Domenica, 28 Febbraio 2021

Perché la seconda dose di vaccino Covid non è indicata in caso di contagio dopo la prima, secondo l'Aifa

La spiegazione in una risposta a una nuova Faq pubblicata sul sito: l’infezione da Sars-CoV-2 rappresenta un forte stimolo per il sistema immunitario che si somma a quello fornito dall’iniezione iniziale

Foto di repertorio ANSA/ANGELO CARCONI

Le persone che contraggono il coronavirus dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino non devono sottoporsi al richiamo e fare la seconda iniezione. A precisarlo è l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), rispondendo a una nuova domanda nella sezione Faq del proprio sito. 

Secondo gli esperti dell’Aifa, l’infezione da Sars-CoV-2 rappresenta infatti un potente stimolo per il sistema immunitario, che va a sommarsi a quello fornito dalla prima dose di vaccino e quindi, alla luce di questo e considerando che l’infezione nazionale conferisce una risposta immunitaria specifica per il virus, somministrare la seconda dose a chi si ammala di Covid dopo aver ricevuto la prima non è indicato.  

Perché la seconda dose di vaccino non è indicata per chi è stato contagiato dopo la prima

“Nella maggioranza della popolazione la prima dose di vaccino evoca un’iniziale risposta immunitaria che conferisce una protezione solo parziale. Questa inizia, a seconda del tipo di vaccino dopo circa 2-3 settimane dalla prima dose, mantenendo quindi il rischio di COVID-19 ancora consistente, seppur ridotto”, spiega l’Aifa. Pertanto, “la seconda dose di vaccino è necessaria per incrementare la risposta immunitaria e ottenere la protezione vaccinale ottimale".

Nel caso delle persone con infezione/malattia da SARS CoV 2 confermata da un test molecolare o antigenico di terza generazione dopo la prima dose di vaccino, “l’infezione stessa rappresenta un potente stimolo per il sistema immunitario che si somma a quello fornito dalla prima dose di vaccino”. 

“La vaccinazione parziale e la successiva infezione non precludono un eventuale richiamo della vaccinazione anti Covid-19 nel futuro, se i dati sulla durata della protezione immunitaria indicheranno questa necessità”, dice l’Aia. 

La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da Covid-19

La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da Covid-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione”, spiega l’Aifa nelle Faq, rispondendo alla domanda se chi ha già avuto un’infezione da Covid-19 confermata deve o può vaccinarsi. Tuttavia, dicono gli esperti, “coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a Covid-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria. Comunque non è necessario sottoporsi a test diagnostici per Covid-19 prima di accedere alla vaccinazione”. 

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