Lunedì, 8 Marzo 2021
I medici all'attacco

"Quasi 400mila dosi di vaccino iniettate a persone non a rischio"

È l'accusa di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici. La campagna vaccinale in Italia rallenta. Il premier Conte: "Gravi violazioni dei contratti. In Italia 3,4 milioni di dosi invece di 8"

"Possiamo dire che a fine gennaio l'Italia dovrebbe avere a disposizione circa 2,5 milioni di dosi che servono sia per le prime immunizzazioni sia per i richiami", ha detto oggi il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli alla conferenza stampa al ministero sui dati del monitoraggio settimanale sull'andamento dell'epidemia. La campagna vaccinale in Italia però rallenta. E c'è un allarme.

"Quasi 400mila dosi di vaccino iniettate a persone non a rischio"

Duro attacco del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli sulla somministrazione dei vaccini. Sono, ad oggi, "solamente 790.251 le dosi di vaccino somministrate agli operatori sanitari, su un totale di 1.312.275 (il dato è aggiornato alle 20 di ieri sera, ndr). Ben 397.583 dosi sono state invece iniettate a personale non sanitario e non appartenente alle altre aree a rischio come ad esempio quelle degli ospiti delle Rsa e degli over 80". "È inaccettabile - continua Anelli, nel giorno in cui tocca quota trecento il numero dei medici morti - vedere persone che non svolgono un'attività così rischiosa essere sottoposte al vaccino e osservare una larga parte della professione medica non ancora vaccinata".

"Il personale medico non è solo quello del Servizio sanitario nazionale, che pure è duramente colpito: solo tra le denunce all’Inail - spiega Anelli - il 68,8%, e il 25% dei decessi, è nel comparto sanità. E, per i medici, tali denunce riguardano esclusivamente i dipendenti (di ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili). Ai quali, per avere un quadro della situazione, vanno sommati i medici di medicina generale, che costituiscono oltre la metà dei caduti nella seconda fase della pandemia. Ci sono poi i liberi professionisti, tra i quali gli odontoiatri, che, per la peculiarità degli interventi che svolgono, sono particolarmente esposti al rischio d’infezione; ci sono i colleghi che operano nelle strutture private accreditate: questi professionisti, in molte Regioni, non sono ancora stati ricompresi nella campagna vaccinale".

Come si fa, rileva Anelli, "a escludere una parte così importante della professione dalla possibilità di proteggersi? A tutti i medici va garantita la vaccinazione, senza distinguo inutili e ingiusti". L’invito e l’appello al governo, agli amministratori regionali, conclude, "è quello di rispettare i medici. Di avere rispetto per tutti coloro che sono deceduti oggi per salvaguardare i cittadini".

I ritardi del piano vaccinale

Il piano vaccinale in questo momento ha qualche difficoltà: a causa di un problema in un impianto di produzione, AstraZeneca ha fatto sapere che non sarà in grado di consegnare le dosi concordate nelle prossime settimane. L’impatto non è stato quantificato ufficialmente, ma fonti Ue hanno spiegato che tra febbraio e marzo la fornitura rischia di essere "più che dimezzata". Anche per questo si esplorano nuove strade: il vaccino russo Sputnik V (grazie alla sponda della cancelliera Angela Merkel) ha avviato i contatti con l’Ema per un’eventuale approvazione, mentre l’Ungheria ha già dato il suo via libera, che le consentirà di utilizzare le dosi acquistate (2 milioni). Intanto il commissario all'emergenza Domenico Arcuri dice che "la riduzione del 20% della fornitura dei vaccini Pfizer non è una stima. È una triste certezza. Purtroppo con Pfizer e nella quotidiana applicazione della gestione dell’emergenza io non sono più a mio agio con le stime. Non mi servono le rassicurazioni, mi servono i vaccini". E promette cause contro la multinazionale farmaceutica.

"Pensiamo che Pfizer al momento sia inadempiente. Stiamo lavorando con l'Avvocatura. Avrò una riunione molto puntuale con loro per concludere al più presto l'istruttoria", ha detto Arcuri in un'intervista a La Stampa parla del taglio di forniture del vaccino da parte dell'azienda farmaceutica statunitense, annunciando una possibile battaglia giudiziaria con la multinazionale. "Dal punto di vista contrattuale - continua Arcuri - la fornitura dei vaccini è molto semplice. L’Ue con i produttori del farmaco ha sottoscritto un contratto in nome e per conto dei 27 Stati membri. Inoltre, ogni Stato membro, quindi anche l’Italia ha sottoscritto dei contratti derivati rispetto al contratto generale. Sul contratto generale dell’Ue ci sono quantità, termini, scadenze per la consegna e questi sono richiamati anche nei contratti dei vari Paesi".

Conte sui vaccini: "Gravi violazioni dei contratti. In Italia 3,4 milioni di dosi invece di 8"

Il ministro della Salute Speranza e il commissario per l'emergenza Arcuri hanno incontrato i rappresentanti di Astrazeneca che hanno confermato il taglio del 60% delle consegne previste per il primo trimestre. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non nasconde la sua preoccupazione e scrive su Facebook: "I rallentamenti delle consegne dei vaccini costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all'Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni. Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale".

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