Venerdì, 25 Giugno 2021
Test e sperimentazioni

Il vaccino Novavax efficace all'89 per cento: cosa può cambiare per l'Italia

Poco, per ora. La Commissione europea ha concluso solo una sorta di preaccordo dopo colloqui esplorativi con la società farmaceutica per un totale di 200 milioni di dosi. La fase 3 dei test effettuati in Gran Bretagna appare incoraggiante, ma servirà del tempo per arrivare all'eventuale ok dell'Ema

Un impianto di produzione Novavax in Repubblica Ceca. Foto Ansa/Epa

Il vaccino anti-covid di Novavax è risultato efficace all'89,3% al termine delle fase 3 dei test effettuati in Gran Bretagna. Lo ha annunciato la società biotech precisando che il 50% dei test condotti in UK ha riguardato la variante inglese del virus.

Novavax: "Il vaccino è efficace all'89,3 per cento"

L'efficacia del vaccino Novavax è risultata invece del 60% nei test condotti in Sud Africa che hanno però riguardato per il 90% contagi della variante sudafricana del virus. L'efficacia è risultata del 49% sui pazienti affetti contemporaneamente da Covid e da Aids. Entra così in scena anche questo nuovo vaccino. Sarà necessario comprendere perché in base a questi dati preliminari appaio molto efficace contro la variante inglese del coronavirus, ma meno contro quella sudafricana.  Novavax è una società di biotecnologie specializzata nello sviluppo di vaccini di prossima generazione contro gravi malattie infettive. Il suo vaccino è un vaccino a subunità proteica, che è già nella fase 3 della sperimentazione clinica. La Commissione, con il sostegno degli Stati membri dell'UE, ha deciso di finanziare questo vaccino basandosi su una solida valutazione scientifica, sulla tecnologia utilizzata, sull'esperienza della società nello sviluppo di vaccini e sulle capacità di produzione che la società ha per rifornire tutti gli Stati membri dell'UE.

"E' una buona notizia l'efficacia del vaccino Novavax risultata dai test in UK. Grazie a tutti i volontari che hanno reso possibile questo risltato" scrive su Twitter il premier britannico Boris Johnson.

Marco Cavaleri, responsabile della Strategia per le minacce alla salute e i vaccini presso l'Ema (Agenzia Europea per i Medicinali), ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai3, qualche giorno fa aveva citato proprio il prodotto di Novavax tra i vaccini che potranno essere approvati prossimamente: "Ci sono altri vaccini in via di sviluppo come quello di Novavax e quello di Curevac, che hanno iniziato e stanno per iniziare la fase tre. Ci sono poi altri vaccini un pochino più indietro come Reithera, che usa un vettore virale non troppo dissimile da quello di AstraZeneca e Johnson & Johnson, ma con caratteristiche sue particolari, ed è un candidato interessante. Abbiamo avuto contatti lungo tutto l'anno scorso e adesso aspettiamo per capire come andare avanti e come disegnare studi di efficacia e sicurezza che possano portare all'autorizzazione molto presto''.

Vaccino Novavax: quante dosi per l'Italia?

Il 17 dicembre la Commissione europea ha concluso colloqui esplorativi con la società farmaceutica Novavax per l'acquisto del un potenziale vaccino, che non è ancora in ogni caso stato approvato dall'Ema. Il contratto previsto con Novavax consentirebbe a tutti gli Stati membri dell'UE di acquistare 100 milioni di dosi, con la possibilità di acquistare in seguito fino a 100 milioni di ulteriori dosi. Parte di queste dosi spetterebbe all'Italia (non è dato sapere il numero esatto, ed è normale che sia così visto che si tratta di un prodotto non ancora approvato e ancora in fase 3 di sperimentazione. Serve tempo).

Al 19 gennaio 2021 la Commissione europea ha siglato accordi con 6 case farmaceutiche (a cui potrebbero aggiungersene altre) per oltre 1,3 miliardi di dosi garantite dei vaccini autorizzati, che salgono a oltre 2 miliardi se si contano gli acquisti opzionali: 405 mln CureVac, 400 mln AstraZeneca, 400 mln Johnson&Johnson, 600 mln Pfizer/BioNTech, 300 mln Sanofi-GSK, 160 mln Moderna. Con Novavax ci sono stati solo colloqui esplorativi.

La conclusione dei colloqui esplorativi con Novavax ampliava un portafoglio già vasto e garantito di vaccini in Europa e che comprende i contratti già firmati con AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV, BioNtech-Pfizer, CureVac e Moderna. Questo portafoglio diversificato di vaccini, nei piani dell'Unione, garantirà che l'Europa abbia il maggior numero di dosi possibile nei prossimi mesi.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, si era detta "lieta di annunciare che continuiamo a diversificare ulteriormente il nostro portafoglio di vaccini. Il passo compiuto per il raggiungimento di un accordo con Novavax dimostra l'impegno della Commissione volto a garantire che siano esplorate tutte le opzioni possibili per l'accesso ai vaccini contro la COVID-19. L'accesso a più vaccini contribuirà ad assicurare una copertura sufficiente per sconfiggere la pandemia". Novavax aveva annunciato il 28 dicembre 2020 l'inizio degli attesi trial di fase 3 negli Stati Uniti. Studi sull'efficacia di questo vaccino nel prevenire le infezioni da covid erano già stati condotti nei mesi scorsi su 15.000 volontari nel Regno Unito, e saranno più avanti sottoposti all'EMA per ottenere un'autorizzazione.

Come funziona il vaccino Novavax

Il vaccino di Novavax è un vaccino a subunità proteica. Ovvero piccole particelle lipidiche che fanno da "puntaspillo" a copie ottenute in laboratorio della proteina spike, la chiave che il coronavirus SARS-CoV-2 usa per accedere ai recettori ACE2 delle nostre cellule. Alla molecola lipidica con i suoi cloni di spike viene aggiunto un composto di origine vegetale, la saponina, che ha una funziona immunostimolante: incoraggia cioè la risposta immunitaria degl anticorpi contro la proteina più riconoscibile del nuovo coronavirus. L'obiettivo è creare nell'organismo in un contesto non infettivo un gran numero di anticorpi specializzati.

E' "fatto" con la stesa tecnologia usata per il vaccino contro l'epatite B somministrato ai neonati, per un vaccino contro l'influenza approvato nel 2013 e per i vaccini contro il papillomavirus umano.

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