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Martedì, 30 Novembre 2021
Parola alla scienza

Vaccino anti Covid ai bambini: cosa sappiamo e quando potrebbe arrivare l'ok

L'Ema sta esaminando l'estensione dell'uso del vaccino di Pfizer e di quello di Moderna sui piccoli dai 5 anni in su. Cosa dicono gli esperti

Quando potrebbero iniziare le vaccinazioni anti Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni in Italia? A breve, dopo il via libera delle agenzie regolatorie, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e l'Agenzia europea per i medicinali (Ema). Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di Sanità, è tornato a ripetere che non bisogna avere dubbi sui vaccini, nemmeno su quelli per i bambini: "Superano tutti test e valutazioni molto rigorose. Sono sicuri ed efficaci, non sono prodotti sperimentali". Ogni vaccino viene esaminato dalle autorità sanitarie competenti.

In questo momento, l'Ema sta revisionando l'utilizzo di due vaccini contro il coronavirus sui bambini: il Comirnaty di Pfizer/BioNTech e lo Spikevax di Moderna. Sono gli stessi già usati per immunizzare gli adulti e sono entrambi a mRNa. Come ricorda l'Aifa, i vaccini a mRNa sono così chiamati perché contengono una molecola - l'RNA messaggero - con le istruzioni per produrre una proteina, nota come proteina spike, che è naturalmente presente sul Sars-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19. Il vaccino predispone l'organismo a difendersi contro il Sars-CoV-2.

Il via libera ai vaccini anti Covid per i bambini non è ancora arrivato in Europa, ma è questione di tempo. Il responso è atteso per giovedì 25 novembre. L'ente regolatorio Ue ha infatti ufficializzato che è fissato per domani il meeting straordinario del Comitato per i medicinali a uso umano Chmp in cui si discuterà proprio la richiesta di estendere ai bambini dai 5 agli 11 anni l'uso del vaccino anti Covid. Dopo l'ok dell'Europa, "in Italia saremmo pronti a partire con le immunizzazioni da lunedì prossimo, 29 dicembre", ha detto il presidente dell'Aifa Giogio Palù. Palù ha già fatto sapere che l'Agenzia italiana del farmaco si allineerà alla decisione delle autorità europee per quanto riguarda la vaccinazione ai bambini. Non appena arriverà l'autorizzazione, anche in Italia ci sarà dunque il via libera.

Secondo Palù, i bambini sono più esposti al virus a causa della variante Delta. "Guardiamo all'incidenza: l'anno scorso i bambini non si infettavano, trasmettevano pochissimo. Ora la situazione è diversa: il virus infetta anche i bambini, anche se non si ammalano molto. Bisogna sempre fare una valutazione rischio-beneficio", ha detto. Dello stesso parere anche Nicola Magrini, direttore dell'Aifa: "Il vaccino per i bambini non sarà presentato come un gesto di altruismo per frenare la circolazione del virus: è importante per proteggere loro stessi".

Il vaccino ai bambini non sarà obbligatorio

Secondo Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, bisogna vaccinare i bambini "per proteggerli da forme gravi o prolungate - rare ma presenti - al fine di garantire la frequenza scolastica e per tutelare i loro spazi sociali". Infatti, "l'incremento maggiore dei contagi c'è stato nella fascia pediatrica 6-11 anni, che è quella in cui non è iniziata la vaccinazione". Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha comunque fatto sapere che il vaccino ai bambini non sarà obbligatorio. L'adesione avverrà su base volontaria, ma resta comunque molto importante. Questo virus, ha sottolineato, "è meglio non incontrarlo in nessuna fascia d'età e, se proprio devi incontrarlo, meglio incontrarlo da vaccinato".

Cosa succede negli altri Paesi

Alcuni Paesi si sono già mossi: è il caso degli Stati Uniti, dove lo scorso 29 ottobre la Fda, l'Agenzia regolatoria statunitense, ha dato il via libera somministrazione del vaccino contro il coronavirus sviluppato da Pfizer-BioNTech ai bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. Potrà essere somministrato a circa 28 milioni di bambini. Negli ultimi giorni è arrivata l’autorizzazione anche in Canada e in Israele. "Sono consapevole che ci sia una certa sensibilità su questo argomento", ha detto il premier israeliano Naftali Bennet. "Ci sono molte persone che hanno paura di vaccinare i bambini e queste non sono necessariamente dei no-vax o chi crede alle teorie cospirazionistiche. La mia risposta a queste preoccupazioni è totale trasparenza", ha ribadito. In Israele l'immunizzazione dei bambini è iniziata ufficialmente ieri, con migliaia di appuntamenti già prenotati.

In base a uno studio condotto da Pfizer e realizzato su 2.268 bambini di età tra i 5 e gli 11 anni, il suo vaccino è efficace quasi al 91% nel proteggere dall'infezione e ha eventuali effetti collaterali temporanei, come dolore alle braccia o febbre. Il dosaggio usato è però inferiore a quello degli adulti: per i bambini la dose è pari a 10 microgrammi anziché 30. Le due iniezioni vengono fatte a distanza di ventuno giorni. 
 

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