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Martedì, 7 Febbraio 2023
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Fabrizio Frizzi le donò il midollo: oggi Valeria è testimonial di speranza

Oltre vent’anni dalla prima, dolorosissima diagnosi, la giovane donna è rinata due volte, grazie alla donazione di midollo da parte del conduttore televisivo e di un altro uomo. Oggi scrive libri e porta la sua testimonianza in giro per il Paese

Valeria Favorito è un dono, lo è per chi ha il piacere di ascoltarla durante le conferenze che tiene ovunque venga accolta, o la fortuna di abbracciarla alla fine delle sue testimonianze e anche per chi conosce la sua storia attraverso i suoi libri autobiografici. Attraverso quelle parole piene di emozioni e di vita. La stessa che lei ha conquistato ben due volte, a grazie a due donatori. 

Fabrizio Frizzi e Valeria Favorito

Il suo nome viene associato a Fabrizio Frizzi, il noto conduttore televisivo scomparso il 26 marzo del 2018, perché lui le donò il midollo osseo e le diede una nuova speranza di vita, ma Valeria non è solo questo e non ha superato solo questo ostacolo nella vita. Proprio questa forza che ha dentro di sé, dopo due terribili diagnosi: quella del 1999 e quella del 2013. Questa tenacia di affrontare la vita e di conquistarla ogni giorno, è ciò che ha toccato profondamente tutti coloro che hanno partecipato alla presentazione del terzo libro della giovane donna, dal titolo “Valeria, un dono dal cielo”, domenica 22 gennaio, nella civica Turri, a Cavaion veronese. Organizzata da Lorella Fila e Roberta Fiori.

Valeria Favorito ed Elisabetta Corso

Durante la serata sono intervenute molte persone, ognuna per portare un contributo importante alla testimonianza vivente di chi è già stata capace di donare tutto ciò che aveva e che ancora non si ferma. Valeria lavora in banca, è prossima alla laurea in Teologia e non si ferma un istante: incontra gli studenti nelle scuole, i parrocchiani alla fine della messa e tutte le persone che vogliono approfondire la tematica, in serate organizzate ad hoc. E tutto questo per sensibilizzare le persone alla donazione e per raccogliere fondi per le borse di studio per donarle al Centro Trapianti di Midollo Osseo all’ospedale di Borgo Roma, a Verona. Ad oggi, ha raccolto oltre 68mila euro, gran parte di questi sono stati trasformati in donazioni per la ricerca, altri per accompagnare le persone malate nel cammino di Medjugorje o per eventi di divulgazione, ricerca e sensibilizzazione.

Domenica sera a Cavaion, la sua toccante storia di doppia rinascita è stata intervallata dall’arpista Marina Bonetti, dalle parole della dottoressa del centro trapianti, Cristina Tecchio, dai brani dedicati letti da donne presenti in sala e dalla testimonianza di Elisabetta Corso: una giovane che a 18 anni ha donato il midollo dopo aver conosciuto questa storia di vita. 

La cultura del dono, per Valeria, è qualcosa di molto importante. Non solo perché lei oggi vive grazie a chi si è tipizzato e ha accettato di donare una parte di sé, ma anche perché, come spesso ripete nelle sue conferenze: “Ognuno di noi può donare qualcosa, io dono il mio tempo”.  E questo dona lei: il suo tempo. 

La storia di Valeria Favorito

Nata a Erice il 31 agosto del 1988, insieme a mamma Giovanna, papà Luciano, Fabiola e Dario si è trasferita a Verona nel 1996. La famiglia Favorito è arrivata nella cittadina scaligera dopo che papà Luciano aveva fatto i conti con alcuni problemi di salute personali, superati grazie ai medici veronesi. “Ho sentito che avrei dovuto trasferirmi qui, a Verona” racconta Luciano. Eppure, Luciano, non poteva immaginare che, proprio a Verona, sua figlia Valeria, sarebbe rinata due volte. 

La famiglia Favorito con Fabrizio Frizzi

La vita, per una bambina che all’improvviso cambia abitudini, compagni di classe e punti di riferimenti, non è facile. E quando arrivò la prima, spaventosa, diagnosi, Valeria aveva solo 11 anni. “Una mattina di metà settembre ho cominciato a vomitare” ricorda Valeria. Inizialmente il medico di famiglia le aveva diagnosticato una gastrite nervosa, ma che quella non fosse la diagnosi corretta, Valeria e la sua famiglia lo hanno scoperto dopo poco. E invece era leucemia mieloide acuta. E da qui è iniziata una battaglia per lei, che Frizzi le ha permesso di vincere, in un primo momento, donandole il midollo. A scoprire che proprio lui le aveva donato il midollo, è stata la stessa Valeria che, con un fiuto da investigatore privato, era riuscita carpendo dettagli attraverso delle lettere che donatore e trapiantato possono scambiarsi attraverso l’ospedale in anonimato. E gli si presentò davanti nel 2006, a Verona, durante la “Partita del cuore”. 

Nella vita di Valeria, però, non c’è stato solo Fabrizio, ma anche un altro donatore, un uomo di 46 anni che Valeria ha conosciuto ma che per motivi di privacy non ha rivelato il nome, per tutelarlo. Nel 2013, infatti, mentre Valeria preparava il suo matrimonio, si è ammalata di nuovo, questa volta la diagnosi era più grave, ma ce l’ha fatta grazie a chi non ha avuto paura di donarle il midollo.

“Per me poteva essere chiunque, perché chi dona è una persona importantissima – sottolinea Valeria -. Il fatto che sia stata una persona come Fabrizio, il mio fratellone, è stata per me una bellissima scoperta, perché lui aveva un cuore d’oro e so che è sempre con me. Ho conosciuto anche il mio secondo donatore e gli sono grata. Oggi dono il mio tempo per raccontare ai giovani l’importanza della vita e quello che possono fare donando ciò che possono”. 

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