Sabato, 15 Maggio 2021

Come funziona la vaccinazione sul posto di lavoro (e quando si potrà fare)

Il primo protocollo d'intesa di questo tipo è stato firmato oggi a Pordenone e potrebbe fare da apripista per altri accordi del genere. Secondo la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini già tremila imprese avrebbero dato a Confindustria la disponibilità a vaccinare con medici aziendali

Foto di repertorio

Una delle novità introdotte dal piano vaccinale del governo Draghi riguarda la possibilità di vaccinarsi anche in azienda senza rispettare un rigosoro criterio anagrafico. Nella bozza del documento consegnata alle Regioni si legge infatti che sarà possibile ''qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all'interno dei posti di lavoro, a prescindere dall'età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione''. 

E oggi è stato sottoscritto a Pordenone il primo protocollo d’intesa tra la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini, il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, la Confindustria regionale che definisce le modalità con cui le aziende potranno vaccinare i dipendenti, a patto di avere la disponibilità dei vaccini. L'accordo è stato firmato anche dai sindacati Cgil, Cisl e Uil con il supporto dell'associazione Medici cure primarie del Friuli occidentale e la Croce rossa. 

Come funziona la vaccinazione sul posto di lavoro

Il documento sancisce le modalità con le quali provvedere alla vaccinazione anticovid dei dipendenti che lavorano all'interno delle aziende presenti nel territorio regionale e potrebbe fare da apripista per altri accordi del genere a livello locale. Per non andare a intaccare la lista delle priorità stabilite dal piano vaccinale è verosimile che in azienda le somministrazioni inizierenno non prima della metà di aprile quando dovrebbero arrivare una quantità di dosi sufficienti ad effettuare (a livello nazionale) circa 500mila inoculazioni al giorno.

Le aziende dunque potrebbero contribuire a velocizzare i tempi della campagna vaccinale, mettendo allo stesso tempo in sicurezza i lavoratori. Il protocollo firmato oggi prevede che le aziende si facciano carico dei costi necessari alle somministrazioni che dovranno avvenire solo nelle strutture in grado di garantire il pieno rispetto delle normative sanitarie ed in presenza di personale qualificato. L'adesione dei lavoratori sarà ovviamente volontaria. Anche in azienda verranno stabilite delle categorie prioritarie che riceveranno il vaccino per prima. 

Secondo Mariastella Gelmini "la possibilità di vaccinare in azienda può vedere un'applicazione molto ampia. Sono già più di tremila le aziende a livello nazionale che hanno dato a Confindustria la disponibilità a vaccinare con medici aziendali". Dopo l'immunizzazione delle fasce più a rischio, anziane e piu' fragili, fa sapere Gelmini, l'obiettivo del governo è passare alle vaccinazione per fasce d'età. "Noi vogliamo favorire la diffusione più ampia e possibile di questi accordi - ha detto ancora la ministra -, e fare in modo che si possa fare anche negli ambienti di lavoro. Quindi il protocollo di oggi è innovativo, ma è un accordo che si può fare in tantissimi contesti e abbiamo tutti gli interessi, volendo accelerare i tempi, a diffondere questa modalità".

Per il governatore  del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga "quello siglato oggi è un accordo che non va ad alleggerire il lavoro della sanità regionale quanto invece a velocizzare la campagna vaccinale in Friuli Venezia Giulia".

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