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Venerdì, 21 Gennaio 2022
La risposta anticorpale

È meglio fare il vaccino di pomeriggio?

Da uno studio è stata osservata una risposta anticorpale migliore rispetto a chi aveva ricevuto il farmaco nelle prime ore della giornata. Ma sull'argomento non c'è (ancora) una verità definitiva: l'importante è vaccinarsi

Il vaccino anti-Covid? Meglio farlo nel pomeriggio. Questo almeno è quanto suggerisce uno studio pubblicato sul Journal of Biological Rhythms  che ha valutato la risposta anticorpale di 2.190 operatori sanitari nel Regno Unito. I ricercatori, si legge sul sito del Massachusetts general hospital, hanno elaborato un modello per monitorare l'effetto della vaccinazione tenendo conto dell'ora del giorno in cui è avvenuta la somministrazione, nonché di altri fattori quali il tipo di vaccino ricevuto (Pfizer o AstraZeneca), l'età e il sesso dei partecipanti. La produzione di anticorpi si è rivelata maggiore tra coloro che avevano ricevuto il vaccino a mRNA (e fin qui nulla di nuovo), tra le donne e i giovani. Non solo. La risposta è stata migliore nei partecipanti che si erano sottoposti alla vaccinazione nelle ore pomeridiane.

È meglio fare il vaccino di pomeriggio?

Per Elizabeth Klerman, neurologa e ricercatrice presso il Massachusetts general hospital nonché co-autrice dello studio, è la riprova che "l'ora del giorno influisce sulla risposta immunitaria alla vaccinazione SARS-CoV-2", un risultato che potrebbe essere rilevante "per ottimizzare l'efficacia del vaccino". Se questi dati preliminari venissero confermati, "sarebbe opportuno" che nell'effettuare i trial clinici le aziende farmaceutiche "somministrassero i farmaci o i vaccini nel momento ottimale, il che ridurrebbe il numero di partecipanti necessari per ottenere una differenza significativa tra farmaco e placebo".

Lo studio ha però un limite importante: non è stata infatti indagata la storia clinica dei partecipanti che ovviamente potrebbe influenzare la risposta al vaccino. Va anche osservato che uno studio analogo condotto sui vaccini anti-influenzali aveva dato risultati diversi: i livelli di anticorpi registrati erano infatti più elevati tra i partecipanti (tutti anziani) che avevano ricevuto il vaccino di mattina. Ma "il vaccino SARS-CoV-2 e l'antinfluenzale hanno meccanismi d'azione diversi l'uno dall'altro - fa notare la neurologa - e la risposta anticorpale può variare notevolmente a seconda che il sistema immunitario riconosca l'agente patogeno di infezioni precedenti, come l'influenza, o che si trovi di fronte a un nuovo virus". 

In ogni caso Klerman avverte che la ricerca è solo un primo passo per determinare il ruolo dei ritmi circadiani nella risposta a un farmaco o a un vaccino. Per ora dunque non c'è nessuna indicazione concreta. L'importante, nel caso del Sars-Cov-2, è vaccinarsi. Ma una migliore comprensione del fenomeno potrebbe in futuro aiutare chi risponde meno alla vaccinazione, come gli anziani o gli immunocompromessi, ad ottimizzare la risposta anticorpale.
 

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