Venerdì, 26 Febbraio 2021

"Spero che a giugno torneremo alla vita normale. La terza ondata non sarà come la seconda"

Parla il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri: "Entro marzo avremo vaccinato quasi tutti gli ottantenni. Se metti in sicurezza le categorie più fragili, automaticamente si svuotano gli ospedali"

Pierpaolo Sileri, ANSA

"Stiamo riaprendo perché si sono create le condizioni per farlo. Sono decisioni che non c'entrano nulla con la sorte del governo. Stiamo facendo un passo secondo la gamba. La situazione non è stabilizzata ma ci sono elementi che mi fanno dire che abbiamo scavallato". Lo ha affermato il viceministro alla salute, Pierpaolo Sileri in un'intervista al quotidiano 'Libero'.

"Entro marzo avremo vaccinato quasi tutti gli ottantenni, che costituiscono la stragrande maggioranza dei decessi da virus. Se metti in sicurezza le categorie più fragili, automaticamente si svuotano gli ospedali ed è più facile assistere i malati. In più, come dimostra l'andamento dell'epidemia nelle province di Bergamo e Brescia, - ha continuato Sileri - in certe zone sta maturando una certa protezione di gregge. Infine bisogna fare i complimenti agli italiani, che hanno imparato a convivere con il virus e a difendersi da esso: portano la mascherina, non si assembrano, si lavano le mani. Se possiamo permetterci qualche riapertura è perché è cresciuto il capitale civico degli italiani".

Sileri: "Spero che a giugno torneremo alla vita normale"

Tornare a vivere normalmente? "Spero da giugno. I vaccini sono essenziali. Guardi Israele, dove la profilassi di massa ha praticamente azzerato i decessi" ha detto ancora Sileri. "La terza ondata ci sarà sicuramente - ha aggiunto il viceministro -, perché le riaperture comportano un inevitabile aumento dei contagi. Ma penso che non sarà come la seconda e che riusciremo a controllarla senza dover ricorrere a nuove improvvise chiusure, proprio perché le persone fragili non si ammaleranno. Io è dal 5 ottobre che dico che ristoranti e bar possono riaprire in sicurezza. Anche i cinema e i teatri, con meno posti e distanziamento potrebbero farlo. Ovviamente sempre nel rispetto delle regole e sempre pronti ad un passo indietro se necessario".

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