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Lunedì, 27 Maggio 2024
La polemica

Valditara risponde alla preside sui pestaggi: "In Italia nessun pericolo fascista"

Il ministro dell'Istruzione ha replicato alla lettera scritta da una dirigente scolastica di un liceo di Firenze in seguito alla violenza subita da due studenti, presi a calci e pugni da sei giovani appartenenti ad un gruppo di estrema destra: "Parole improprie, che non rappresentano la realtà dei fatti. Non c'è nessuna deriva violenta o autoritaria"

Dopo il pestaggio avvenuto a Firenze, non è passata inosservata la lettera di Annalisa Savino, dirigente scolastica del liceo scientifico Da Vinci, che rivolgendosi agli studenti e alle loro famiglie ha manifestato il timore di un "ritorno" di sentimenti fascisti. Parole riprese da diversi quotidiani, che hanno provocato la replica del ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara: "In Italia non c'è nessun pericolo fascista, non c'è nessuna deriva violenta o autoritaria. Difendere le frontiere e ricordare il proprio passato o l'identità di un popolo non ha nulla a che vedere con il fascismo o, peggio, con il nazismo. Quindi inviterei la preside a riflettere più attentamente sulla storia e sul presente".

"La lettera scritta da una preside di Firenze è del tutto impropria - ha detto il ministro durante la trasmissione "Mattino 5 news" su Canale5 - mi è dispiaciuto leggere questa lettera e che sia stata letta agli studenti. Il contenuto non rappresenta la realtà dei fatti. Non ritengo necessario intervenire, sono lettere ridicole. Vanno prese per quello che sono, un atto di propaganda".

La lettera scritta dalla dirigente scolastica del liceo Leonardo Da Vinci di Firenze

Ospite di "Mattino 5 news", Valditara ha anche commentato le minacce di morte ricevute nei giorni scorsi: "Le minacce non mi preoccupano, ritengo si stia creando un brutto clima, occorre abbassare i toni della polemica; ho lanciato la sfida per un nuovo patto repubblicano e mi aspetto dall'opposizione solidarietà rispetto a queste deliranti minacce ma ad oggi non mi è arrivata solidarietà".

"Essere minacciato di morte non è un bel messaggio - ha proseguito il ministro- Trovo che ci sia sempre più un attacco anche alla libertà di opinione e un alzare i toni cercando di portare anche all'estero la polemica interna e trasformando questa polemica in una campagna di odio, delegittimazione e falsificazione della realtà quindi chiedo ai partiti di opposizione un maggior senso di responsabilità. I toni devono essere abbassati. Ma intanto mi aspetto solidarietà, perchè essere minacciato di morte e auspicare che possa essere appeso a testa in giù non è un bel messaggio".

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