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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Il punto / Sudafrica

Variante Omicron: quando sapremo se fa davvero paura e quali sono i sintomi "insoliti"

Quanto bisognerà aspettare per avere certezze? Ecco le stime. Angelique Coetzee, la dottoressa che l'ha scoperta, fa il punto della situazione e racconta quando "si è accesa la lampadina". Intanto il mondo si blinda

Il mondo teme l'avanzata della variante Omicron, che in pochi giorni dalla sua scoperta in Sudafrica ha già valicato i confini di diversi continenti, dall'Europa all'Australia. Parla di "corsa contro il tempo" per capirne di più e adottare le contromisure giuste, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen mentre Londra, presidente di turno del G7, ha convocato una "riunione d'emergenza" dei ministri della Sanità del Gruppo. Nel Vecchio Continente la nuova variante continua a crescere in sempre più Paesi. Facciamo il punto su sintomi, contagiosità e su quando avremo informazioni certe, quindi su un campione sufficientemente vasto di casi.

Variante Omicron: sintomi e contagiosità

L'Organizzazione mondiale della Sanità precisa che "non è ancora chiaro se Omicron sia più contagiosa rispetto ad altre varianti, inclusa la variante Delta. Il numero di persone risultate positive è aumentato nelle aree del Sud Africa colpite da questa variante, ma sono in corso studi epidemiologici per capire se sia a causa di Omicron o altri fattori". E "non è ancora chiaro se l'infezione da Omicron causi una malattia più grave rispetto alle infezioni con altre varianti, inclusa Delta", spiega l'Oms. "I dati preliminari suggeriscono che ci sono tassi crescenti di ospedalizzazione in Sud Africa, ma ciò potrebbe essere dovuto all'aumento del numero complessivo di persone infettate, piuttosto che a un'infezione specifica con Omicron. Al momento non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi associati a Omicron siano diversi da quelli di altre varianti".

Le persone in Sudafrica che hanno contratto il ceppo Omicron del coronavirus hanno manifestato sintomi "insoliti ma lievi", riferisce l'associazione medica del Paese, la South African Medical Association (Sama). La presidente dell'Associazione, Angelique Coetzee, spiegando che la ricerca sulla variante è ancora in una fase iniziale, ha detto che "i pazienti si lamentano principalmente di un corpo dolorante e stanchezza, estrema stanchezza, e lo vediamo nelle giovani generazioni, non nelle persone anziane".Oggi Repubblica ha intervistato la dottoressa, che ha spiegato come e quando ha scoperto la variante Omicron: "Da circa otto settimane non avevamo pazienti Covid. A metà novembre è arrivato un uomo di 33 anni. Presentava dei sintomi lievi ma diversi da tutti quelli che avevo visto fino ad allora. Ho deciso di fare il test perché comunque ci trovavamo davanti a un’infezione virale. Al quarto membro della sua famiglia risultato positivo, con gli stessi sintomi leggeri, mi si è accesa una lampadina - spiega - È come se si fosse acceso un interruttore. Erano sintomi mai visti prima. Quando anche il quarto famigliare del mio primo paziente è risultato positivo, mi sono detta, qui c’è qualcosa che non va. Ho mandato un messaggio ai miei colleghi della task force, scrivendo: “Ehi, qui sta succedendo qualcosa. Non è la variante Delta. È diverso".

Lunedì 22 novembre, una settimana fa,  è arrivata la conferma: è una nuova variante. I sintomi sono "stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore. Non coincidevano con quelli della Delta che avevamo visto fino a dieci settimane prima - continua Angelique Coetzee - Abbiamo deciso di testarli perché erano simili a quelli di un’infezione virale. Finora nessun paziente affetto da Omicron è stato ricoverato. Non abbiamo mai riscontrato effetti gravi. La cosa interessante è che i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi".

