Martedì, 9 Marzo 2021
Ritardi inevitabili

Vaccini in ritardo, il caso Pfizer mette a rischio l'immunizzazione

Solo nei prossimi sette giorni saranno 100mila le dosi mancanti dopo la comunicazione che la casa farmaceutica ritarderà le consegne

Circa 100mila dosi in meno in arrivo la prossima settimana, e presumibilmente nelle settimane a venire. È questo l'impatto sull'Italia della decisione di Pfizer, comunicata ieri, di tagliare del 29-30% la fornitura di vaccini contro il Covid. Una riduzione inaspettata, che preoccupa il commissario Arcuri, anche perché proprio in questi giorni partiranno i primi richiami, ossia la somministrazione della seconda dose a coloro che hanno per primi ricevuto il vaccino, che vanno eseguiti secondo la stessa Pfizer a 21 giorni dalla prima dose.

Il V-Day è stato il 27 dicembre, quindi domani saranno tre settimane esatte. A quanto si apprende, le dosi di vaccino attese da lunedì sarebbero state circa 530-540mila, più quindi delle 470mila delle scorse settimane perché nel frattempo c'è stato l'acquisto a livello Ue di una partita aggiuntiva. Con il taglio annunciato si dovrebbe scendere a 430-440mila dosi settimanali. Non sara' un problema per i primi giorni: il 27 dicembre, data di un avvio piu' che altro simbolico, i vaccinati erano stati 7.420, e il primo gennaio in totale erano 49.506, con circa 10mila vaccinazioni al giorno in media. Poi pero' la campagna aveva preso quota, salendo a 35-40mila vaccinati al giorno, poi fino a 91mila. A partire dalla settimana del 28 gennaio saranno oltre mezzo milione gli italiani da "ri-vaccinare", ossia a cui somministrare la seconda dose, e si porrà il problema di come fare.

Come spiega l'agenzia Agi l'indicazione per le Regioni era quella di "mettere da parte" il 30% delle dosi consegnate proprio per assicurarsi la possibilita' di fare i richiami senza intoppi, ma non tutte le Regioni si sono attenute, con la Campania ad esempio che ha somministrato gia' il 97% delle dosi disponibili, e altre Regioni come Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana oltre l'80%.

Inevitabile rimandare la vaccinazione degli over 80. Esclusa a priori la possibilità, ventilata anche in altri Paesi europei, di eseguire il richiamo con il vaccino Moderna. Mai testato negli studi clinici inoltre posticipare la somministrazione della seconda dose oltre i 21 giorni canonici. Intanto regna l'incertezza: la casa farmaceutica ha annunciato che il taglio delle dosi durerà 3-4 settimane ma non c'è una nuova tabella di marcia su cui poter ripianificare i tempi della campagna. 

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