Venerdì, 24 Settembre 2021
Il caso

Il docente che ha associato il vaccino ad Auschwitz: "Non sono NoVax, le mie idee non sono affare dell'Ateneo"

Il tweet di Gandolfo Dominici, professore di economia all'università di Palermo, aveva scatenato la reazione del rettore

Aveva postato una foto dell'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz con la frase "il vaccino rende liberi", al posto della scritta "Arbeit Macht Frei" (il lavoro rende liberi). E sopra, commentando l'immagine, aveva aggiunto: "Non fa una piega". Ad associare i vaccini ai campi di sterminio era stato nei giorni scorsi, in risposta ad un tweet del segretario del Pd Enrico Letta,  un docente dell'Università di Palermo, Gandolfo Dominici. Parole le sue che avevano suscitato la dura reazione dello stesso rettore,  Fabrizio Micari, per un accostamento ritenuto inopportuno e offensivo.

Ora però Dominici va al contrattacco. "Non vedo come ciò che io (seppur in modo provocatorio) possa scrivere sui social possa essere affare dell'Ateneo" spiega il professore associato di Marketing alla facoltà di Scienze economiche dell'Università. Che poi aggiunge: "Tengo a ribadire che né il movimento spontaneo di accademici contro il 'green pass', né il sottoscritto sono NoVax, ma per la libera scelta vaccinale e contro ogni forma di controllo sociale mediante qualsiasi 'lasciapassare' utilizzato come condizione per godere dei diritti costituzionalmente garantiti".

Il docente: "Tutti hanno diritto di manifestare le proprie idee"

"Ricordo al rettore che l'articolo 21 della Costituzione sancisce che 'tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'. Il compito del rettore è infatti di gestire l'Università non il pensiero politico dei professori universitari". 

Insomma, Dominici non si tira indietro e rivendica la libertà di affermare le sue idee. "E' d'obbligo - prosegue il docente - citare una testimonianza diretta e contemporanea di chi quegli orrori li ha vissuti e che non fatica a trovare analogie odierne con quel periodo storico. Vera Sharav, sopravvissuta all'Olocausto, in una recente video intervista dichiara: 'Il green pass ha un parallelo diretto con l'Olocausto'. Dunque se tale parallelismo inquietante del nostro tempo con il preludio all'Olocausto è stato evidenziato da chi ha vissuto quella tragedia e denuncia il pericolo rappresentato dall'utilizzo della medicina come arma, non vedo come possa essere criticabile un tweet con un meme provocatorio a un segretario di partito".

Le parole del rettore

Dominici nelle scorse settimane aveva firmato insieme ad alcuni colleghi, amministrativi dell'ateneo e alcuni studenti una lettera contro il Green pass. La parafrasi della celebre frase e l'accostamento hanno decisamente attirato l'attenzione. E il rettore uscente Fabrzio Micari era intervenuto per esprimere il suo disappunto.

"A nome dell'Ateneo - si legge in una nota ufficiale - mi dissocio in maniera netta e completa da quanto pubblicato su un social network da un docente dell'Ateneo in risposta ad un esponente politico. L'associazione del vaccino contro il Covid 19 al motto dei campi di sterminio nazisti è totalmente inopportuna e gravemente offensiva. Per quanto l'Università sia un luogo aperto alla libertà di pensiero e di dibattito - aveva spiegato Micari - appare intollerabile e raccapricciante la strumentalizzazione di una delle pagine più drammatiche della storia per esprimere una personale posizione".

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