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Venerdì, 30 Settembre 2022
La diffusione del virus

West Nile, tre morti nell’ultima settimana. Tutti i numeri del virus

Contagi e decessi in deciso aumento negli ultimi 7 giorni. Le aree più colpite e le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità

Iniziano a diventare allarmanti i numeri sul West Nile in Italia. Negli ultimi sette giorni si registra un deciso aumento dei contagi e dei morti causati da questo virus che si trasmette all’uomo soprattutto con la puntura delle zanzare. Dall’inizio di giugno fino al 9 agosto i contagi passano a 144 dai 94 della rilevazione precedente, vale a dire 50 in più rispetto a una settimana fa. Questi i dati salienti della Sorveglianza su West Nile e Usutu virus realizzata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), che parlano di un aumento del 53% dei contagi in soli 7 giorni. Sale anche il numero dei decessi, 10 in questi ultimi due mesi, di cui 3 nell’ultima settimana. A livello regionale i decessi sono 6 in Veneto, 2 in Piemonte, 1 in Lombardia e 1 in Emilia-Romagna.

Tra i 144 casi di infezioni registrati nell'uomo, 87 hanno manifestato sintomi neuro-invasivi, 33 febbre, 23 casi sono stati identificati in donatori di sangue. La sorveglianza ha inoltre confermato la presenza del virus negli animali: sono risultati positivi al virus 121 pool di zanzare catturati in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte Emilia Romagna e Lombardia. Identificati anche 41 uccelli positivi e 6 focolai tra equidi. Non è stata invece rilevata nessuna positività per West Nile nelle aziende avicole.

West NIle 10 agosto 2022-2

West Nile, morti e casi sospetti (ma nessun allarme): le cose da sapere sul virus

Cosa è la febbre West Nile

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

West Nile virus, quali sono i sintomi

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

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West Nile, cosa fare

Al momento non esiste un vaccino per la febbre West Nile quindi la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:

  • usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto;
  • usando delle zanzariere alle finestre;
  • svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante;
  • cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali;
  • tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.

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