Mercoledì, 3 Marzo 2021

Cosa cambia (da subito) in Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia: le ordinanze in arrivo

I governatori rompono gli indugi. Pronta una nuova stretta per scongiurare il lockdown morbido. Nel mirino regole più severe sugli assembramenti, ma si studiano anche misure condivise per limitare gli spostamenti. Zaia però smentisce: "Nessuno stop alla mobilità tra i comuni"

Luca Zaia, ANSA

I governatori di Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia – le tre regioni la cui situazione epidemiologica è finita sotto la lente dell’Istituto Superiore di Sanità e che rischiano di finire in zona arancione – potrebbero firmare già nelle prossime ore nuove ordinanze per cercare di arginare i contagi e dare respiro agli ospedali. Misure meno stringenti di quelle previste dall’ultimo Dpcm per le regioni nello scenario 3, ma che possano  porre un freno agli assembramenti e convincere il Ministero della Salute che la nuova stretta non è necessaria.

Verso la zona arancione: le nuove regole in Emilia-Romagna

Ieri, intervenendo in conferenza stampa,il presidente del Veneto Luca Zaia ha annunciato che la nuova ordinanza “entrerà in vigore entro la mezzanotte di venerdì, per contrastare gli assembramenti accaduti lo scorso weekend”. Secondo il “Corriere del Veneto”, le nuove misure potrebbero prevedere l’ingresso contingentato ai mercati,il divieto di apertura nei fine settimana per le medie e grandi superfici di vendita nonché “indicazioni puntuali sull’uso della mascherina per stanare chi, ad esempio, la tiene abbassata passeggiando con la scusa di una sigaretta”.

Già una ventina di giorni fa, era il 22 ottobre, il governatore Veneto aveva minacciato una nuova stretta annunciando “misure innovative”  che avrebbero dovuto incentivare i cittadini all’uso della mascherina. Dopo il Dpcm del governo, l’ordinanza era stata rimessa nel cassetto ma l’impennata dei casi e l’incubo di un nuovo lockddown morbido hanno convinto Zaia ad intervenire.

Tra le misure allo studio ci sarebbe il divieto di spostamento tra Comuni, almeno nel fine settimana, così come chiesto da molti sindaci della Regione. Per il primo cittadino di Padova Sergio Giordani ad esempio è arrivato il “momento di compiere insieme lescelte giuste per tutelare la salute pubblica”. E con lui si sono schierati altri sindaci dei territori. Altri provvedimenti (lo vedremo tra poco) potrebbero essere presi di comune accordo con i governatori di Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, due regioni confinanti e allo stesso tempo attenzionate dall’Iss. 

Del resto anche il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha deciso di muoversi  senza aspettare il “verdetto” del Cts. “Assumeremo nuove misure per evitare gli assembramenti che si continuano a vedere nelle città e non solo: basti pensare all’ultimo fine settimana”. Per questo Bonaccini pensa ad una chiusura (almeno nel week end) dei parchi commerciali, che a differenza dei centri commerciali con il nuovo Dpcm possono restare aperti, e ad una stretta per evitare assembramenti sui lungomari e nelle vie dello shopping. Bonaccini gioca dunque in anticipo e prova così ad evitare il declassamento nella zona arancione, che significherebbe la chiusura di bar e ristoranti, un colpo esiziale all’economia della regione.  

La nuova ordinanza in Friuli Venezia Giulia

Anche il leghista il leghista Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, sta studiando un'ordinanza che mira ad evitare assembramenti sul lungomare o lungo i sentieri o nei centri storici. "Abbiamo un Rt più alto di 1,5: evidentemente il virus si è diffuso in modo consistente” ha ammesso ieri sera Fedriga intervenendo a Cartabianca su Rai3. “Siamo in quella via dove, malgrado un sistema sanitario più forte rispetto ad altre parti, abbiamo una diffusione elevata. Se noi dovessimo superare un altro degli indici, non rischiamo la zona arancione, ma rischiamo direttamente la zona rossa".

Stop agli spostamenti in Veneto- Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna?

Ma come racconta UdineToday, in Friuli si sta pensando anche a restrizioni negli spostamenti tra comuni o Province e altre limitazioni. Assieme ai colleghi di Veneto ed Emilia Romagna Fedriga si starebbe "adoperando per emettere un'ordinanza in comune, che introduca nelle tre regioni misure più restrittive rispetto a quelle stabilite per le regioni 'gialle' (come sono appunto queste tre), ma che siano meno stringenti di quelle disposte per la zona "arancione".

In particolare "l'ordinanza potrebbe riguardare temi come la mobilità e potrebbe entrare in vigore già dal prossimo venerdì". In altre parole, se da un lato i governatori studiano misure ad hoc per i loro territori, dall'altra parte pensano a misure comuni (legate soprattutto agli spostamenti) per anticipare il Cts e Ministero della Salute. 

L’incontro tra Zaia, Fedriga e Bonaccini

Proprio oggi è in programma un incontro tra i tre presidenti Zaia e Bonaccini per valutare misure anti assembramento: "Abbiamo visto fenomeni, soprattutto nei fine settimana – ha spiegato questa mattina Fedgriga a Radio Capital – dove in realtà prima delle 18" e quindi prima della chiusura dei locali "c'erano più persone in piedi, vicine e senza mascherina". Questo è un aspetto che "ci preoccupa. Cercheremo di andarlo a limitare".

Fedriga ha aggiunto di aver parlato "con il ministro della Salute, Roberto Speranza" e "non c'è l'ipotesi oggi che Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto diventino zona arancione. Noi, come Veneto ed Emilia Romagna, stiamo tenendo dal punto di vista dell'organizzazione sanitaria. Stiamo potenziando il lavoro", ma "il virus – ha ribadito – si è diffuso in modo consistente".

Edit: Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha smentito l'eventualità di uno stop alla mobilità tra i Comuni. "Non ho mai parlato di questi temi", afferma Zaia. Quello che deve essere chiaro è che "il Veneto non sta facendo ordinanze per evitare un bel nulla, non abbiamo la spada di Damocle sulla testa e nessuno ci ha chiesto nulla". Quanto all'ordinanza anti-contagi dovrebbe entrare in vigore alle 24 di domani. "Stiamo cercando di mettere in piedi una operazione anti assembramento - ha detto ancora Zaia -, l'ordinanza darà delle regole a chi ancora non se le è fatte entrare in testa". Il governatore ha infinite precisato che "le ordinanze saranno tre, diverse per le tre regioni ma in linea come principio".

Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia: le prossime tre regioni in lockdown morbido

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cosa cambia (da subito) in Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia: le ordinanze in arrivo

Today è in caricamento