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Lunedì, 24 Gennaio 2022
L'allarme / Italia

Che cos'è la miocardite e viene provocata dal vaccino? La spiegazione dell'esperta Gallavotti

L'incidenza del siero a mRNA sui casi d'infiammazione del muscolo cardiaco e quale parte della popolazione viene colpita

Uno dei pericoli che vengono attribuiti maggiormente al vaccino è l'insorgere di miocardite. Una leva che viene utilizzata molto spesso dai no-vax nella propria comunicazione e che ottiene l'effetto di spaventare la popolazione trattandosi di un problema cardiaco. Ma davvero incide la vaccinazione nell'insorgere delle miocarditi? A parlarne è stata la scienziata Barbara Gallavotti che, con parole e dati ben comprensibili, ha spiegato cosa si intende per miocardite e quanto incide il vaccino. Per prima cosa la Gallavotti ha confermato che la comunità scientifica internazionale guarda con grande attenzione al fenomeno dell'insorgenza delle miocarditi dopo il vaccino ma ne ha delimitato bene i confini evitando l'allarmismo di sorta.

Che cos'è la miocardite 

Ha spiegato che la miocardite è un'infiammazione del muscolo cardiaco che può essere dovuta a vari fattori e soprattutto essere di varia entità. La miocardite può essere sia asintomatica che manifestarsi con dolore al petto, battito irregolare, spossatezza o respiro affannoso. Può avere conseguenze gravi o essere senza conseguenze e molto dipende da cosa sia stata causata. Generalmente a provocarla sono delle infezioni. Tra queste c'è sicuramente anche il Covid. Si manifesta, inoltre, anche in casi di influenza, rosolia, varicella o infezioni provenienti da batteri presenti nelle zecche. Tra le possibili cause c'è anche il vaccino. In particolare è stato osservato che capita dopo la seconda dose di vaccini a mRNA a soggetti maschi sotto i 29 anni. La casistica è stata inquadrata da un rapporto presentato dal centro per il controllo delle malattie americano.

La miocardite tra i giovani 

Gli studiosi hanno utilizzato un campione di maschi tra i 12 e i 17 anni. Hanno scoperto che su un milione di vaccinati si potevano verificare al massimo 70 casi di miocardite che nella maggior parte dei casi erano lievi e senza nessun effetto a lungo termine. Lo studio era però chiamato a valutare anche il rapporto costi-benefici dell'utilizzo del vaccino. I ricercatori hanno così dimostrato che senza quelle vaccinazioni ci sarebbero stati 5700 casi di infezione da Covid, con annesso rischio di miocarditi anche più serie, 215 ospedalizzazioni e due decessi. Uno studio che dimostra come il vaccino sia nettamente superiore in convenienza per la popolazione. In ogni caso la comunità scientifica sta studiando le motivazioni che porterebbero ai rari casi di miocardite per prevenirle. Secondo uno studio americano si ritiene che le miocarditi possano capitare a chi ha già contratto il Covid ma ha comunque fatto la seconda dose.

Questo avallerebbe l'ipotesi secondo cui sarebbe necessario farne solo una per chi ha contratto la malattia. Uno studio scandinavo ha invece osservato, anche se in maniera relativa, che la miocardite si sia verificata con maggiore frequenza tra i pazienti che hanno ricevuto il vaccino Moderna. Probabilmente perché questo tipo di siero, rispetto al Pfizer, ha tre volte la quantità di principio attivo, tanto da proteggere maggiormente in questo periodo chi l'ha ricevuto. Si tratta di uno studio controverso che ha portato la Finlandia a una limitazione dell'utilizzo del Moderna tra i giovani.

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