"Volontari sani infettati per accelerare sul vaccino anti Covid-19"

La Gran Bretagna ha intenzione di ospitare i primi "human challenge trials", rivela il Financial Times. E intanto un altro candidato vaccino è entrato nelle fasi finali di sperimentazione

Volontari sani deliberatamente infettati con il nuovo coronavirus per testare l'efficacia dei vaccini sperimentali contro Covid-19. La Gran Bretagna ha intenzione di ospitare i primi "human challenge trials" (una sorta di studio controllato sull'infezione umana che comporta l'esposizione intenzionale del soggetto in esame), rivela il Financial Times, dando seguito alla proposta lanciata qualche mese fa con una scia di polemiche e dubbi di natura etica.

Nonostante la levata di scudi, il Governo intenderebbe tirare dritto su questa strada, per accelerare l'arrivo di vaccini efficaci. Le "sperimentazioni sfida" dovrebbero partire a gennaio in una struttura di quarantena a Londra, riferisce il Financial Times, secondo cui circa duemila candidati si sarebbero già iscritti attraverso il gruppo statunitense "1Day Sooner", composto da oltre cento personaggi influenti, tra cui quindici premi Nobel, fautori di quest'iniziativa a fine agosto.

Sempre secondo il Financial Times, i "challenge trials" dovrebbero ricevere fondi governativi ed essere guidati dagli scienziati dell'Imperial College di Londra, che però non conferma la notizia. Ai volontari prima sarà somministrato il vaccino - non viene specificato quale dei tanti in fase avanzata di studio - e poi la "dose" di Sars-CoV-2.

La fase 3 del vaccino in un'unica dose

E intanto, dopo quelli di Moderna, Pfizer e Astrazeneca, anche un altro candidato vaccino contro Covid-19 è entrato nelle fasi finali di sperimentazione: si tratta di quello della multinazionale statunitense Johnson&Johnson, una delle più grandi al mondo nel settore farmaceutico. La fase 3 di sperimentazione clinica dovrà confermare efficacia e sicurezza su un vasto numero di persone: il nuovo trial del vaccino "JNJ-78436735", che prevede una singola iniezione, coinvolgerà fino a sessantamila persone dai diciotto anni in su in 215 centri tra Stati Uniti, Sudafrica e America del Sud. Il direttore scientifico di Johnson&Johnson Paul Stoffels ha previsto che potrebbero esserci dati sufficienti per ottenere risultati entro la fine dell'anno.

Altri tre candidati hanno avviato la sperimentazione finale in Usa all'inizio dell'estate, ma il vaccino sviluppato da Janssen Pharmaceutical Companies, una divisione di J&J, presenterebbe diversi vantaggi che potrebbero renderlo logisticamente più facile da somministrare e distribuire se si dimostrasse sicuro ed efficace.

L'azienda sta testando una singola dose del prodotto, mentre gli altri vaccini in fase di sperimentazione negli Stati Uniti richiedono una seconda iniezione tre o quattro settimane dopo la prima per innescare una risposta immunitaria protettiva. Non solo. Il vaccino J&J può anche essere conservato in forma liquida in frigorifero per tre mesi, mentre due degli altri candidati devono essere congelati o conservati a temperature ultrafredde.

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"Un vaccino a singola iniezione, se è sicuro ed efficace, avrà sostanziali vantaggi logistici per il controllo della pandemia", ha affermato Dan Barouch, direttore del Center for Virology and Vaccine Research presso Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, che ha collaborato con J&J per sviluppare il vaccino.

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