Venerdì, 14 Maggio 2021
Lombardia "a macchie" / Milano

I nuovi comuni in zona arancione rafforzata e la rabbia dei sindaci: "L'abbiamo saputo al telegiornale"

Regione Lombardia a tre colori, con tre fasce di rischio diverso. Tutte le regole da rispettare. I sindaci dem contro il governatore Attilio Fontana: "Chiede collaborazione e poi..."

Tre colori oggi: zona arancione, zona arancione rafforzata e zona rossa. Domani, mercoledì 3 marzo, lo stesso, ma con nuovi comuni in arancione "scuro". Dopodomani, giovedì 4 marzo, "soltanto" due colori: l'arancione e l'arancione rafforzato. Continua a essere "a macchie" la Lombardia, che prosegue nella sua lotta al coronavirus e si trova sempre più a fare i conti con le varianti che stanno facendo risalire vertiginosamente i contagi e aumentare in maniera preoccupante i ricoveri nei reparti ordinari e in terapia intensiva. Nel bollettino coronavirus regionale di ieri sono stati registrati 2.135 nuovi casi e 42 decessi, +15 pazienti in terapia intensiva e +106 ricoveri.

Ma andiamo con ordine. Da lunedì 1 marzo tutta la regione, dopo il classico monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, è stata posizionata in fascia arancione. Con delle eccezioni, però. Perché per effetto delle ordinanze firmate dal presidente lombardo, Attilio Fontana, ci sono tre comuni in zona rossa - Bollate, Viggiù e Mede - e altri in arancione rinforzato: tutta la provincia di Brescia, otto paesi del Bergamasco e uno in provincia di Cremona. Da mercoledì 3 marzo la situazione cambia. Quel giorno, infatti, entrano in vigore altre ordinanze del governatore, che aumentano - e non di poco - i comuni con divieti e restrizioni maggiori. In zona arancione rinforzata, infatti, entrano anche una cinquantina di comuni tra le province di Milano, Pavia, Como, Cremona e Mantova. Mentre il 3 marzo i comuni di Bollate, Viggiù e Mede saranno ancora in zona rossa. La situazione si uniformerà quasi totalmente giovedì 4 marzo e la Lombardia sarà di due colori: arancione in "generale" e arancione rafforzato per i comuni entrati nella fascia "scura" il giorno precedente con l'aggiunta proprio di Bollate, Viggiù e Mede, che quel giorno "scaleranno" dal rosso.

I comuni in zona arancione rafforzata in Lombardia

Le ordinanze riguardano i territori di Como, Milano, Mantova, Cremona e Pavia. Ecco nel dettaglio tutti i comuni lombardi che dal 3 marzo saranno in zona arancione rinforzata:

  • tutti i comuni della provincia di Como;
  • comuni in provincia di Mantova: Viadana, Pomponesco, Gazzuolo, Commessaggio, Dosolo, Suzzara, Gonzaga, Pegognaga, Moglia, Quistello, San Giacomo delle Segnate, San Benedetto Po, Asola, Castelgoffredo, Casaloldo, Medole, Casalmoro, Castiglione delle Stiviere;
  • comuni in provincia di Cremona: Cremona città, Spinadesco, Castelverde, Pozzaglio ed Uniti, Corte dei Frati, Corte de’ Cortesi con Cignone, Spineda, Bordolano e Olmeneta;
  • comuni in provincia di Pavia: Casorate Primo, Trovo, Trivolzio, Rognano, Giussago, Zeccone, Siziano, Battuda, Bereguardo, Borgarello, Zerbolò, Vidigulfo, Viggiù (dal 4 marzo);
  • comuni in provincia di Milano: Motta Visconti, Besate, Binasco, Truccazzano, Melzo, Liscate, Pozzuolo Martesana, Vignate, Rodano, Casarile.

I comuni già in arancione rinforzato

In più, fino al prossimo 10 marzo, restano in zona arancione rinforzata tutti i comuni interessati già dalla precedente ordinanza del presidente lombardo, Attilio Fontana. E quindi:

  • tutta la provincia di Brescia;
  • comuni in provincia di Bergamo:  Sarnico, Gandosso, Viadanica, Predore, Adrara San Martino, Villongo, Castelli di Calepio, Credaro;
  • Soncino, in provincia di Cremona.

Il ambio di fascia di rischio ha innescato una polemica tra i sindaci del Partito democratico dei comuni interessati e il Pirellone. "Fontana chiede collaborazione ai comuni, ma li mette di fronte al fatto compiuto", ha denunciato in una nota il Pd lunedì sera, quando la notizia si è diffusa. I primi cittadini hanno voluto sottolineare l'assenza di "un minimo di condivisione e coinvolgimento nell'adozione di misure di contenimento della pandemia sul territorio". "Non è ammissibile venire a conoscenza di ordinanze restrittive, che hanno conseguenze dirette sulla vita dei cittadini, alle 20 di sera da telegiornali e giornali locali", hanno ribadito i dem facendosi portavoce degli amministratori. E ancora: "I sindaci, in qualità di autorità sanitarie locali, dovevano essere coinvolti. Al presidente Fontana e a tutta la giunta - hanno concluso - chiediamo maggiore rispetto".

Cosa cambia tra fascia arancione e zona arancione rafforzata

Le nuove ordinanze avranno valore fino al 10 marzo e fino all'11 marzo - per i tre comuni ex zona rossa -, con possibilità però di essere prorogate a seconda della situazione epidemiologica. Ma cosa cambia tra fascia arancione e fascia arancione rafforzata? La differenza più grande riguarda la scuola: nei comuni in "arancione scuro" sono infatti sospese le lezioni in presenza per tutte le classi ad eccezione degli asili nido. Differenze anche per le seconde case: in arancione è possibile raggiungerle, mentre in zona arancione rinforzata non si può uscire dal comune per recarsi nella seconda abitazione, né è possibile entrare nel comune proprio per andare nel secondo appartamento. Altro "cambio": in arancione rafforzato non si può far visita a casa di amici e parenti, mentre in arancione "semplice" è consentito una volta al giorno.

Per il resto divieti e restrizioni sono uguali: non si può uscire dai confini comunali - resta valida la deroga per i comuni sotto i 5mila abitanti -, bar e ristoranti possono effettuare solo asporto e musei e luoghi della cultura sono chiusi. Per entrambe le zone negozi sempre aperti e centri commerciali chiusi nei weekend e nei festivi e prefestivi. Regole e divieti molto più stringenti per le zone rosse, che sono Bollate, Viggiù e Mede, fino al 4 marzo. Nei tre comuni è vietato uscire dalla propria abitazione, se non per motivi di lavoro, assoluta necessità e salute, da giustificare con l'autocertificazione. Quindi: no visite ad amici e parenti e no seconde case. Le scuole seguono tutte la didattica a distanza, musei chiusi e negozi tutti chiusi. Restano aperti i punti vendita di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabacchi, edicole e gli esercizi commerciali ritenuti "indispensabili". Sono chiusi i mercati, fatta eccezione per le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici. Servizio al tavolo vietato per bar e ristoranti che possono effettuare asporto fino alle 22 - fino alle 18 per i locali senza cucina - e domicilio senza limiti di orari. 
 

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