Domenica, 9 Maggio 2021
L'opinione di Antonio Piccirilli

L'opinione di Antonio Piccirilli

A cura di Antonio Piccirilli

Alberto Zangrillo e il pronto soccorso vuoto del San Raffaele

Alberto Zangrillo, ANSA

Ad Alberto Zangrillo l'ottimismo non manca, così come la verve polemica nei confronti della stampa. "Cari Signori Giornalisti, questa mattina il Pronto soccorso Covid-19 del San Raffaele è vuoto. Vaccini, ricerca e soprattutto cure corrette e tempestive fanno la differenza" scrive sui suoi canali social il primario di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale San Raffaele di Milano delle cui parole, che accogliamo con giubilo, non saremo certo noi a dubitare. Una ventata di ottimismo condita da una stilettata ai media che già in passato il primario aveva accusato di fare "titoli ad effetto" per "disorientare, spaventare e proporre banalità". Una critica in effetti non del tutto immeritata, se non fosse che lo stesso Zangrillo in passato non le ha dette proprio tutte giuste. Senza scomodare l'ormai famosa frase sul "virus clinicamente morto" e poi purtroppo clinicamente risorto ad inizio autunno, le uscite del medico personale di Silvio Berlusconi hanno sempre fatto discutere. Lo scorso luglio il primario era tornato su quella frase da molti ritenuta incauta spiegando di non aver mai detto che "il virus non esiste più", ma al contrario di aver affermato che "la situazione clinica oggi è diversa". Sempre in estate, il medico aveva lanciato in pasto alla rete un altro tweet sibillino."In Lombardia altri 21 morti, titola Repubblica online. È bene che tutti sappiano che sono persone risultate positive al Covid ma venute a mancare per colpa di gravi patologie pre esistenti o intercorrenti. Fonte: Regione Lombardia".

Di nuovo. A fine ottobre aveva provato a spegnere l'allarmismo sui pronto soccorso presi d'assalto. "La folla nei pronto soccorso? Il 60% dei malati viene dimesso entro le dieci ore, sono i cosiddetti codici verdi. Non c'è in questo momento il disastro, dobbiamo tutti fare la nostra parte", aveva detto il primario. Aggiungendo poi che "coloro che hanno bisogno di cure intensive sono una netta minoranza che non è paragonabile alla prima ondata di marzo-aprile". Insomma, "quella curva esponenziale che terrorizza per il momento non c'è". Negli stessi giorni sempre Zangrillo spiegava:  "È difficile dire le cose in modo giusto ed essere creduti perché ho paura che in questo momento abbia vinto chi ha avuto come obiettivo quello di terrorizzare e spaventare".

Diciamolo a scanso di equivoci: Zangrillo non ha mai negato la pericolosità del virus tout court, però ecco, pensando agli oltre 120mila morti registrati dall'inizio dell'epidemia - di cui quasi 85mila solo nella seconda ondata - ci sentiamo di dire che il pessimismo dei media non era poi così fuori luogo, mentre forse il suo ottimismo un po' lo è stato. E poi, ci perdoni il primario del San Raffaele, ma avendo bene in mente le sciagure della scorsa estate e del passato autunno, prima di lanciare messaggi rinfrancanti preferiremmo pensarci due volte. L'equivoco è dietro l'angolo. Il virus pure.  

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