rotate-mobile
Martedì, 30 Novembre 2021
Vincenzo Sbrizzi

Opinioni

Vincenzo Sbrizzi

Giornalista Today

Razzismo, anche Shakespeare vittima della “cancel culture”

La questione è molto spinosa e le sensibilità da mettere d'accordo sono varie. Rispetto a quella che viene definita “cancel culture” le opinioni sono tra le più disparate. Qualsiasi siano i sentimenti dell'animo umano c'è un autore che più di tutti li ha saputi interpretare eppure potrebbe essere lui il prossimo a essere vittima di questa cultura. William Shakespeare è senza dubbio uno dei letterati più grandi della storia dell'umanità ma sembra essere diventato la vittima designata della “cancel culture”.

A Londra si è arrivati a organizzare dei seminari per “decolonizzare” il pensiero delle opere del “Bardo”. A farlo sono stati gli insegnanti del Globe Theatre, di fatto gli eredi dell'autore inglese, il cui teatro è nato esattamente sulle rovine di quello shakespeariano a pochi passi dalla Tate Modern. Nel mondo anglosassone si sta diffondendo l'idea che le sue opere siano per certi versi razziste. Come esempio viene preso spesso il “Mercante di Venezia” per la rappresentazione che viene data degli ebrei. Secondo la “cancel culture” sarebbe antisemita.

Una teoria facilmente smentibile prendendo a prestito le stesse parole di Shakespeare che utilizza in un passaggio dell'opera. Un pezzo del monologo di Shylock, l'antagonista ebreo, potrebbe essere utilizzato come manifesto universale contro l'antisemitismo.

“E tutto questo per quale ragione? Perché sono ebreo! E dunque? Non ha forse occhi un ebreo? Non ha mani, organi, membra, sensi, affetti e passioni? Non si nutre egli forse dello stesso cibo di cui si nutre un cristiano? Non viene ferito forse dalle stesse armi? Non è soggetto alle sue stesse malattie? Non è curato e guarito dagli stessi rimedi? E non è infine scaldato e raggelato dallo stesso inverno e dalla stessa estate che un cristiano? Se ci pungete non versiamo sangue, forse? E se ci fate il solletico non ci mettiamo forse a ridere? Se ci avvelenate, non moriamo?”.

Solo un autore della grandezza senza tempo di Shakespeare può aiutare con le sue parole a mettere in risalto e combattere le mille contraddizioni dell'animo umano e provare a cancellarlo in qualche modo rappresenterebbe una delle tante follie del nostro tempo. Non solo per l'insensatezza di alcune posizioni ma soprattutto e semplicemente perché un autore come Shakespeare, grazie a dio, nessuno e nessuna cultura riuscirà mai a cancellarlo.
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

Razzismo, anche Shakespeare vittima della “cancel culture”

Today è in caricamento