Lunedì, 26 Luglio 2021
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Variante Delta: i casi sono in calo a giugno in Lombardia

Sono 81 i casi di variante indiana finora rilevati, due sono stati identificati ad aprile, 70 nel mese di maggio e solo 9 dall'1 al 14 giugno. Al momento la situazione appare sotto controllo. Speranza: "Dobbiamo monitorare, perché il nemico è insidioso"

La variante Delta (o indiana) preoccupa: oltre ad essere più contagiosa del 60%, la mutazione identificata per la prima volta in India è associata anche ad un maggior rischio di ospedalizzazione. Sono 81 i casi di variante indiana finora rilevati in Lombardia, due sono stati identificati ad aprile, 70 nel mese di maggio e 9 dal 1 al 14 giugno. Nell'ultimo mese il dato è quindi in calo. I dati emergono da fonti interne a Regione Lombardia. Fino a ieri sono stati analizzati 16.638 tamponi per trovare il genotipo.

Le cose da sapere sulla variante Delta

Variante indiana: casi in calo a giugno in Lombardia

In questo mese di giugno si registra quindi una tendenza in calo rispetto a maggio, ma ancor più significativa è la scarsa percentuale della cosiddetta variante Delta sul totale delle genotipizzazione, che è stata dell'1,20% in maggio e finora dell'1,15% a giugno. Al momento la situazione appare sotto controllo.

Le proporzioni, secondo l'ultimo report della Regione, parlano di un 89% di variante inglese trovata nei tamponi analizzati, contro uno 0,47% di variante "Delta", o indiana.

Sulla variante Delta secondo il ministro della Salute Roberto Speranza "le prime ricerche dicono che con due dosi di vaccino è contenibile in una percentuale alta. Dobbiamo monitorare, perché il nemico è insidioso" e se in Gran Bretagna la situazione "dovesse peggiorare valuteremo una misura più restrittiva come la quarantena" per chi arriva da Londra.

"Leggo sui quotidiani che la variante indiana si sta diffondendo molto in Inghilterra e che ha avuto qualche caso in Regione Lombardia e in Italia: dobbiamo stare attenti perché si diffonde più facilmente ed è meno sensibile al vaccino. Anche se chi è stato vaccinato e ha preso la variante del Covid19, in piccola parte, infinitesimale, ha avuto conseguenze gravi". Lo ha detto il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, a Mattino Cinque. "Ciò non toglie che gli inviti a mantenere la cautela vadano ripetuti, stiamo attenti, continuiamo a usare la mascherina e il distanziamento, il virus non è finito ancora", ha aggiunto.

Niente paura delle varianti. Lo dice in un video su Facebook il direttore sanitario dell'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma Francesco Vaia in merito alla variante Delta che avrebbe fatto registrare degli aumenti di contagi nel Regno Unito. "Insisto: non spaventiamoci. Guai ad abbatterci", scrive Vaia, che spiega nel video: "La variante Delta che circola in Inghilterra sta preoccupando l'opinione pubblica. Io credo che noi dobbiamo fare due cose: portare a compimento il ciclo vaccinale in seconda dose perche' ci protegge rispetto alle varianti. E' una corsa contro il virus che muta", aggiunge il direttore dello Spallanzani "che noi vinciamo vaccinando vaste aree di popolazione". La seconda cosa da fare "e' continuare a" cercare le varianti, "isolarle, sequenziarle, studiarle e fare in modo che gli strumenti a nostra disposizione come le terapie innovative e i vaccini siano adeguati rispetto ad esse".

La Francia e la variante indiana

E all'estero che cosa succede? Il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha messo in guardia il Paese da un eccesso di ottimismo sull'evoluzione della pandemia, sottolineando che fra il 2 e il 4% dei tamponi esaminati in Francia evidenziano la variante Delta (indiana), l'equivalente di 50-150 nuovi casi ogni giorno.

"Direte - ha affermato Véran - che è ancora poco, ma era la situazione inglese qualche settimana fa. L'Inghilterra ha deciso ieri di rinviare l'ultima tappa delle riaperture sul territorio di 4 settimane. La variante Delta è diventata maggioritaria in Gran Bretagna riportando l'epidemia su 'una traiettoria ascendente'", ha aggiunto il ministro, e questo nonostante quel paese abbia "un tasso di copertura vaccinale superiore al nostro" e fosse "sceso molto in basso in termini di circolazione del virus".

Véran ha quindi lanciato un appello ai francesi a "non abbandonare la vigilanza collettiva": "Stiamo battendo il virus ma non dobbiamo certo offrire appigli alla variante indiana così da far ripartire una nuova ondata epidemica. L'esempio dei nostri vicini inglesi deve indurci ancora alla prudenza, al coraggio, alla solidarietà".

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