Lunedì, 8 Marzo 2021
Abbiamo un problema

"Errori nella produzione del vaccino": l'ammissione di AstraZeneca-Oxford

Due errori potrebbero aver fatto sovrastimare l'efficacia del siero britannico. E intanto l'Agenzia europea del farmaco prende tempo e il piano vaccinale nel vecchio continente potrebbe slittare di qualche settimana

AstraZeneca e l'Università di Oxford hanno ammesso che errori di produzione potrebbero aver viziato i risultati preliminari della sperimentazione del loro potenziale vaccino contro la Covid-19. Lo affermano la casa farmaceutica e l'università britannica in un comunicato dove spiegano la natura dell'errore giorni dopo che l'università aveva descritto il vaccino sperimentale come "altamente efficace".

Il vaccino anti Covid è efficace?

AstraZeneca ha effettuato la sperimentazione nel Regno Unito e in Brasile, al fine di determinare la dose ideale del farmaco, la sua sicurezza e la sua efficacia. L'annuncio che i pazienti cui era stata somministrata una dose inferiore di vaccino avevano conseguito un'immunizzazione apparentemente più efficace aveva innescato dubbi tra gli esperti: nel gruppo di volontari che aveva ricevuto la dose piena del vaccino, infatti, l'efficacia era stata del 62 per cento, per una efficacia media complessiva del 70 per cento.

Nel comunicato diffuso ieri, però, l'università di Oxford ha ammesso che la concentrazione di vaccino in alcuni dei flaconi utilizzati nella sperimentazione era errata a causa di errori nella fase produttiva, e che per tale ragione alcuni volontari hanno ricevuto soltanto la metà della dose di vaccino prevista.

Un altro errore sarebbe di natura metodologica: tra i volontari che hanno ricevuto soltanto metà della dose di vaccino, nessuno era di età superiore a 55 anni, e tale fattore avrebbe contribuito a sovrastimare l'efficacia di una somministrazione ridotta del farmaco. I dettagli della sperimentazione verranno pubblicati da riviste scientifiche e trasmessi ai regolatori britannici, che dovranno decidere se autorizzare o meno la distribuzione del vaccino.

Il vaccino anti Covid: il punto della situazione

Lo sviluppo e l'immissione sul mercato di un nuovo vaccino richiede una media di dieci anni. La vaccinazione contro il Covid-19 - a solo un anno dall'insorgenza di questa nuova malattia - è il risultato di ricerche condotte a velocità senza precedenti, anche se tutte le incognite sono lontane dall'essere dipanate. Se negli Stati Uniti ci si sta preparando per iniziare la campagna di vaccinazione prima della metà di dicembre, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) prende tempo e ha dichiarato all'agenzia AFP che i primi vaccini potrebbero essere approvati entro la fine dell'anno o all'inizio del 2021. È per questo che diversi paesi come Italia Spagna e Francia sono rimasti bloccati nel delineare i loro piani vaccinali.

L'EMA insiste sul fatto che "gli stessi elevati standard normativi di qualità, sicurezza ed efficacia vengono applicati ai vaccini contro il Covid-19" come ad altri. Ma indipendentemente dalla data di approvazione del vaccino, non tutti saranno vaccinati immediatamente. "Inizialmente le quantità di vaccini saranno limitate".

Attualmente sono quattro i produttori che hanno annunciato l'efficacia del loro vaccino: l'alleanza tedesco-americana Pfizer / BioNTech, il laboratorio americano Moderna, l'alleanza britannica AstraZeneca / Università di Oxford e i russi dell'istituto statale Gamaleia. Nonostante questa escalation di annunci che ha dato impulso ai mercati azionari mondiali, questi dati sono stati rivelati solo da comunicati stampa non appena è stato raggiunto un numero predefinito di pazienti Covid tra i volontari: 170 per Pfizer / BioNTech, 95 per Moderna, 131 per AstraZeneca / Oxford e solo 39 per l'istituto Gamaleïa. Pfizer / BioNTech dichiara un'efficacia del 95%: dei suoi 170 pazienti, 8 provenivano dal gruppo vaccinato e 162 dal gruppo placebo. Idem o quasi per Moderna, con un'efficienza del 94,5% (5 pazienti nel gruppo vaccinato, 90 nel gruppo placebo). Il vaccino russo Sputnik V, da parte sua, mostra un'efficacia del 91,4% sui suoi 39 pazienti (e del 95% su un numero imprecisato di pazienti). Il calcolo è più complicato per AstraZeneca / Oxford la cui efficienza media è del 70%.

La domanda più importante è quella dell'efficacia a lungo termine visto che le cifre sono state calcolate solo una o due settimane dopo l'ultima iniezione. Ma non è il solo problema: il vaccino AstraZeneca è il più economico (circa 2,50 euro a dose). Quelli di Moderna e Pfizer / BioNTech hanno un handicap logistico: la tecnologia che utilizzano richiede la loro conservazione a lungo termine a temperature molto basse (-20° per la prima, -70° per la seconda). La luce in fondo al tunnel c'è ma non è ancora così brillante. 

"Il vaccino non protegge dall'infezione e dal contagio": lite Capua - Burioni

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