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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Verso il picco

Zona arancione dal 17 gennaio e l'incognita zona rossa a febbraio: i nuovi colori delle regioni

Pochi dubbi sul fatto che da lunedì prossimo alcuni territori passeranno in arancione, ma in previsione del picco Omicron non è escluso lo scenario peggiore: ecco le regioni che rischiano di più e cosa cambierebbe in zona rossa, anche per i vaccinati

Mentre la Lombardia e la Valle d'Aosta rischiano la zona rossa tra alcune settimane, il primo step sarà la zona arancione per alcune regioni dal 17 gennaio 2022. Nella regione più popolosa d'Italia, i pazienti Covid ricoverati in area medica sono a un soffio da quota tremila (2.999), più 246 in terapia intensiva. Secondo l’epidemiologo Carlo La Vecchia, professore ordinario di Statistica Medica ed Epidemiologia all'Università degli Studi di Milano, il cambio da giallo ad arancione è nelle prossime settimane (forse già il 17) certo ma non è escluso lo scenario peggiore nelle prossime settimane, quello della zona rossa.

La nuova tattica delle Regioni per evitare la zona arancione da lunedì 17 o 24 gennaio

"La direzione è sicuramente quella, speriamo di riuscire a fermarci prima". Così ha risposto oggi il governatore Attilio Fontana alla domanda se la Lombardia va verso la zona arancione. "Sembra che quella sia la direzione" ma "è difficile fare delle previsioni soprattutto perché la variante Omicron è completamente diversa", ha spiegato Fontana a margine del Consiglio regionale. "Lo sviluppo non è paragonabile al vecchio Covid. Non penso si possano fare delle anticipazioni, se già era difficile prima adesso lo è ancora di più".

Invece in Veneto "il picco dei contagi, secondo le previsioni, potrebbe essere intorno al 20 gennaio. E tra il 10 e 12 febbraio il picco dei ricoverati in ospedale, però sono solo previsioni che possono cambiare", dice oggi Luca Zaia. E' lo stesso ragionamento che La Vecchia fa per la Lombardia: "Il problema - dice oggi all'Eco di Bergamo - non è solo come proseguirà la diffusione di Omicron e quando ci sarà il picco: dobbiamo ragionare sul fatto che ora vediamo il ricovero di chi si è contagiato la scorsa settimana, e questa progressione continuerà ancora". Sarà solo tra fine gennaio e inizio febbraio che il quadro si chiarirà. 

Rischio zona rossa a febbraio?

In base alle disposizioni nazionali in vigore per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e alle ordinanze del Ministro della Salute, i colori attuali delle regioni sono i seguenti:

  • Zona bianca: Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria;
  • Zona gialla: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano.

La differenza tra zona gialla e bianca non c'è più. E' in zona arancione e zona rossa che le cose cambiano sul serio. Nella zona bianca, gialla e arancione sono quasi completamente identiche le regole per i vaccinati.

In zona bianca e gialla chi non ha un Super Green Pass ha le stesse limitazioni. In zona arancione rispetto alla zona gialla qualcosina cambiava fino a ieri: serviva il Super Green Pass per comprare lo skipass, per i negozi nei centri commerciali nei festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi), per cenare al ristorante (anche in albergo) anche all'aperto, per le piscine all'aperto, per gli spogliatoi delle palestre, per fare sport di contatto al chiuso e all'aperto, per tutte le feste nei locali dopo cerimonie, per accedere a centri culturali, centri sociali e ricreativi all'aperto. Ma il nuovo decreto-legge del 29 dicembre dal 10 gennaio applica anche alla zona bianca e gialla l’obbligo di certificato "super" per queste attività, tranne in due specifici casi: l’accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (esclusi alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi) e l'accesso agli spogliatoi.

Per una marea di altre attività serve il Super Green Pass in zona bianca, gialla, arancione: non ci sono differenze col sistema a colori. In zona arancione gli spostamenti dal proprio comune con oltre 5mila abitanti con mezzo proprio verso altri comuni o fuori dai confini di Regione/PA richiedono green pass semplice, oppure motivi di lavoro, necessità, salute, o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Invece non vi è alcun limite di spostamento in zona gialla. La differenza principale rimasta in piedi tra zona bianca-gialla e quella arancione è dunque la regola degli spostamenti al di fuori del proprio comune per i non vaccinati (che possono comunque uscire dal comune, per lavoro, per il vasto e mai chiarito fino in fondo campionario di "necessità", e motivi di salute). 

E' invece la zona rossa quella in cui sono ancora eventualmente vigenti le regole dell'inverno 2020-2021. Scattano in quel caso le chiusure, con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti per tutti. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. In zona rossa non si può uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar sono chiusi, consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Restano chiusi tutti i negozi ad esclusione di quelli con codice Ateco consentito, in particolare alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini. In tutti i casi i trasporti sono sempre aperti e accessibili, ma con Green Pass.

Per andare in zona rossa bisogna oltrepassare contemporaneamente tre soglie: incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti (con Omicron è una soglia senza senso, in alcune regioni è dieci o venti volte tanto ormai), 40 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 30 per cento nelle terapie intensive. Si va invece in zona gialla con incidenza oltre i 50 casi ogni centomila abitanti, 15 per cento di posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari, e 10 per cento di posti letto occupati nelle terapie intensive Covid. Per la zona arancione, incidenza superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 30 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 20 per cento nelle terapie intensive.

Zona arancione dal 17 gennaio: le regioni che cambiano colore

Torniamo allo spettro zona rossa: se per la Lombardia se ne riparlerà a fine mese, la Valle d'Aosta (che è in zona gialla) ha il parametro dei ricoveri ordinari già da zona rossa, e anche la Liguria vi ci si avvicina pericolosamente. Il fatto che i primi dati provvisori dicano che i pazienti contagiati da Omicron e che necessitano di cure in ospedale vadano incontro a ricoveri più brevi che in passato, rende i numeri molto più ballerini. Dal 17 gennaio rischiano la zona arancione la Lombardia, la Liguria, la Valle d'Aosta, la Calabria, il Friuli-Venezia Giulia, il Piemonte, Trento e le Marche. Sardegna, Puglia e Umbria veleggiano verso la zona gialla, ma forse solo dal 24 gennaio. 

Difficile, sempre di più, fare previsioni esatte: saranno decisivi i dati di giovedì 13 gennaio per quel che riguarda i ricoveri sia nei reparti ordinari sia in terapia intensiva.

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Grafico Twitter/ Vittorio Nicoletta

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