Domenica, 28 Febbraio 2021
Danimarca

Cosa c'è di vero e di falso in questa storia dei visoni che ci passano il coronavirus

La diffusione del Sars-Cov-2 introdotto dall’uomo (tramite operatori infetti) in alcuni allevamenti intensivi in Danimarca ha scatenato un mare di illazioni. Cerchiamo di fare chiarezza: alcune cose sono confermate, altre no. Intanto milioni di animali sono abbattuti

Visoni in un allevamento intensivo in Danimarca. Foto: Ansa

Che cos'è questa storia del coronavirus e dei visoni abbattuti in Danimarca? Ricapitoliamo, prima di esaminare nel dettaglio la faccenda (cruenta). La diffusione del coronavirus Sars-Cov-2 introdotto dall’uomo (tramite operatori infetti) in alcuni allevamenti intensivi dei visoni, animali particolarmente sensibili a questa infezione, avrebbe fatto sì che virus ha potuto replicarsi subendo anche alcune mutazioni. Gli abbattimenti sono iniziati già a luglio.

Coronavirus: cos'è questa storia dei visoni in Danimarca

Di recente poi prima ministra danese Mette Frederiksen ha infatti annunciato la decisione del governo di dovere procedere all’abbattimento in urgenza di tutta la popolazione di visoni nel paese (la Danimarca è il secondo paese al mondo, dopo la Cina, produttore di pellicce di visone con 1.139 allevamenti e oltre 17 milioni di animali appositamente allevati ogni anno). In tutto per ora sono più di duecento  i focolai intercettati negli allevamenti (un mese fa erano 41). Il coronavirus isolato nei visoni è lo stesso che si è diffuso in un’ampia parte della popolazione nello Jutland settentrionale (denominato Cluster-5), mostra una ridotta sensibilità agli anticorpi e ci sarebbe persino il rischio di rendere inefficace lo sviluppo dell’attuale vaccino (che si basa sul genoma originario del virus isolato nei primi pazienti).

Se il virus Sars-CoV-2 può mutare per eludere l'immunità, con conseguenze per l'efficacia dei vaccini emergenti e delle terapie anticorpali., il tema è potenzilmente molto serio. Il governo di Copenaghen ha già trasmesso una informativa all’Organizzazione Mondiale della Sanità, al Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc), e alla Commissione Europea: il problema vero è che ci sarebbe una forte correlazione geografica e temporale tra i numeri degli allevamenti focolaio e l'incidenza di infezioni tra gli esseri umani. L'abbattimento di massa costerà caro, fino a 5 miliardi di corone, quasi 800 milioni di dollari. Contestualmente  è partito un lockdown territoriale per oltre 280 mila abitanti in modo da impedire la diffusione del contagio tra gli essere umani dopo che sono stati registrati 12 positivi. "Da questa sera, ai cittadini di sette comuni dello Jutland settentrionale è fortemente raccomandato di rimanere nel proprio comune per prevenire la diffusione del contagio".

Cosa è vero e cosa è falso

L'abbattimento è iniziato alla fine del mese scorso. Negli ultimi mesi in Europa sono stati rilevati casi di coronavirus anche nei visoni d'allevamento di Paesi Bassi e Spagna. Le autorità olandesi hanno annunciato a maggio e giugno che un visone ha trasmesso il coronavirus a un dipendente di un allevamento di animali da pelliccia nei Paesi Bassi. E poi è arrivato  un secondo caso, confermato dal ministro dell'Agricoltura nazionale Carola Schouten. 

Come stanno le cose? Cosa c'è di vero e che cosa invece di falso in questa storia dei visoni e del coronavirus? Enrico Bucci, Ph.D. in Biochimica e Biologia molecolare (2001), è professore aggiunto alla Temple University, fa chiarezza sulla sua pagina Facebook. La sintesi è "stiamo calmi e aspettiamo dati, prima di preoccuparci".  

"In questo tipo di storie, fatti interessanti finiscono ingigantiti irresponsabilmente e si passa rapidamente dalla scienza alle illazioni" scrive Bucci. Non è affatto una novità "che molti mammiferi, tra cui i visoni, sono infettabili da SARS-CoV-2, come da moltissimi altri coronavirus". Quindi in allevamenti intensivi, dove gli animali "sono a stretto contatto, il virus si trasmette e muta, come avviene anche fra gli umani. In Olanda, sono state osservate infezioni da varianti che avevano circolato tra i visoni e addetti agli allevamenti, ed in un caso anche di un contatto stretto di uno di questi addetti, mai entrato in allevamento".

Dunque: è vero che i visoni si infettano; è vero che ("come in qualunque altro caso di epidemia in una data specie", scrive Bucci) il virus una volta che "sbarca" in una specie in quella specie muta. E' molto probabile che i visoni possano aver infettato esseri umani (ma i casi sono pochi per ora per avere un quadro completo). Pur tuttavia, tutto ciò non deve allarmare per ora. 

Ciò che invece è stato irresponsabilmente diffuso è un dato di cui al momento non esiste nessuna traccia o evidenza, vale a dire che nei visoni danesi sia stata identificata una mutazione o più mutazioni che potrebbero rendere inefficaci i vaccini (o comunque alterare la pericolosità del virus).

Le varianti della Spike associate all'epidemia negli allevamenti dei visoni sono H69del/V70del, Y453F, I692V ed M1229I. Le prime sono "associate" anche a N439K (che sembra legata ad immune evasion). Nessuna certezza scientifica, solo ipotesi ancora da studiare, approfondire e solo poi eventualmente confermare.

Più chiaro di così. Non ci sono conferme dalla Danimarca su questo aspetto, quello che rende la notizia potenzialmente di rilevanza planetaria. Non sono invece una novità le critiche agli allevamenti intensivi, dove si creano condizioni ideali per diffusione dei virus. Per questo motivo la LAV (Lega Anti Vivisezione) chiede, non da oggi,  al governo nostrano di vietare definitivamente sul territorio nazionale l’allevamento di visoni e di animali per la produzione di pellicce.

Perché la Danimarca ha ucciso 17 milioni di visoni

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