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Domenica, 28 Novembre 2021
La giovane ricercatrice veneta

Attentati di Parigi, sei anni dalla strage del Bataclan: l'Italia ricorda Valeria Solesin

Valeria Solesin, ricercatrice 28enne, è la vittima italiana degli attacchi terroristici del 13 e 14 novembre 2021. A metà ottobre è iniziato il maxi processo

A sei anni dalla strage del Bataclan di Parigi, la Francia ricorda le 130 vittime di quella notte insanguinata in cui perse la vita anche una giovane italiana, la veneziana Valeria Solesin.

La commemorazione per le vittime degli attentati terroristici del 13 novembre 2015 si tiene nei giorni in cui il processo è entrato nel vivo e le testimonianze dei sopravvissuti risuonano in aula, ricordando il terrore cieco provato durante il massacro: una serata di sangue e orrore che chi era presente ed è riuscito a salvarsi ha raccontato in lacrime, in balia di disturbi come lo stress post traumatico, il senso di colpa del sopravvissuto, il senso di isolamento.

Oltre 1800 le parti civili che si sono costituite nel processo, 330 gli avvocati, un unico sopravvissuto tra gli attentatori, Salah Abdelslam: “Il processo ci ha avvicinati tutti, e c'è un forte desiderio di incontrarci nello spirito del ricordo - ha detto Arthur Dénouveaux, presidente dell'associazione delle vittime Life for Paris - la commemorazione di quest’anno cristallizzerà un rafforzamento dei legami tra le vittime”. Una sorta di “catarsi”, ancor più necessaria alla luce del fatto che nel 2020, a causa della pandemia di coronavirus i sopravvissuti e i parenti e gli amici delle vittime non avevano potuto riunirsi

La giornata del ricordo è iniziata sabato mattina, quando il premier Jean Castex e la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, hanno deposto una corona di fiori davanti allo Stade de France rispettando un minuto di silenzio. Le autorità si sono quindi spostate verso i tavolini dei bar e la sala concerti Bataclan, dove il commando di terroristi dell’Isis uccise 90 persone e ne ferì a centinaia aprendo il fuoco sulla folla che si stava godendo un venerdì sera autunnale della capitale francese. La serie di tributi si conclude quindi in serata con un minuto di silenzio prima del match Francia-Kazakistan al Parc des Princes.

Gli attentati in Francia del 13 novembre 2015

La notte del 13 novembre del 2015 la Francia ha vissuto il più grave e cruento attacco sul suo territorio dai tempo della Seconda Guerra Mondiale, che si è rivelato anche il secondo più grave atto terroristico dell’Unione Europea dopo quelli di Madrid dell’11 marzo. Poco dopo le 21 del 13 novembre un commando armato collegato all’Isis ha aperto il fuoco in diversi luoghi pubblici di Parigi, compreso il Bataclan, concentrandosi nel Primo, Decimo e Undicesimo Arrondissement, e facendo esplodere alcuni ordigni nei pressi dello Stade de France.

I terroristi hanno sparato sui tavolini di bar e ristoranti, e tra le 21.40 e le 21.48 tre di loro hanno fatto irruzione all’interno del Bataclan, un teatro che ospitava un concerto della band statunitense Eagles of Death Metal, sparando all’impazzata su una folla di circa 1.500 persone. Soltanto al Bataclan morirono 90 persone, altre 13 al Le Carillon e al Le Petit Cambodge, 5 al Café Bonne Bière e a La Casa Nostra, 21 a La Belle Équipe e 1 allo Stade de France. Un superstite alle sparatorie, portato in ospedale, morì qualche giorno dopo.

La morte di Valeria Solesin

Tra gli spettatori del concerto del Bataclan c’era anche Valeria Solesin, ricercatrice di 28 anni , Cresciuta a Cannaregio, rione di Venezia, si era diplomata al liceo scientifico 'Benedetti' e poi si era trasferita a Trento, dove si era laureata in sociologia. Per il dottorato aveva scelto Parigi, dove viveva da quattro anni, per proseguire gli studi specialistici all'Università Parigi 1, La Sorbona, approfondendo il rapporto del ruolo delle donne divise tra famiglia e lavoro.

Nel corso della sua carriera universitaria aveva pubblicato alcuni saggi e collaborato con Emergency. La sera del 13 novembre era al Bataclan con il fidanzato e due amici. Quando i terroristi hanno aperto il fuoco è stata travolta dalla calca e dalla confusione. Data inizialmente per dispersa, nelle ore successive all’attentato è arrivata la notizia più tragica: anche lei era una vittima della sparatoria.

Nel giorno del sesto anniversario della tragedia sono moltissimi i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Valeria: dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia a Laura Boldrini passando per Matteo Salvini, Roberto Fico ed Emergency, la giovane ricercatrice non è stata dimenticata. E a tenerne vivo il ricordo pensa la mamma di Valeria, Luciana Milani, che a metà ottobre era a Parigi per l’inizio del processo. In un discorso pubblico si è presentata come “la madre di Valeria Solesin, uccisa al Bataclan. Vivo a Venezia con mio marito Alberto. A Venezia vive anche nostro figlio Dario. Ho sentito dire da uno degli imputati che l’uccisione di 130 persone non ha ‘niente di personale' - ha detto Milani - Questa locuzione, così banale e anche così convenzionale, mi ha fatto pensare. È rivelatrice di un pensiero più profondo e non detto: questi morti non sono persone, non sono esseri umani, sono qui solo per interpretare la parte che noi vogliamo dar loro, sono dei burattini nelle nostre mani. Sono metafore di quello che noi odiamo, di quello che noi vogliamo combattere. Chiedo agli imputati di chiarire, di manifestare il loro pensiero su questo punto. Cosa rappresentano per loro questi 130 morti, i morti che noi piangiamo e che per motivi che sfuggono a tutti noi sono diventati il loro bersaglio? Cosa rappresentano o hanno rappresentato per loro?"

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