Sabato, 6 Marzo 2021

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Col Volo dell'Angelo si rilancia il turismo: "Esempio di buona gestione dei fondi pubblici"

Ottanta secondi di adrenalina pura; lanciati a 110 chilometri l'ora a oltre 100 metri di altezza; sospesi, sulla conca che separa i due borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, e sullo stupore di una nuova emozione innescata dai muscoli che si svuotano dalla tensione per lasciarsi portare dal vento. 

E' il "Volo dell'Angelo", l'attrattore turistico allestito nel cuore delle Dolomiti Lucane che affascina ogni anno circa 20mila persone provenienti da tutto il mondo. Per chi lo prova è una esperienza indimenticabile; per le comunità dei due piccoli borghi che lo hanno voluto e realizzato è una fonte di risorse preziose; per tutti un esempio concreto di intelligenza collaborativa e buona gestione sostenibile. "Il Volo dell'Angelo per i due comuni ha significato sviluppo e possibilità per i nostri giovani di rimanere nei due borghi. - racconta Maria Cavuoti, sindaco di Pietrapertosa - E' un esempio di buona gestione dei fondi pubblici che ha dato la possibilità ad una ventina di ragazzi di restare qui a Pietrapertosa e a Castelmezzano".

"Dietro questo volo bellissimo c'è un modello di sviluppo economico - aggiunge Donatello Caivano, amministratore unico della struttura - modello che riguarda ovviamente la creazione di posti di lavoro,  lavorano 22 persone tra Castelmezzano e Pietrapertosa, e poi ovviamente l'indotto, che si è sviluppato fino ad avere circa 400 posti letto tra i due Comuni, dai trenta-quaranta di prima; e un aumento di agriturismi ristoranti e trattorie. Quindi un indotto quantificabile per stagione di oltre un milione e mezzo di euro".

Circa 20mila voli nel 2017 per un fatturato di poco meno di 700mila euro reimpiegato nei due comuni come linfa che ha riattivato altre risorse: strade ferrate, percorsi avventura, camminate culturali e emozionali lungo vecchi tratturi inseguendo le voci delle antiche leggende che parlano di sabba e "masciare". E ancora altre iniziative sono in cantiere.  "Le prospettive di crescita del progetto riguardano soprattutto il volo notturno - spiega Caivano - quindi di ampliare la giornata lavorativa e protarla almeno fino alla mezzanotte.Questo consentirebbe un maggior numero di persone, ma soprattutto la possibilità di aumentare i pernottamenti, con maggiore presenze di turisti sul territorio Lucano".

L'esperienza del volo è aperta a tutti: a partire dai dodici anni, accompagnati da un genitore, senza controindicazioni fisiche particolari, ma da leggere comunque con attenzione prima di partire. Unico limite, insomma, la paura di spiccare il volo. Paura che vale davvero la pena di abbandonare.

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