Lunedì, 12 Aprile 2021

Vittorio Feltri insulta i meridionali: "In molti casi sono inferiori". Scatta la denuncia

Le parole del direttore editoriale di Libero durante "Fuori dal coro" su Rete4. Il senatore e giornalista Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni hanno annunciato di voler procedere in sede civile e penale. Odg: "Danno d’immagine per la categoria, mandato a un legale"

Vittorio Feltri ospite della trasmissione "Fuori dal coro" condotta da Mario Giordano su Rete4

"Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che evidentemente ha un senso di invidia, di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di senso di inferiorità. Io non credo ai complessi di inferiorità: credo che i meridionali in molti casi siano inferiori".

Ci risiamo. Durante la trasmissione "Fuori dal coro" condotta da Mario Giordano su Rete4, il direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri ha insultato i cittadini meridionali e, riferendosi alla Campania, ha aggiunto: "Perché mai dovremmo andarci? A fare i parcheggiatori abusivi?". Di fronte alla precisazione del conduttore Mario Giordano ("Eh addirittura, adesso me li fai arrabbiare davvero. No direttore, non puoi dirlo questo"), Feltri ha proseguito: "E chi se ne frega, si arrabbino. Ma chi se ne frega se si arrabbiano. Secondo me si arrabbiano tutti i giorni, mi insultano, mi augurano di morire".

Non è certo la prima volta che il giornalista, 76enne bergamasco, si lascia andare a dichiarazioni politicamente scorrette, per usare un eufemismo. Stavolta, gli insulti di Vittorio Feltri ai meridionali sono finiti all’attenzione dell’Ordine dei giornalisti e hanno portato il senatore Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni ad agire in sede civile e penale. "I comportamenti di questo signore rischiano di travolgere l’immagine dell’intera categoria dei giornalisti italiani, che è mio dovere tutelare, a tal fine sarà dato mandato a un legale", ha annunciato Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

"Credo – ha aggiunto Carlo Verna – che il nostro codice preveda una sorta di fattispecie di 'incauta ospitata' a carico dei conduttori delle trasmissioni che pure saranno deferiti ai Consigli di disciplina qualora non si dissocino fermamente come la Carta dei doveri dei giornalisti esige". E se Vittorio Feltri, conclude Verna riferendosi a Giordano, "ha perso prima la lucidità e poi la bussola, forse perché nella sua ossessione inconsciamente subisce l’idea che l’abbia inventata l’amalfitano Flavio Gioia, non saranno tollerate complicità".

Il senatore e giornalista Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni hanno annunciato di voler procedere in sede civile e penale "per tutelare i diritti fondamentali delle persone della Campania e del Meridione d’Italia gravemente lesi dalle frasi del giornalista. Un’azione giudiziaria ai sensi della legge Mancino del 1993 che punisce le manifestazioni di odio anche verbale nei confronti delle persone. A Feltri – commentano Ruotolo e De Giovanni – occorre ricordare i due fondamentali articoli della Costituzione: l’art. 3 e l’art. 2. Farebbe bene a studiare la storia del nostro Paese, anche prima dell’Unità d’Italia, e così potrà scoprire quanto poco inferiori siano i Campani e i Meridionali in generale".

"Mi pare del tutto evidente che il Sud e la sua gente siano economicamente inferiori rispetto al Nord. Chi non lo riconosce è in malafede". Vittorio Feltri, con un tweet, è poi intervenuto oggi pomeriggio sulle polemiche scatenate dalle dichiarazioni rilasciate ieri. "L'antropologia non c'entra con il portafogli. Noto ancora una volta che le mie affermazioni vengono strumentalizzate in modo indegno", scrive oggi Feltri nel tentativo (abbastanza goffo) di smorzare.

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