Sabato, 8 Maggio 2021
Indicazioni importanti / Israele

Covid, lo studio sulle donne incinte vaccinate: trasmettono gli anticorpi ai nascituri?

La ricerca è stata fatta a febbraio in Israele, la protezione è stata rilevata in tutte le 20 donne a cui sono state somministrate entrambe le dosi del farmaco Pfizer / BioNTech durante il terzo trimestre di gravidanza e nei loro neonati

I dati sono ancora (molto) limitati, ma emergono prime indicazioni interessanti. Le donne incinte vaccinate contro il Covid-19 potrebbero trasmettere la protezione ai nascituri: e' quanto risulta da uno studio realizzato in Israele.

Gli anticorpi nei neonati di donne vaccinate in Israele

La ricerca è stata fatta a febbraio, gli anticorpi sono stati rilevati in tutte le 20 donne a cui sono state somministrate entrambe le dosi del vaccino Pfizer / BioNTech durante il terzo trimestre di gravidanza e nei loro neonati. Gli anticorpi sarebbero passati per la placenta. "I nostri risultati evidenziano che la vaccinazione delle donne in gravidanza può fornire protezione materna e neonatale dall'infezione da SARS-CoV-2", si legge nello studio. Il lavoro della Hadassah University Medical Center è stato postato su MedRxiv, un noto servizio online che diffonde ricerche non ancora pubbliche né peer-reviewed. Non se ne possono quindi trarre conclusioni definitive. Solo spunti.

Israele ha vaccinato in massa. In termini di popolazione coperta, circa il 55% dei nove milioni di israeliani ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro il COVID-19 di Pfizer/BioNTech e il 43% ha ricevuto entrambe le dosi. Dal picco di infezioni raggiunto a metà gennaio, Israele ha così visto una riduzione del 71% dei decessi per COVID-19, il 55% in meno di casi, il 45% in meno di nuovi pazienti in condizioni critiche e il 40% in meno di pazienti in condizioni critiche negli ospedali.

In Florida era stato segnalato il primo caso al mondo

Pfizer Inc e BioNTech hanno dichiarato qualche tempo fa di aver iniziato uno studio internazionale su 4.000 volontari per valutare la sicurezza e l'efficacia del loro vaccino in donne incinte sane.  Lo studio valuterà se le donne incinte vaccinate trasferiscono anticorpi protettivi ai loro bambini.  Un altro studio che arriva dagli Usa, anche questo in attesa di revisione, avrebbe rilevato come gli anticorpi indotti nelle donne in gravidanza dai vaccini mRNA COVID-19, come quelli Pfizer / BioNTech e Moderna, sono stati trasferiti ai bambini attraverso la placenta o il latte materno.

In Florida è stato accertato il caso di una donna vaccinata contro il Covid-19 ha dato alla luce una bambina che aveva sviluppato gli anticorpi contro la malattia. La madre della piccola, un'operatrice sanitaria in prima linea nella lotta alla pandemia, era incinta di 36 settimane quando ha ricevuto la prima dose del vaccino Moderna. La bambina è  nata tre settimane dopo, alla fine di gennaio. Un'analisi di laboratorio effettuata sul cordone ombelicale ha mostrato che la piccola e' nata con gli anticorpi: il caso sarà al centro di un articolo scientifico di prossima pubblicazione.

Vaccinazioni anti Covid-19 e gravidanza

La preoccupazione di sottoporsi a una vaccinazione in gravidanza, in assenza di dati di sicurezza ed efficacia dei vaccini contro COVID-19 per questo target di popolazione, è oggetto di dibattito a livello nazionale e internazionale. Le indicazioni dei diversi Paesi prevedono l’offerta vaccinale per queste donne subordinata a una valutazione individuale del profilo rischio/beneficio, facilitata da un colloquio informativo con i professionisti sanitari. Le indicazioni ad interim fornite dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - sul sito sono aggiornate al 31 gennaio 2021 - sono le seguenti:

  • le donne in gravidanza e allattamento non sono state incluse nei trial di valutazione dei vaccini Pfizer-BioNtech mRNA (Comirnaty), Moderna e AstraZeneca per cui non disponiamo di dati di sicurezza ed efficacia relativi a queste persone;
  • gli studi condotti finora non hanno evidenziato né suggerito meccanismi biologici che possano associare i vaccini a mRNA ad effetti avversi in gravidanza e le evidenze di laboratorio su animali suggeriscono l'assenza di rischio da vaccinazione;
  • al momento le donne in gravidanza e allattamento non sono un target prioritario dell'offerta di vaccinazione contro il COVID-19 che, ad oggi, non è raccomandata di routine per queste persone;
  • dai dati dello studio ItOSS - relativi alla prima ondata pandemica in Italia - emerge che le donne in gravidanza presentano un rischio basso di gravi esiti materni e perinatali e che le comorbidità pregresse (ipertensione, obesità) e la cittadinanza non italiana sono significativamente associate a un maggior rischio di complicanze gravi da COVID-19;
  • la vaccinazione dovrebbe essere presa in considerazione per le donne in gravidanza che sono ad alto rischio di complicazioni gravi da COVID19. Le donne in queste condizioni devono valutare, con i sanitari che le assistono, i potenziali benefici e rischi e la scelta deve essere fatta caso per caso;
  • se una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza subito dopo la vaccinazione, non c'è evidenza in favore dell'interruzione della gravidanza;
  • se una donna scopre di essere in gravidanza tra la prima e la seconda dose del vaccino può rimandare la seconda dose dopo la conclusione della gravidanza, eccezion fatta per i soggetti ad altro rischio.

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