Lunedì, 12 Aprile 2021
Un'ottima notizia

Il vaccino Johnson&Johnson c'è: quando arriva in Europa e perché può essere decisivo

La Food and Drug Administration ha dato il via libera al farmaco monodose negli Stati Uniti. L'ok dell'Ema dovrebbe arrivare a metà marzo. Verrà prodotto anche in Italia. I risultati sull'efficacia e le speranze che possa risolvere i problemi con le forniture degli altri sieri

Foto Ansa

La Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato l'uso in emergenza del vaccino anti covid monodose della Johnson&Johnson. È un'ottima notizia, perché questo farmaco potrebbe rappresentare un'arma importante, si spera decisiva, nella lotta alla pandemia: si tratta di un siero monodose, un fattore che consente di velocizzare molto il numero delle vaccinazioni. Non solo: è più facile da usare e conservare rispetto agli altri vaccini (va tenuto a temperature da frigorifero, tra i due e gli otto gradi), ha dimostrato ottimi risultati di sicurezza ed efficacia soprattutto contro i casi gravi della malattia e potrebbe risolvere i problemi con le forniture riscontrati dalle altre case farmaceutiche. Problemi che, in Italia e in Europa, stanno rallentando la campagna vaccinale.

Negli Usa via libera al vaccino monodose di Johnson&Johnson

"Siamo estremamente grati al panel di esperti dell'Fda - è il primo commento dell'azienda farmaceutica -. Riteniamo che il nostro vaccino possa contribuire a cambiare la traiettoria della pandemia. Noi siamo pronti a renderlo disponibile il prima possibile". Il presidente Joe Biden, salutando con entusiasmo il terzo farmaco approvato in Usa dopo quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna, ha invitato gli americani a "non abbassare la guardia": "Questa è una fantastica notizia, nonché uno sviluppo incoraggiante nei nostri sforzi per porre fine alla crisi. Non è il momento, non possiamo pensare che ormai la vittoria contro il virus sia inevitabile".

La Johnson&Johnson ha promesso di fornire agli Stati Uniti cento milioni di dosi del suo vaccino che prevede una sola iniezione entro la fine di giugno. Queste si aggiungeranno alle seicento milioni di dosi su cui si sono impegnate Pfizer-BioNTech e Moderna entro la fine di luglio: nel complesso ce ne sarebbero quindi abbastanza per coprire ogni americano adulto. Il vaccino Johnson&Johnson ha dimostrato di avere nella sperimentazione clinica negli Stati Uniti un'efficacia del 72% e la Fda - l'agenzia federale statunitense che si occupa di farmaci - ha constatato che è "altamente efficace nel prevenire le formi gravi di Covid-19, incluse quelle derivanti dalle nuove varianti".

Quando arriva in Europa?

Il 16 febbraio l'azienda farmaceutica Johnson&Johnson ha chiesto l'autorizzazione anche all'Ema (l'Agenzia europea per i medicinali) per l'utilizzo del suo vaccino in Europa. E ora anche l'Ema si avvia verso l'approvazione del vaccino J&J, seguito da altri tre sieri. Lo ha detto il responsabile terapie e vaccini di Ema Marco Cavaleri, in un'intervista alla trasmissione "Caffè Europa" di Rai Radio1. Il farmaco più vicino al traguardo dell'approvazione da parte dell'Ema è proprio quello della Johnson&Jonhson: "Lo stiamo valutando e penso che intorno a metà marzo saremo in grado di concludere. Ovviamente fermo restando che non ci siano problemi emergenti, ma sono piuttosto ottimista, sarà il prossimo", ha detto Cavaleri. "Poi vedremo per gli altri: Novavax, Curevac, Sputnik ed eventualmente anche uno dei vaccini cinesi", ha proseguito.

Gli studi sull'efficacia e come funziona il vaccino J&J

Il vaccino prodotto dalla casa farmaceutica statunitense è basato su vettori derivati da "adenovirus di serotipo 26 (Ad26)": quando si riceve la dose, gli adenovirus inducono la produzione di una proteina che viene poi riconosciuta come una minaccia dal sistema immunitario. Viene così a svilupparsi una difesa contro la proteina del coronavirus, senza dover entrare in contatto con il coronavirus vero e proprio. Dopo i primi studi su primati non umani, il vaccino J&J ha dato importanti risultati anche sull'uomo, registrati con test appositi negli Stati Uniti e in Belgio. Le sperimentazioni di questo vaccino si sono tenute tra il centro di ricerca Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, il centro Janssen Pharmaceutical di Beerse, in Belgio, e il centro biologico Janssen di Leiden, in Olanda.

Come detto, quello di Johnson&Johnson è il primo vaccino a una sola dose ad essere autorizzato, diversamente dagli altri approvati finora che prevedono due iniezioni. Può essere conservato, inoltre, a temperature da frigorifero, tra i due e gli otto gradi. La Food and Drug Administration statunitense ha confermato la sicurezza e l'efficacia di questo vaccino anti covid che prevede una sola iniezione, specialmente contro i casi gravi. Nello studio clinico condotto su circa 44mila volontari negli Stati Uniti, in Sudafrica e in altri Paesi, spiega l'agenzia, si sono verificati sette decessi per Covid-19 tra i pazienti che hanno ricevuto il placebo, un dato pari a zero per il gruppo che ha invece ricevuto il vaccino. La pubblicazione di questi dati va ad avallare le precedenti affermazioni secondo cui il vaccino J&J sarebbe efficace nella prevenzione dei casi gravi dell'infezione.

Il vaccino ha avuto un tasso di efficacia complessiva del 72% negli Stati Uniti e del 64% in Sudafrica, dove lo scorso autunno è emersa una variante più contagiosa e più resistente agli anticorpi. L'efficacia in Sudafrica è stata di sette punti superiore rispetto ai dati rilasciati in precedenza dalla società. La Cnn spiega inoltre che l'efficacia del vaccino Johnson&Johnson contro le forme da moderate a gravi di Covid-19 è stata pari al 66,9% ad almeno 14 giorni dalla somministrazione e del 66,1% dopo 28 giorni. Per quanto riguarda le forme gravi della malattia, il vaccino ha mostrato un'efficacia dell'86% negli Stati Uniti e dell'82% in Sudafrica. Insomma, dalla Fda arrivano ottime notizie. Il vaccino a dose singola funziona. Nonostante si sia dimostrato un po' meno efficace di Pfizer e Moderna ha il vantaggio di offrire una buona protezione già due settimane dopo la prima (e unica) dose, e gli studi suggeriscono un'ottima efficacia anche contro le varianti.

Verrà prodotto anche in Italia

L'Europa ha già prenotato 200 milioni di dosi di questo vaccino. All'Italia dovrebbero arrivarne 26 milioni. Le dosi americane verranno prodotte in più sedi, a partire dal New Jersey, grazie ad una partnership con l’azienda Catalent. E proprio grazie a questa partnership una parte della produzione avverrà proprio in Italia, nello stabilimento di Anagni della Catalent, in provincia di Frosinone.

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il vaccino Johnson&Johnson c'è: quando arriva in Europa e perché può essere decisivo

Today è in caricamento