Altro elemento importante: "Il vaccino lo ha ricevuto meno della metà di quelli esaminati - continua la dottoressa - Ma i sintomi sono molto lievi e sono uguali per entrambi, vaccinati e non". Nessun paziente tra quelli esaminati è in cindizioni preoccupanti. Inoltre "si sono contagiati solo i membri della famiglia del paziente zero. Gli altri contatti dei casi positivi sono tutti negativi. Potremmo dire che il grado di contagiosità è più o meno simile a quello della variante Delta. Non di più e non troppo severo". Il campione però è troppo limitate per trarre conclusioni.

Cosa sappiamo davvero sulla variante Omicron

Al momento quello che si può fare è stimare quanti casi ci sono in tutti i continenti dispersi internazionalmente. Sul resto, occorre tempo. 

Gli unici dati solidi che abbiamo, scrive su Twitter il fisico Alessandro Vespignani sono quelli sul cambiamento del virus "che ha accumulato tratti di altre varianti. Questo il motivo per il quale bisogna avere attenzione e le autorità mondiali si sono allertate". Ma quanto bisognerà aspettare per avere certezze? Per l'esperto i tempi sono i seguenti:

  • circa 10 giorni per dati neutralizzazione in vitro;
  • circa 2-3 settimane per trasmissibilità (forse meno con i modelli, ma poi da validare);
  • circa 1 mese o più per cominciare a capire la severità nei casi reali.

Le restrizioni di viaggio mirate a paesi con trasmissione comunitaria servono solo a "comprare tempo". Ancora piu' tempo si guadagna con le restrizioni di ingresso/quarantena generalizzate (che hanno impatti economici enormi) 

Per Vespignani, "se compriamo tempo (a caro prezzo) allora bisogna usarlo bene. La risposta deve essere su tanti fronti: 1) Vaccinazioni, richiami; 2) Test, capacita' di sequenziamento; 3) Screening e controllo dei viaggiatori (post arrivo); 4) Tracciamento (rompere catene di trasmissione Omicron). Altrimenti il tempo serve solo alla variante a muoversi invisibile. Come abbiamo visto nei mesi scorsi". Una allerta "come quella che viviamo in questi giorni non è fatta per provocare il panico nella popolazione, ma per stimolare la politica e la sanità pubblica a mobilitarsi nel modo migliore", conclude

Omicron: il primo contagiato italiano ha sintomi lievi

I sintomi sono lievi. Il 55enne della Campania positivo alla variante Omicron - il 'paziente zero in Italia - fa il punto sulle proprie condizioni al Giornale Radio Rai. L'uomo, manager dell'Eni, fa sapere che i sintomi sono blandi: è vaccibato. Il discorso vale anche per la famiglia, che comprende persone tra 8 e 81 anni di età: l'infezione, dice, si è manifestata per tutti in modo lieve. Il dirigente è in isolamento nella sua casa di Caserta ed è monitorato costantemente dai medici e dall'autorità sanitaria.

Vengono ricostruiti gli spostamenti per tracciare eventuali contatti. Il manager è rientrato in Italia dal Mozambico l'11 novembre ed è risultato positivo mentre era in procinto di imbarcarsi per tornare in Africa. Il direttore dell'Asl di Caserta, Ferdinando Russo, assicura che i componenti del gruppo familiare - 4 adulti e 2 bambini - stanno tutti bene. Eni, sottolinea un portavoce della compagnia, "non è nella posizione di fornire dettagli sullo stato di salute del collega ma conferma l’assenza di segni e sintomi allarmanti, auspicando una sua rapida guarigione".

L'immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas dice oggi alla Stampa che "davanti ad altre varianti preoccupanti, come la sudafricana Beta e l'indiana Delta, i vaccini hanno offerto una protezione ridotta, ma significativa". Come lavorano gli scienziati per capire se Omicron comprometta la vaccinazione? "Per farcela dovrebbe avere mutazioni straordinarie, dunque è improbabile che sfugga del tutto". Omicron per impensierire deve risultare più diffusiva della Delta. I dati sudafricani sulla sua velocità sono preoccupanti? "Sì - dice Mantovani - ma occorre documentare bene la velocità di replicazione in Europa; quanto la nuova variante sia afferrabile da immunità innata, vaccini e cellule T; e quanto sia patogenica, perché potrebbe dare meno malattia.

La variante Omicron causa sintomi più lievi?

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