Lunedì, 8 Marzo 2021

Se l'Italia non trova i soldi per pagare i giovani medici che devono vaccinarci

Arcuri ha richiesto la loro partecipazione nella somministrazione dei vaccini anti-Covid. L'idea è quella di pagare soltanto coloro che non entrano nelle scuole di specializzazione. Invece gli specializzandi coinvolti riceverebbero solo 4 crediti formativi. Corretto?

Il lavoro andrebbe pagato sempre. O meglio, è quel che accade nei paesi civili. In Italia ormai con la dicitura stage, tirocinio, formazione, spesso il lavoro è mascherato. Il commissario Arcuri ha richiesto la partecipazione dei giovani medici nella somministrazione dei vaccini anti-Covid in tutta Italia da fine gennaio in avanti. Tutto giusto, ma l’idea è di pagare soltanto i medici che non entrano nelle scuole di specializzazione. Invece gli specializzandi coinvolti, che sono definiti studenti, e non medici, riceverebbero solo 4 crediti formativi. Entra anche questo tema quindi nelle proteste dei giovani medici che da mesi chiedono lo sblocco delle graduatorie per conoscere le sedi delle loro specializzazioni

Vaccino Covid, gli specializzandi saranno coinvolti

E' una questione di rispetto, sostengono: non va dimenticato che quando si parla di specializzandi si parla di medici e la somministrazione del vaccino non ha niente a che vedere con la formazione di uno specializzando. Forza lavoro a costo zero? Pare proprio di sì. Medici solo quanda fa comodo, ovvero quando c'è da lavorrare nelle Usca che curano i malati di Covid a casa, o quando c'è necessità nei reparti che scoppiano. Invece quando arriva il momento di pagarli per il loro lavoro, che quasi sempre esula dal percorso formativo intrapreso, ridiventano studenti. Peculiare il destino dei giovani dottori in Italia.

Fatto sta che il compenso previsto dal ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, per gli iscritti al primo e secondo anno delle scuole di specializzazione che saranno coinvolti nella campagna vaccinale anti Covid è di 4 crediti formativi. Il motivo è che la somministrazione del vaccino "si inserisce nel percorso di formazione degli studenti". Tradotto: niente compenso. Il compenso ci sarà invece per i circa 3mila medici che saranno selezionati da agenzie esterne in base al nuovo bando pubblicato dal Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, per vaccinare milioni di italiani contro il virus. "Con i crediti formativi non paghiamo le bollette», protestano i diretti in- teressati, ieri in piazza con sit-in organizzati in diverse città italiane.

Gli specializzandi non ci stanno e chiedono di essere pagati

Le associazioni, da Federspecializzandi all’Anaao Giovani, chiedono che l’adesione alla campagna sia su base volontaria e nessuno venga costretto. "La contrarietà dei giovani medici Anaao alla proposta del Ministro Manfredi di arruolare gli specializzandi per la campagna di vaccinazione, mi sembra pretestuosa per un provvedimento transitorio per definizione e inopportuna e poco etica in questo momento" dice Silvio Siciliano, Presidente di Federcardio Campania, in una lettera su QuotidianoSanità.

"Apprendiamo con sorpresa – scriveva Anaao Giovani in una nota - che il Ministero dell’Università ha richiesto alla Conferenza dei Presidi della Facoltà di Medicina e Chirurgia l’impiego, al di fuori delle reti formative già difficilmente instaurate, degli specializzandi nelle attività di somministrazione dei vaccini anti Sars-CoV-2”. “Ma qual è allora, ci chiediamo, il ruolo degli specializzandi? Precisato che non fanno parte del Sistema Sanitario Regionale o Nazionale, si vedono protagonisti di un’asta al ribasso per accaparrarsi le loro prestazioni, che invece, a quanto pare, risultano indispensabili agli stessi sistemi sanitari”, prosegue Anaao Giovani che sottolinea poi come risulti “singolare che resti prioritario l’impiego degli specializzandi come tappabuchi di un progetto sanitario inesistente e una pessima programmazione. I giovani colleghi si stanno facendo carico di responsabilità politiche e istituzionali senza alcuna colpa”.

"Non sono studenti ma medici a tutti gli effetti"

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), sbotta: "Qui non c'è alcuna attività formativa", spiegava a Libero qualche giorno fa, "nel momento in cui devi fare una semplice vaccinazione si tratta di prestazioni professionali e come tali devono essere retribuite". Anelli non si spiega quale sia la logica: "Non sono studenti ma medici a tutti gli effetti che stanno accrescendo le proprie competenze e nessuno può permettersi di trattarli in maniera differente dagli altri, di mortificare la loro professionalità".

Davvero tra i 40 miliardi che sono previsti dalla manovra (con un ulteriore scostamento di bilancio, si dice di una ventina di miliardi, programmato per gennaio) non si troveranno i soldi per pagare tutti coloro che inietteranno il vaccino agli italiani?

Intanto gli specializzandi che hanno già vinto il loro concorso sono tutti ancora a casa a causa dei continui rinvii della loro presa di servizio. Migliaia di medici che potrebbero entrare domani in ospedale a dare il loro contributo alla lotta contro COVID-19.  Un vero e proprio pasticcio qyello del concorso 2020 per l’accesso alle scuole di specializzazione. Svolto a settembre, già con mesi di ritardo per l'emergenza sanitaria, è finito in un turbine di contestazioni e ricorsi. Non benissimo.

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