Venerdì, 16 Aprile 2021

Viviana Parisi, il giallo del calzino e le fratture “compatibili con l’aggressione di animali”

Prosegue il lavoro degli investigatori, chiamati a risolvere il giallo della dj torinese e di suo figlio. Del bambino ancora nessuna traccia, nonostante le ricerche serrate

La morte di Viviana Parisi e della scomparsa di suo figlio Gioele sono ancora un giallo. Emergono intanto nuovi particolari dall'autopsia eseguita nei giorni scorsi sul corpo della donna, scomparsa lo scorso 3 agosto e ritrovata cadavere pochi giorni dopo nelle campagne di Caronia (Messina). Sceondo quanto riporta l'Andkronos, le fratture multiple sul corpo di Viviana Parisi sarebbero compatibili "sia con una caduta dall'alto" quindi dal pilone del traliccio "sia con una aggressione di animali selvatici o cani di grossa taglia".  Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è che Viviana sia stata aggredita insieme al figlio da due cani, forse rottweiler. Sulla gamba della donna è stato riscontrato "almeno un morso, se non due" di "animali selvatici o grossi cani". La donna potrebbe essere stata azzannata nel tentativo di difendere il figlio dopo essere stata sorpresa dagli animali una volta scalvatato il guard rail dall'autostrada dove è stata vista viva per l'utlima volta? 

Gli investigatori intanto indagano su un altro giallo: la sparizione del calzino. Viviana Parisi, nel momento del ritrovamento del corpo, indossava solo un calzino. L'altro è sparito e non è mai stato trovato. Che fine ha fatto? Qualcuno lo ha preso? Un animale selvatico, forse? Indossava una scarpa sportiva di colore bianca, "non molto sporca", come spiegano gli investigatori all'Adnkronos, mentre l'altra è stata trovata a poca distanza. Ma del calzino non si sa più nulla.

Viviana Parisi, proseguono le ricerche di Gioele 

Anche oggi una settantina di uomini hanno continuato a cercare il piccolo Gioele, ispezionando la zona della sparizione. "Siamo arrivati fino a un diametro di circa 2 km dal luogo del ritrovamento", spiega un inquirente. Controllate dai cacciatori di Sicilia dei Carabinieri anche le zone più impervie. Gli inquirenti stanno anche revisionando tutti i video registrati dai droni che in questi giorni sono stati fatto girare nella zona del ritrovamento. "Magari riusciamo a trovare un oggetto che appartiene al bambino", si lascia sfuggire un soccorritore che dallo scorso 3 agosto partecipa alla ricerche. Senza esito.

Anche oggi si è scavato attorno alla zona in cui si trova il traliccio a pochi metri dal luogo del ritrovamento di Viviana Parisi. Questa mattina Polizia scientifica e vigili del fuoco sono tornati in zona per eseguire degli scavi. Secondo quanto si apprende gli inquirenti stanno cercando tracce di Gioele proprio nei pressi del traliccio. È stato anche svuotato un abbeveratoio di animali usando una pompa speciale, altro tentativo andato a vuoto. Intanto sono trascorse due settimane dalla scomparsa del bambino senza che ne sia stato trovato anche un solo indizio. "È dura - si sfoga un soccorritore - abbiamo cercato ovunque e del bambino non c'è traccia. Che fine ha fatto Gioele?". 

In un video al vaglio degli inquirenti fino al momento dell'incidente in autostrada il piccolo Gioele "era vivo" e in compagnia della madre, come ha confermato il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, che coordina l'inchiesta. Gli investigatori stanno analizzando anche video registrati dalle telecamere di sorveglianza di diverse attività commerciali e edifici privati, che potrebbero essere utili a ricostruire il tragitto fatto da Viviana Parisi. "Questo rende quantomeno più fondata l'ipotesi che nell'incidente stradale il bambino fosse con la madre. Parliamo di ipotesi, perché resta comunque un "buco" di 10 minuti", ha spiegato Cavallo. Quei dieci minuti sono il tempo impiegato da Viviana Parisi per raggiungere con la sua Opel Corsa il casello autostradale di Sant' Agata. La donna si è reimmessa sull'A20 in direzione Palermo, poi l'incidente in galleria. Un'altra delle ipotesi al vaglio è quella che il bambino sia morto durante l'incidente, anche se si è trattato di un sinistro lieve. Per gli investigatori questa comunque non rappresenta l'ipotesi principale e nemmeno i familiari credono a questa ricostruzione. 

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