Mercoledì, 12 Maggio 2021
Firmato l'accordo

Vaccino anti-covid in farmacia, dagli spazi alle mascherine: quali sono le regole

Il protocollo firmato da Governo, le Regioni e province autonome e le associazioni di categoria Federfarma e Assofarm: code separate dai clienti, raccomandato l'uso delle Ffp2 

Foto di repertorio Ansa

Via libera alle vaccinazioni anti-covid in farmacia. Il ministro della Salute Speranza ha firmato il protocollo  con regioni e farmacisti per far partire in sicurezza le vaccinazioni Covid nelle farmacie del nostro Paese, ma ci saranno alcune regole.

Vaccino anti-covid in farmacia: le regole da seguire

Secondo l'Accordo quadro tra il Governo, le Regioni e province autonome e le associazioni di categoria Federfarma e Assofarm, la vaccinazione "dovrà avvenire seguendo percorsi in area esterna o anche interna, purché sia separata dagli spazi destinati all'accoglienza dell'utenza e alle attività ordinarie. È comunque possibile eseguire il vaccino a farmacia chiusa". 

Oppure si possono allestire unità mobili come gazebo dedicati alla somministrazione e al monitoraggio dei vaccinati. Si raccomanda l'uso di mascherine Ffp2. La farmacia dovrà "esporre un avviso all'ingresso, con chiare istruzioni sulle modalità di accesso e sul numero massimo di persone che possono accedere, garantire la presenza di indicazioni" delle norme anti-Covid, "assicurare la disponibilità di gel igienizzanti", "attuare ricambio d'aria" nei locali.

E ancora, la farmacia dovrà "garantire che l'area dove avviene la somministrazione del vaccino, abbia poche superfici ad alta frequenza di contatto e offra la possibilità di una rapida disinfezione". I vaccini a disposizione delle farmacie "devono essere conservati nei frigoriferi freezer destinati esclusivamente alla conservazione dei prodotti farmaceutici con monitoraggio costante della temperatura".

Il locale per la somministrazione dei vaccini anti-Covid, si legge ancora nel protocollo firmato oggi, "deve avere dimensioni adeguate a garantire il distanziamento". Dopo la somministrazione "è previsto un periodo di attesa di almeno 15 minuti per la sorveglianza della persona vaccinata. Nel caso la farmacia non sia provvista di un'area da dedicare alla vaccinazione e al monitoraggio, si potranno utilizzare spazi separati al di fuori, anche allestendo dei gazebo. Ogni soggetto coinvolto nella vaccinazione deve indossare una mascherina chirurgica Ffp2". In caso non siano stati rilevati eventi avversi immediati, viene programmata o confermata la data del richiamo.

"In caso di reazione anafilattica dovuta alla vaccinazione verrà immediatamente avvisato il 118, il cui intervento sarà assicurato nel più breve tempo possibile". Lo stesso sarà fatto in caso di comparsa "di orticaria improvvisa, problemi respiratori o emodinamici". 

I farmacisti: ''Nostro coinvolgimento apre una nuova fase della campagna vaccinale''

 La firma del protocollo che regola l'esecuzione delle vaccinazioni contro Covid-19 nelle farmacie di comunità da parte dei farmacisti, annunciata dal ministro della Salute Roberto Speranza, "è la premessa per una decisiva accelerazione della marcia che porterà il paese fuori dall'emergenza sanitaria. Si pongono infatti le basi per rendere capillare l'accesso al vaccino in piena sicurezza per i cittadini, allineando l'Italia alle migliori esperienze europee, a cominciare da Francia e Inghilterra, dove i farmacisti hanno già effettuato milioni di vaccinazioni, dall'Irlanda, dove cominceranno aprile, ma anche a quanto fatto negli Stati Uniti". Questo il commento della Federazione degli Ordini dei farmacisti all'accordo per le vaccinazioni anti-Covid da parte dei farmacisti.

È "un traguardo fondamentale nell'evoluzione del ruolo del farmacista e della farmacia che ha costantemente promosso a partire dal 2006, e un riconoscimento dell'impegno profuso dai farmacisti nel corso della pandemia, quando sono stati il riferimento più vicino e sempre accessibile ai cittadini, anche nei momenti più critici dell'emergenza Covid".

"La partecipazione dei farmacisti alla campagna vaccinale - prosegue Fofi - è un passaggio cruciale sulla via del riassetto della sanità territoriale che, come più volte sostenuto dal Governo, dovrà basarsi sul concetto di prossimità e sulla sinergia di tutti i professionisti che sul territorio operano quotidianamente. Un cambiamento di paradigma nel quale ha un ruolo centrale il modello della farmacia dei servizi intesa come presidio sanitario polifunzionale. I farmacisti italiani sapranno moltiplicare il loro impegno per assolvere anche a questo importantissimo compito al servizio della collettività".

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