Giovedì, 4 Marzo 2021

Il lato oscuro del nuovo vaccino anti Covid

Il siero sviluppato dalle aziende farmaceutiche BioNTech e Pfizer deve essere conservato e trasportato a -75 gradi: "Significa che potrebbe essere al di fuori della portata di due terzi della popolazione mondiale"

Le temperature gelide necessarie per conservare e trasportare il vaccino anti-covid delle aziende farmaceutiche BioNTech e Pfizer significano che potrebbe essere al di fuori della portata fino a due terzi della popolazione mondiale. È quanto emerge in uno studio della DHL, azienda leader nel campo delle spedizioni. Lo studio "raffredda" l'enfasi data all'annuncio dei promettenti risultati preliminari dei test clinici del siero anti-Covid sviluppato dal colosso farmaceutico statuniense in partnership con i laboratori tedeschi di Biontech.

Il potenziale vaccino - che avvrebbe una capacità di indurra una risposta immunitaria nel 90% dei casi - deve essere infatti conservato a -75 gradi Celsius e somministrato in due dosi separate a circa tre settimane di distanza. Nei paesi ricchi ciò significherebbe che verrebbe probabilmente distribuito negli ospedali o nei centri appositamente costruiti piuttosto che nelle farmacie o nell'ufficio del medico di famiglia locale. (L'Unione Europea per bocca della presidente della Commissione Urusula Von Der Leyen ha fatto sapere che ne prenoterà 300 milioni di dosi, ndr) Ma per i paesi poveri - senza forniture elettriche affidabili o infrastrutture per mantenere i vaccini a quella temperatura di congelamento - potrebbe significare che non vengono consegnati affatto.

Un white paper della società di logistica DHL pubblicato a settembre ha rilevato che sarebbero necessarie "misure straordinarie" per distribuire un vaccino congelato negli oltre 25 paesi - che coprono solo un terzo della popolazione mondiale - che attualmente hanno la capacità di immagazzinarlo. "Attualmente, gran parte dell'Africa, del Sud America e dell'Asia non può essere prontamente rifornita su larga scala a causa della mancanza di capacità logistica della catena del freddo adatta ai prodotti delle scienze della vita".

Pfizer e BioNTech hanno cercato di affrontare questi problemi progettando scatole di spedizione riutilizzabili delle dimensioni di una valigia in grado di conservare tra 1.000 e 5.000 dosi di vaccino a temperature di congelamento per un massimo di 10 giorni. Ciò potrebbe alleggerire l'intasamento nella distribuzione, ma è improbabile che lo elimini completamente i problemi, lasciando potenzialmente miliardi di persone in attesa di un altro candidato vaccino che può essere conservato a temperature più miti, come un potenziale vaccino sviluppato da Johnson & Johnson che deve essere spedito congelato, ma può essere conservato alle temperature di refrigerazione tipiche per diversi mesi e richiede solo una dose, facilitando la sua distribuzione nei paesi più poveri.

Vaccino anti Covid: frenare l'euforia

Inoltre il comunicato stampa della Pfizer, se da una parte ha trovato terreno fertile nell'emotività di una umanità in attesa di un vaccino, deve essere soppesato con la realtà: tutto quello che è dato sapere è che - durante il trial clinico del siero - il virus si sia maggiormente diffuso tra un gruppo di persone non vaccinate piuttosto che tra coloro che avevano ricevuto da una settimana la seconda dose di vaccino. I numeri - un totale di 94 casi di infezione diffusi in larga maggioranza ma non totalmente, tra i soggetti non vaccinati - sono tuttavia ancora esigui e non vi è certezza di una durata temporale dell'immunità.

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