Lunedì, 1 Marzo 2021

Nuova variante coronavirus: il mistero del virus mutato già in Italia da mesi e il contagio più facile per i bambini

La versione "inglese" di Sars-CoV-2 è già diffusa in tutta Europa. E in due casi chi è oggi contagiato non ha avuto contatti con la Gran Bretagna. Può essere responsabile della lenta discesa dei positivi in Italia?

La variante del coronavirus Sars-CoV-2 individuata in Gran Bretagna è molto probabilmente già in Italia da settembre e questo nuovo ceppo "sembra essere più facilmente trasmissibile da giovani e bambini" secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Mentre è in arrivo un'altra mutazione dal Sudafrica. 

Il mistero del virus mutato già in Italia da mesi e il contagio più facile nei bambini

La 'versione inglese' del Sars-Cov-2 è già diffusa nella quasi totalità del territorio europeo, secondo gli infettivologi dell'Imperial College di Londra, e fra questi c'è anche l'Italia probabilmente, con paesi come Israele che ha segnalato 4 casi. "È possibile che questa 'variante inglese' circoli da tempo in Italia ma non ce ne siamo accorti perché non abbiamo fatto una sorveglianza molecolare - ha affermato Massimo Ciccozzi, ordinario di statistica medica ed epidemiologia molecolare all'Università Campus Bio-Medico di Roma -. Abbiamo fatto un lavoro dove dimostriamo come ci siano almeno 13 varianti che circolano in Italia". Ieri, dopo l'agente dei servizi segreti contagiata a Roma, è emerso un nuovo caso a Loreto nelle Marche senza contatti con il Regno Unito. 

Il Messaggero scrive oggi che la sequenza parziale è stata individuata dal Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Un altro caso è fase di verifica in Lombardia, mentre alcuni ricercatori dell’Università di Bologna del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologia hanno affermato che già avevano individuato in laboratorio il nuovo ceppo. Per questo ieri durante Porta a Porta il presidente del Consiglio ha ipotizzato che ci sia questa variante alla base del contagio che non si ferma in alcune regioni italiane come il Veneto, che oggi hanno l'indice di contagio in crescita e rischiano un nuovo lockdown a gennaio

Ma anche la 007 contagiata al ritorno da Londra non ha contratto la variante del coronavirus dal suo compagno, che è sì positivo ma a quello "tradizionale". Rimane quindi il mistero, scrive oggi il Corriere della Sera, su come questa mutazione possa essersi sviluppata -- ma non è il primo caso in Italia - su una paziente che non si è recata in Gran Bretagna negli ultimi tempi. Intanto, aggiunge il quotidiano, è stato individuato nel Kent, contea del sud dell’Inghilterra, il "paziente zero" della variante del Covid-19. È quanto emerge da un rapporto di esperti britannici (Nervtag), anche se non si esclude che la forma mutata sia arrivata da un altro luogo. 

Terza ondata: le cinque regioni a rischio a gennaio

Il caso delle Marche e la variante inglese del coronavirus 

 "La nuova variante di Covid-19 appare essere più facilmente trasmessa da giovani e bambini, ma ulteriori ricerche sono "in corso" su questo, ha intanto spiegato ieri l'inviato speciale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) David Nabarro, ai microfoni di 'Skynews'. L'esperto afferma che l'attività di ricerca specialistica in corso sulla nuova variante "porterà a un rallentamento" da parte dei governi sui divieti di viaggio. Che la nuova variante del virus "appaia più trasmissibile nei giovani" accresce i timori per la riapertura delle scuole, e a confermare l'esistenza di un problema al riguardo è anche Mark Harris, virologo dell'università di Leeds, che sempre a 'Skynews' evidenzia: "Vi è la preoccupazione che se questa variante si sta davvero replicando o sta crescendo meglio nei bambini, potrebbe avere un effetto a catena sulla diffusione del virus nell'intera popolazione Uk".

Per questo Repubblica oggi spiega che se l’Italia cerca tra coloro che sono rientrati dal 6 al 20 gennaio dall’Inghilterra, circa 27 mila, spuntano fuori casi precedenti a quel periodo. Ad Ancona è stato processato il tampone di una donna di Loreto positiva alla variante inglese che non ha avuto contatti col Regno Unito. Il direttore del laboratorio di virologia del policlinico marchigiano, Stefano Menzo, spiega come ha trovato quel caso.

«Ogni settimana sequenziamo (cioè fanno un’analisi più approfondita, ndr) parte dei tamponi che abbiamo analizzato per valutare i ceppi di virus che circolano nella nostra Regione. Nella scorsa settimana su 2.500 tamponi ne abbiamo scelti a caso 14 per il sequenziamento. Uno di questi aveva le 8 mutazioni sulla proteina spike del virus tipiche della variante inglese». Il nucleo familiare della donna, nel quale ci sono altri due positivi, non ha avuto contatti diretti o indiretti con persone passate dall’Inghilterra. Del resto, il modo stesso, praticamente casuale, in cui è stata trovato il virus mutato, spinge a interrogarsi sulla possibilità che ormai sia diffuso da tempo in Italia. «Il sospetto che sia così c’è», commenta Menzo.

Se la variante è qui da mesi ed è stata individuata solo ora però rimane ancora una domanda a cui rispondere: la sua diffusione è corresponsabile dell'andamento dei contagi e della discesa così lenta rispetto a marzo?

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