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Venerdì, 30 Settembre 2022
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West Nile, casi ancora in aumento: tutto quello che c'è da sapere

Sfiorati i 150 contagi in Italia. Il principale veicolo di trasmissione è la puntura delle zanzare infette. Non esiste un vaccino. I consigli del ministero della Salute

Un caso di febbre del Nilo è stato accertato a Oristano. Il malato è un uomo di 70 anni che vive in città. Due settimane fa aveva lamentato uno strano malessere e perso i sensi. Poi una febbre molto alta. Ricoverato in rianimazione all'ospedale San Martino, è stato sottoposto a diversi controlli clinici sino all'esito delle analisi giunto da Sassari che ha accertato la Febbre del Nilo ovvero la West Nile. I sanitari hanno immediatamente applicato i protocolli di cura previsti e il paziente ha reagito da subito molto bene, con evidenti miglioramenti nella respirazione.

Resta invece grave un 75enne di Mantova ricoverato in Rianimazione dopo aver contratto il virus della West Nile. La prognosi è riservata.

Nelle ultime settimane il numero di casi di infezione da West Nile Virus è andato crescendo. Dall’inizio di giugno sono stati 144 i casi confermati nell'uomo in italia. Di questi 87 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (22 EmiliaRomagna, 50 Veneto, 8 Piemonte, 5 Lombardia, 2 Friuli-Venezia Giulia), 23 casi identificati in donatori di sangue (3 Lombardia, 11 Veneto, 6 Emilia-Romagna, 3 Piemonte), 33 casi di febbre (1 Piemonte, 3 Lombardia, 27 Veneto, 2 EmiliaRomagna) e 1 caso sintomatico (1 Veneto). Il primo caso umano della stagione è stato segnalato dal Veneto nel mese di giugno nella provincia di Padova. Dieci i decessi (6 in Veneto, 2 in Piemonte, 1 in Lombardia e 1 in Emilia-Romagna). Nello stesso periodo sono stati segnalati i primi due casi di Usutu virus (meno noto della West Nile ma trasmesso nello stesso modo e con caratteristiche simili, ndr) asintomatici in Friuli-Venezia Giulia.

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I "serbatoi" del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

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Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Non esiste un vaccino per la febbre West Nile, per il momento si può solo fare prevenzione riducendo  l’esposizione alle punture di zanzare. Le indicazioni del ministero della Salute per proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:

  • usare repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
  • usare delle zanzariere alle finestre
  • svuotare di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
  • cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
  • tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.
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