Lunedì, 14 Giugno 2021
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Perché il vaccino covid agli adolescenti va fatto entro due mesi

Dopo l'ok di Ema ed Aifa si apre il conto alla rovescia per l'immunizzazione della fascia 12-15 anni. Che deve arrivare almeno con la prima dose prima del rientro a scuola. Anche se alcuni genitori non vogliono

Il vaccino Comirnaty contro il coronavirus Sars-CoV-2 ha ricevuto ieri l'ok della Commissione tecnico-scientifica dell'Aifa per la fascia d'età tra i 12 e i 15 anni. Accogliendo così il parere dell'Agenzia Europea del Farmaco (Ema). Ora però si apre il conto alla rovescia per la vaccinazione entro l'inizio della scuola a settembre. Mentre dal 3 giugno sarà possibile prenotare per tutti. Come si prenoterà il vaccino per gli adolescenti?

Perché il vaccino covid agli adolescenti va fatto entro due mesi

Il vaccino covid agli adolescenti si potrà prenotare sulle piattaforme regionali, così come attualmente accade per gli adulti. Non sarà possibile, per ora, a causa delle consegne contingentate farsi somministrare la dose in farmacia. Si potrà partecipare, iscrivendosi, anche agli Open Day come quello organizzato nelle scorse settimane dalla Regione Lazio. Ma c'è la necessità di fare presto, per avere il maggior numero di ragazzi immunizzati almeno con una prima dose prima del rientro a scuola. Il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) spiega: "Possiamo arrivare a vaccinare con la prima dose gli adolescenti fino ai 16 anni in due mesi. Per questo l’obiettivo di una ripartenza in sicurezza delle scuole è realistico". La Fimp calcola che in media ogni pediatra di libera scelta ha in carico circa 200 ragazzi e ragazze tra i 12 e 16 anni.

Ma c'è un problema, come spiega oggi a Repubblica Roberto Ieraci, referente per le strategie vaccinali della Regione Lazio. Ovvero quel 15% di genitori censiti in un rapporto dell’Istituto superiore di sanità (Iss) del 2018 potrebbe non fornire il consenso necessario alla vaccinazione. "Anche perché — spiega Ieraci al quotidiano — per la vaccinazione serve il consenso dei genitori. Non basta la volontà del ragazzo". Anche se per adesso nello studio di Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri, a Livorno, il telefono ha già iniziato a squillare. "I genitori chiamano per sapere quando prendere appuntamento. Spero che sia questione solo di poche settimane". 

Secondo gli esperti è la paura degli effetti collaterali nei confronti dei bambini a frenare i genitori. Mentre i veri e propri no-vax sarebbero relativamente pochi (lo 0,7% della popolazione, con punte che arrivano al 4-5% nel Nord-Est). E mentre si attende l'ok dell'Ema anche per la fascia d'età 12-15 anni ci sono tante bufale che circolano su internet riguardo i pericoli del vaccino. La più diffusa è che il siero alteri l’assetto ormonale degli adolescenti e ne comprometta la fertilità. Alberto Villani, direttore del Dipartimento di Emergenza, accettazione e pediatria generale all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, spiega oggi al Corriere della Sera che la vaccinazione è importante: "In primo luogo non è vero che bambini e ragazzi sono immuni da forme gravi di Covid, o addirittura dalla morte. Inoltre lasciare un’intera fascia di popolazione scoperta significa permettere al virus di continuare a circolare. Dobbiamo chiudere tutte le porte per sconfiggerlo".

Il vaccino contro il coronavirus alla fascia d'età 12-15 anni: cosa succede

In più bisogna ricordare che i minorenni in Italia sono circa 10 milioni, ma tra loro uno su dieci è un soggetto fragile, per malattie o disabilità, che con il contagio potrebbe rischiare la vita o conseguenze devastanti. Un milione di bambini e ragazzi che vanno protetti e hanno diritto, come i loro coetanei, di tornare a una vita normale. Villani sottolinea di aver avuto come pazienti bambini con la Mis-C, ovvero una sindrome che è una tipica complicanza di Covid-19, che nel giro di poco tempo si sono aggravati. 

In più l'efficacia del vaccino negli adolescenti è eccellente: secondo uno studio pub blicato pochi giorni fa sul New England Journal of Medicine raggiunge il 100 per cento, dato che tutte le infe- zioni si sono verificate nel gruppo che ha ricevuto il placebo. E la risposta immunitaria è stata maggiore rispetto a quella registrata nel gruppo dei 16-25 anni. Senza eventi avversi rilevanti tra coloro che hanno ricevuto il vaccino. Anche in Israele 600 ragazzini hanno ricevuto le pri- me dosi senza che siano stati segnalati effetti collaterali gravi. Intanto anche Johnson & Johnson sta testando il suo preparato Janssen negli adolescenti: per il via libera ci vorrà ancora qualche mese. 

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