbe compresa tra il 10 e il 20% la percentuale di coloro che dovevano sottoporsi al vaccino e che avrebbero rifiutato.

Sono intanto 7.607, tra cui 5.520 ultraottantenni, le persone che hanno ricevuto il vaccino contro il Covid comunicate ieri all'Unità di Crisi della Regione Piemonte (dato delle ore 17.45). A 2.884 è stata somministrata la seconda dose. Dall'inizio della campagna si è proceduto all'inoculazione di 573.109 dosi (delle quali 168.259 come seconda), corrispondenti all'80,8% delle 709.000 finora disponibili per il Piemonte. Giorgio Palù, presidente dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, ha parlato a In mezz'ora in più da Lucia Annunziata di "allarme ingiustificato": "Non c’è nessun rischio con Astrazeneca. C’è molta emotività rispetto ai vaccini, già ai tempi del vaccino anti-influenzale. Ma a tutt’oggi, e questo vale per Astrazeneca, non c’è nessuna correlazione sinora dimostrata né un nesso causale tra la somministrazione del vaccino e le morti che si sono verificate. Per questo, prima di prendere certe decisioni, bisogna essere molto cauti".

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Anche il professore del San Raffaele Roberto Burioni è intervenuto sulla pagina facebook Medical Facts spiegando che i benefici reali del vaccino sono infinitamente superiori alle presunte reazioni avverse, prendendosela anche con i media e i giornali che hanno fatto terrorismo sul tema: "Vi capisco se deciderete di non vaccinarvi spaventati da decisioni inspiegabili, titoli terrorizzanti, menefreghismo delle case farmaceutiche. Vi capisco e mi dispiace perché vi esporrete a un rischio grave - quello di contrarre COVID-19 - per evitarne uno irrisorio, correlato alla vaccinazione. Mi dispiace ma non posso farci niente. Mi arrendo". Ma perché sta nascendo una psicosi attorno al vaccino Astrazeneca e cosa c'entrano le morti con le inoculazioni? 

In primo luogo bisogna spiegare la differenza tra nesso causale e nesso temporale. Dire che qualcuno è morto dopo che gli è stato somministrato il vaccino Astrazeneca non significa affermare che sia morto a causa del siero, ma soltanto che è deceduto (temporalmente) successivamente alla inoculazione, senza che questo significhi che il vaccino sia la causa della morte. Un esempio: se qualcuno va a vaccinarsi e subito dopo, uscito dalla Asl, viene investito da un'automobile e muore, dire che "è morto dopo il vaccino" non significa "a causa del vaccino". 

Poi va sottolineato che sia l'Ema (ovvero l'Agenzia Europea dei Medicinali) che l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) hanno dichiarato che ad oggi non esiste alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e le morti. Riguardo i casi di tromboembolia e coagulo che hanno portato al sequestro del lotto ABV2856 del vaccino Astrazeneca, di cui sono state consegnate complessivamente 249600 dosi in Italia, e del lotto ABV5300 in Europa, Ema ritiene che trenta casi di morti per tromboembolia su 5 milioni di persone vaccinate finora con Astrazeneca in Europa non eccedano il numero di eventi tromboembolici normalmente registrato

Stephen Evans, professore di farmaco-epidemiologia alla Lon don School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra, ha detto qualche giorno fa al Fatto Quotidiano che "rispetto alle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini, c’è un’enorme difficoltà nel distinguere un effetto causale (cioè dovuto al vaccino, ndr) da una coincidenza" e in più Covid-19 di per sé è già fortemente associato alla coagulazione del sangue, cioè a eventi tromboembolici come quelli sotto la lente. Silvio Garattini è sulla stessa linea d'onda: "È giusto esaminare i casi, giusto sospendere i lotti, ma pensiamo che quando avremo 40 milioni di vaccinati non avremo magari tra questi qualcuno che muore poco dopo aver fatto il vaccino senza che il vaccino ne sia motivo? Bisogna spiegarlo bene alle persone". 

Il Post ha raccontato che nel Regno Unito sono state somministrate oltre 11 milioni di dosi del vaccino Astrazeneca e, "stando all’ultimo rapporto delle autorità sanitarie britanniche, sono stati rilevati tre decessi e 45 trombosi tra i vaccinati. Per fare un confronto, nel caso del vaccino di Pfizer/BioNTech i casi di trombosi rilevati sono stati 48. L’autorità di controllo dei medicinali del Regno Unito (MHRA) ha detto: «Le segnalazioni sulle trombosi ricevute finora non sono in quantità superiori rispetto al numero di casi che sarebbero avvenuti naturalmente nella popolazione vaccinata»". Astrazeneca in uno statement ha spiegato che su milioni di vaccinazioni non sono emersi rischi di aumento di trombosi. 

Ranieri Guerra dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato che la sospensione dei lotti dimostra che la farmacovigilanza nei confronti del vaccino funziona e quindi c'è più sicurezza grazie ai controlli: "Questo fa parte di ogni campagna di vaccinazione. L'attività di monitoraggio di tutti gli effetti indesiderati dei vaccini è parte integrante della sicurezza di una campagna. La sospensione di un lotto non è niente di particolare. È una misura precauzionale inevitabile. L'attività di vaccinazione è sicura e risulta adeguata proprio perché gli eventi avversi vengono identificati con rapidità. Bisogna ancora capire se sussiste un rapporto di causa-effetto". 

In conclusione, come abbiamo già spiegato, quello che bisogna tenere presente è che nella società normalmente le persone muoiono per le ragioni più disparate, e se la percentuale di morti tra i vaccinati non è superiore a quella della popolazione generale, non si può concludere automaticamente che il vaccino abbia avuto un ruolo nel decesso e non bisogna spaventarsi. Ciò non toglie che su alcune morti “sospette” non si debba indagare. Ed è proprio quello che sta avvenendo. Così come non si deve tacere sugli effetti collaterali meno gravi del farmaco su cui continua a vigilare l’Aifa. Ma finché non si stabilisce un nesso causale e non temporale, l’espressione “morire dopo il vaccino” non dovrebbe metterci in allarme come invece - per ragioni più che comprensibili - sta avvenendo. Come ha sottolineato ieri Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova, "la decisione dell'Aifa dimostra che in Italia c'è un ente regolatorio che agisce proprio dalla parte dell'utente” e “in questo caso chi sta facendo le vaccinazioni, garantendo la sicurezza".

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