Sabato, 27 Febbraio 2021
Orizzonte giallo

Zona arancione, ma fino a quando? Le regioni che puntano al cambio colore da domenica 31 gennaio

Questa settimana tre quarti d'Italia sono nella fascia intermedia di rischio. Devono solitamente intercorrere due settimane prima del passaggio: ecco le aree che potrebbero "scalare" in giallo. La Sardegna valuta il ricorso al Tar. Zaia fiducioso: "Ricoveri calano vorticosamente"

Arancioni, ma fino a quando? E' realistico pensare a un'Italia che viri verso la zona gialla già da inizio febbraio? E' molto presto per dirlo. Restiamo all'oggi, e al futuro immediatoo. Questa settimana tre quarti d'Italia sono nella fascia intermedia di rischio: 14 regioni arancioni, 5 gialle e solo 2 nella fascia di rischio più elevata, quella rossa. Le ordinanze sono state firmate, sulla base del rischio epidemiologico, sabato 23 gennaio dal ministro della Salute Roberto Speranza. A prescindere dal colore rosso, arancione o giallo, è vietato spostarsi tra regioni (a meno di urgenze, quindi motivi di salute, necessità, lavoro) e in tutto il Paese permane il coprifuoco tra le 22 e le 5 del mattino.

I presidenti di Regione del Carroccio rinnovano intanto "la richiesta di una revisione immediata delle procedure" per determinare il colore delle Regioni. Tra i più fiduciosi in queste ore si segnala il governatore veneto Luca Zaia: "Non vi so dire cosa accadrà ma abbiamo fatto tre settimane di arancione", quindi "spero che la prossima settimana ci consenta di essere rivalutati in area gialla" ha detto oggi in conferenza stampa. "Certo che se fosse zona gialla bisogna continuare a fare un sacrificio personale e fare attenzione". Non è l'unico presidente di regione a ritenere che si possa realisticamente andare verso un allentamento della restrizioni da febbraio in avanti. Vediamo perché.

Zona arancione: le regioni che sperano nel cambio colore

Le 14 Regioni in area arancione sono Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d'Aosta, Sardegna (che era gialla) e Lombardia (che era rossa). Ora non resta che aspettare il monitoraggio di venerdì 29 gennaio e gli eventuali cambi di colore a partire da domenica 31 gennaio.

Devono solitamente intercorrere due settimane prima del cambio di colore, quindi in teoria Emilia Romagna, Veneto e Calabria potranno - seii dati lo permetteranno -  passare in zona gialla essendo entrate in arancione già l'11 gennaio (invece per loro Speranza ha prorogato l'arancione). Ipotesi che sarà valida da domenica prossima anche per quel che riguarda Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Val d'Aosta (quest'ultime in zona arancione da domenica 17). Sono in zona rossa dal 17 gennaio Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano: potrebbero diventare arancioni all'inizio della prossima settimana. Tutto dipenderà dall'algoritmo. O forse no, non solo.

La Sardegna prova a tornare subito in zona gialla

La Sardegna infatti ci prova, senza aspettare i 14 giorni. Cagliari ha già avviato tutte le interlocuzioni del caso con Roma. Secondo l'Unione Sarda si spera addirittura in una nuova ordinanza già nei prossimi giorni, basata sui dati attuali e non quelli della settimana compresa tra l'11 e il 17 gennaio. Ma appare una via complicata: la Sardegna se non ci saranno novità ufficiali dal Ministero della Salute, resterà in zona arancione fino al 7 febbraio, almeno. Poi si vedrà. 

L'assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, non nasconde i suoi dubbi: dice di aver saputo del cambio di colore, dal giallo all'arancione, solo venerdì, ossia in seguito alla pubblicazione del report, e il giorno dopo, alla cerimonia di inaugurazione delle nuove terapie intensive a Sassari, il presidente Christian Solinas aveva già annunciato un ricorso. Secondo la Nuova Sardegna Solinas fa capire di essere pronto a ricorrere al Tar. Staremo a vedere. 

Se le parole hanno un valore, l’articolo 2, terzo comma del Dpcm, recita: "Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede all’aggiornamento dell'ordinanza di cui al comma 1, fermo restando che la permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione". Si può serogare ai 14 giorni nel caso in cui siano necessarie misure più restrittive.

Nei prossimi giorni ne sapremo di più: tanto per la Sardegna quanto per le altre regioni, tutto dipenderà dai nuovi dati aggiornati sulla discesa della curva di incidenza. In quasi tutte le regioni la circolazione virale è consistente, e gli ospedali segnalano un numero di nuovi ricoveri quotidiani ancora importante: ma la tanto temuta terza ondata non c'è per ora.

Che cosa si può fare in zona arancione

In Lombardia riaprono i negozi (è questa la novità più sostanziale). In Sardegna bar e ristoranti possono solo servire con asporto e a domicilio (ed è lo scarso preavviso con cui qusto è avvenuto che ha fatto infuriare gli esercenti dell'Isola). In zona arancione dalle 5 alle 18 è permesso l'asporto di cibi e bevande da tutti i locali, dalle 18 alle 22 solo dai locali con cucina. Consegna a domicilio invece senza limiti di orario.

In zona arancione si può circolare dalle 5 alle 22 nello stesso Comune. E' consentita una sola visita al giorno a casa di parenti o amici, nello stesso Comune, in massimo 2 persone più figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. Dai Comuni fino a 5.000 abitanti, gli spostamenti sono consentiti anche entro i 30 chilometri dai confini con divieto di andare nei capoluoghi di Provincia. E' possibile spostarsi in altri Comuni per lavoro, salute o necessità o per servizi non presenti nel proprio. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5. E' necessaria l'autocerficazione per spostarsi.

I centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Restano però aperti all'interno farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie, vivai. Si torna a scuola: attività in presenza al 100% per scuole dell'infanzia, elementari e medie (queste ultime tranne che in Campania, dove resteranno chiuse fino al 25 febbraio). Alle scuole superiori c'è la didattica in presenza alternata per minimo il 50% e fino al 75% degli alunni. Università aperte o chiuse su autonoma decisione dei rettori, sempre in base all'andamento dell'epidemia su base locale.

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Colori Regioni, Lega: "Revisione immediata delle procedure". Il caso Lombardia

I presidenti di Regione della Lega rinnovano "la richiesta di una revisione immediata delle procedure" per determinare il colore delle Regioni in modo da "affrontare con serenità maggiore una grave situazione". "Il governo non può ad ogni problema esimersi da responsabilità e incolpare le regioni" sottolineano Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Christian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria), Donatella Tesei (Umbria) e Luca Zaia (Veneto).

"Il sistema - sostengono - può avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone e sull'economia, come nel caso della Lombardia, quindi è necessario il massimo rigore nell'analisi dei dati". Quindi la richiesta di una revisione. "Ci aspettiamo da Conte e Speranza un atto di realismo e maturità nei confronti dei cittadini e delle istituzioni. Il clima degli insulti - proseguono - non fa bene a nessuno. Ribadiamo la volontà di una leale collaborazione su tutti i temi, dai vaccini alle misure per contrastare la diffusione del virus ma ci aspettiamo dall'esecutivo lo stesso spirito e volontà per il bene del Paese e di tutti i cittadini". 

EDIT ORE 12.50 - La Regione Lombardia ha depositato stamane la rinuncia alla domanda cautelare nel ricorso proposto davanti al Tar del Lazio contro la zona rossa decisa venerdì 15 gennaio a causa di un errore sui dati - poi 'cancellata' venerdì 22 - "avendo già ottenuto la riclassificazione della Regione in zona arancione" spiega all'Adnkronos l'avvocato Federico Freni che assiste la Regione davanti al tribunale amministrativo. Non si tratta di uno stop, precisano. "La domanda cautelare ha perduto la sua attualità e a livello processuale la Regione ha perduto interesse a una decisione urgente. Il giudizio - conclude l'avvocato Freni - prosegue ovviamente nella fase di merito per l'accertamento della realtà storica degli eventi".

Palazzo Lombardia non rinuncia quindi in toto al ricorso, che anzi verrà allargato dopo le polemiche e gli scambi di accuse con il governo sulle responsabilita' che avevano condannato la regione ad essere zona rossa. Fontana ha già annunciato che saranno "impugnati il verbale della cabina di regia, il verbale del Cts e l'ordinanza" del ministro Roberto Speranza "nella quale si afferma che c'e' stata una rettifica dei dati della Regione".

Veneto verso zona gialla? "I ricoveri calano vorticosamente"

EDIT ORE 13.15 - Il Veneto può guardare con un cauto ma deciso ottimismo ai dati di oggi: se il trend continuerà pare davvero difficile pensare che resterà arancione ancora a lungo. Nelle ultimela Regione Veneto ha effettuato 15.550 tamponi, trovando 533 positivi. Il tasso di positività è al 3,43%. L'incidenza si è "abbassata moltissimo", afferma Zaia. I soggetti attualmente positivi sono 44.519, e i ricoverati sono 2.556, di cui 2.243 in area non critica e 313 in terapia intensiva. I ricoveri "stanno calando vorticosamente, siamo a 900 letti in meno rispetto al picco" continua Zaia. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 43, ma "il Veneto e' l'ottava Regione per decessi", e "l'Rt veneto e' il secondo migliore d'Italia". Insomma, "stiamo tirando un sospiro di sollievo", anche se "il cambio di scenario e' sempre repentino...". Nel picco della seconda ondata in Veneto "c'erano 480 casi ogni 100 mila abitanti, la scorsa settimana 170" conclude Zaia

Sicilia zona rossa (ma il contagio inizia a rallentare)

Rallenta il contagio in Sicilia secondo i nuovi dati aggiornati dell'Ufficio Statistica del Comune di Palermo, elaborati in base alle informazioni del dipartimento della Protezione civile. Da un report diffuso oggi emergono i primi segnali di rallentamento della pandemia nell'Isola, dove rispetto alla settimana precedente sono diminuiti i nuovi positivi e sono cresciuti meno i ricoverati e i deceduti. La situazione resta comunque molto seria. Sono infatti aumentati ancora gli ingressi in terapia intensiva. In particolare, nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono 9023, il 28,8 per cento in meno rispetto alla settimana precedente, quando si era registrato il valore più elevato dall'inizio della pandemia. I tamponi positivi sono pari al 23,1 per cento delle persone testate, in sensibile diminuzione rispetto al 29,9 per cento della settimana precedente.

EDIT ORE 14.05- Il numero degli attualmenti positivi in Sicilia al Sars-CoV-2 è pari a 47.654 (valore più elevato dall'inizio della pandemia), 1.229 in più rispetto alla settimana precedente, mentre le persone in isolamento domiciliare sono 45.996, ossia 1.201 in più rispetto alla settimana precedente. I ricoverati sono 1.658, di cui 227 in terapia intensiva: rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 28 unità (di cui +19 in terapia intensiva). In teoria da fine mese la Sicilia potrebbe passare da zona rossa ad arancione, ma con gli attuali dati non è affatto detto che ciò accada. Se ne saprà di più nei prossimi giorni.

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