Giovedì, 17 Giugno 2021

Quei 600mila invisibili esclusi dal vaccino

Foto di repertorio, ANSA

Quanti sono gli irregolari in Italia? E quando verranno vaccinati? Il tema riguarda ovviamente la salute di tutti oltre che, naturalmente, dei diretti interessati. Perché quanto più sale la percentuale di immunizzati, tanto più bassa sarà la circolazione virale. Secondo le stime più recenti dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi, 2020) gli invisibili sarebbero oltre 600mila, in aumento negli ultimi anni per effetto del "decreto sicurezza".  Più di 600mila persone a cui somministrare il vaccino che non risultano nelle statistiche ufficiali. Del tema si discute da mesi, senza che per ora si sia mosso nulla. O quasi. 

La Lombardia si prepara a vaccinare anche senzatetto e stranieri

Il 19 maggio, Marco Salmoiraghi, vice direttore Welfare di Regione Lombardia, aveva rotto gli indugi affermando in commissione sanità che la Lombardia intendeva vaccinare stranieri irregolari, persone senza fissa dimora e altri soggetti privi di assistenza sanitaria "regolare" a cominciare dai primi giorni del mese di giugno, in collaborazione con alcune associazioni: ed infatti Progetto Arca e Casa della Carità si stanno già occupando di vaccinare i loro assistiti. Ma per ora i migranti sono ancora in attesa. "E' in corso da alcune settimane un confronto con il governo nazionale", ha fatto sapere oggi l'assessora al Welfare Letizia Moratti: "Non appena la questione sarà definita e in attesa degli elenchi del Ministero della Salute, la Regione attiverà tempestivamente la vaccinazione anche per queste persone".

Bellanova: "Bisogna equiparare il vaccino alle cure mediche di urgenza"

Come intervenire? Per la viceministra delle Infrastrutture e senatrice di Italia Viva Teresa Bellanova sarà necessaria "un'ordinanza o quel che si riterrà opportuno da parte del ministero della Salute per equiparare il vaccino alle cure mediche d'urgenza". Perché, ha spiegato a Rai Radio1, ospite di 'Un Giorno da Pecora', "è un problema non solo di umanità ma anche di sicurezza, per gli immigrati ma anche per i cittadini italiani. Prima si dà avvio al vaccino per queste persone e prima potremmo dire di esser un paese civile anche su questi temi". Bellanova si è detta favorevole a vaccinare anche i lavoratori in nero. "Si discute se fare il vaccino durante le ferie ma non si discute di tante persone che continuano ad esser invisibili, centinaia di migliaia, a cui bisogna garantire del diritto alla salute come a tutti gli altri cittadini".

Per ora infatti gli irregolari non possono prenotarsi, anche se a livello anagrafico avrebbero diritto ad essere immunizzati. Non avendo la tessera sanitaria né un medico di base non rientrano tra la platea delle persone da vaccinare. Invisibili, appunto. Del caso si stanno occupando varie realtà, tra cui la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, il cui presidente Marco Mazzetti ha ricordato giorni fa in una lettera che l'articolo 32 ("la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività") non lascia molti dubbi sul fatto che tutti abbiano diritto a ricevere un vaccino e "del resto l'attuale normativa riconosce pienamente il diritto alla vaccinazione anche alle persone senza documenti".

Il 31 maggio  a nome del Tavolo Immigrazione e Salute e del Tavolo Asilo e Immigrazione è stata inviata una lettera al Commissario straordinario Figliuolo e al Presidente della Conferenza Stato-Regioni Fedriga in cui 32 associazioni esprimono "profonda preoccupazione per la silenziosa esclusione" di gruppi di popolazione in condizione di fragilità sociale dall'accesso alla vaccinazione. "Complessivamente si tratta di centinaia di migliaia di persone, straniere e italiane, in parte già aventi diritto al vaccino (per età, per patologia o, come per i caregiver, per categoria lavorativa), ma che non possono accedervi per ostacoli meramente amministrativi". Insomma, il governo è chiamato giocoforza a intervenire. In ballo c'è il diritto alla salute di centinaia di migliaia di persone. E anche l'interesse della collettività per far sì che si possa evitare in futuro una recrudescenza del virus.  

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