Mercoledì, 23 Giugno 2021
Lo studio / Regno Unito

La reale efficacia dei vaccini Pfizer e AstraZeneca contro la variante indiana

Studio della Public Health England. Il vaccino Pfizer è risultato essere efficace all'88% nel fermare la malattia sintomatica derivante dal ceppo indiano due settimane dopo la seconda dose. AstraZeneca è efficace al 60%

Uno studio britannico portato avanti dalla Public Health England ha rilevato come i vaccini contro il coronavirus Pfizer e AstraZeneca siano "altamente efficaci", dopo due dosi, contro la variante del Sars-CoV-2 identificata in India. Il vaccino Pfizer è risultato essere efficace all'88% nel fermare la malattia sintomatica derivante dal ceppo indiano due settimane dopo la seconda dose. AstraZeneca è efficace al 60%. Tuttavia, entrambi i vaccini sono efficaci solo al 33% tre settimane dopo una sola dose: un'efficacia inferiore a quella del 50% registrata contro la variante inglese.

L'efficacia dei vaccini Pfizer e AstraZeneca contro la variante indiana

Nel dettaglio, l'efficacia del vaccino Pfizer, dopo due dosi, è pari all'88% nel prevenire infezioni sintomatiche della variante indiana e al 93% nel prevenire infezioni sintomatiche della variante inglese. Nel caso di AstraZeneca, l'efficacia scende rispettivamente al 60% e al 66%, una differenza, si legge nello studio, che potrebbe essere spiegata con il maggiore tempo impiegato da questo vaccino per raggiungere la massima efficacia e dall'approvazione successiva a quella del farmaco di Pfizer, le cui seconde dosi sono state inoculate prima.

Matt Hancock, il ministro della Salute britannico, ha dichiarato che i risultati dello studio lo rendono "sempre più fiducioso" sul fatto che il governo possa avviare, come previsto, il 21 giugno la Fase 4 della rimozione delle restrizioni, ovvero il ritorno quasi completo alla normalità.

La differenza di efficacia tra la prima dose Pfizer o AstraZeneca

Moderna chiederà a giugno a Ue ok per 12-17enni

Moderna presenterà "all'inizio di giugno" una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio nell'Unione europea per il suo vaccino anti-Covid per i 12-17 anni: lo ha detto al Journal du dimanche l'amministratore delegato Stéphane Bancel. Considerando che "entro l'estate tutti gli adulti che desiderano essere vaccinati avranno ricevuto una prima dose", Stéphane Bancel ha stimato che "sarà poi necessario puntare molto rapidamente sugli adolescenti dai 12 ai 17 anni".

Oggi, solo il vaccino Pfizer/BioNTech è autorizzato per i giovani di 16-18 anni in Europa; Pfizer ha anche richiesto l'autorizzazione per i ragazzi tra i 12 e i 16 anni e l'ha già ottenuta ma solo negli Stati Uniti.

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