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Domenica, 22 Maggio 2022
Nuova fase

Tamponi a casa, quarantena e isolamento: cosa cambia a breve (13 Regioni verso la zona arancione)

Alcuni governatori chiedono di eliminare del tutto il tampone di fine isolamento per i positivi asintomatici e di ridurre l’isolamento da 7 a 5 giorni. Iss e Cts per ora dicono no. Ma il sistema delle zone a colori traballa, e anche Locatelli ammette: "Elaborato in un'epoca diversa". Vasta zona arancione dal 24 gennaio

Per ora non si cambia, il sistema a colori resta così com'è nonostante il pressing delle Regioni, che chiedono al governo di introdurre modifiche su restrizioni, tamponi, isolamento e non solo. La zona arancione e la zona rossa, le uniche dove ci sono misure davvero impattanti sulla vita quotidiana, potrebbero presto diventare un ricordo. Tra qualche giorno arriva il Dpcm con la lista delle attività essenziali in cui si entrerà anche senza Green Pass. Poi il bollettino differenziato per distinguere gli asintomatici da chi entra in ospedale per il Covid. E qualcosa cambierà anche sui certificati per rientrare a scuola dopo aver avuto il Covid. La realtà è che se non cambiano le norme, a fine gennaio la zona arancione è una certezza per molti territori, perché se il picco dei casi delll'ondata Omicron sembra all'orizzonte, il picco dei ricoveri arriva in seguito. Tradotto: zona arancione. Ma procediamo con ordine.

Le modifiche a zona arancione e rossa: pressing delle Regioni

Zona rossa, arancione, gialla e bianca: il sistema di colori delle regioni si può rivedere. Lo dice il professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts, in una fase caratterizzata dall'elevato numero di contagi legato alla variante Omicron. "Il sistema della colorazione delle regioni è stato elaborato in maniera concertata tra ministero e Regioni in un’epoca diversa", osserva Locatelli, ospite di Che tempo che fa. "Che si possa arrivare a una riconsiderazione sta nella logica delle cose. Detto questo non dimentichiamo che esiste un carico di gestione nelle strutture ospedaliere anche per gli asintomatici che devono essere tenuti separati. Così come non facciamo l’errore che gli asintomatici non possano contagiare", aggiunge Locatelli.

"La vita della stragrande maggioranza degli italiani in questi mesi è stata senza grandi limitazioni. Nelle prossime settimane dovremo aprire un confronto in particolare con le Regioni, convocheremo un tavolo tecnico per discutere le proposte e affrontare questa fase che sembra diversa rispetto alle precedenti", dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Controcorrente. "Siamo però in un momento non facile, i numeri dei contagiati sono molto molto alti. Grazie ai vaccini, le ospedalizzazioni sono inferiori rispetto al passato ma la pressione è comunque molto forte. L’Oms ci dice che ci stiamo avvicinando al picco, dobbiamo valutare bene cosa accade nei prossimi giorni e, come abbiamo sempre fatto, adeguare le regole alla fase epidemiologica che stiamo vivendo", aggiunge.

Tradotto: sugli strappi delle Regioni, in testa l’Emilia, il Lazio, la Liguria, la Lombardia, al momento Speranza frena: "La nostra comunità scientifica ci sta dicendo che se una persona è positiva deve stare in isolamento perché può contagiare anche senza sintomi ed è giusto che al momento dell’uscita si possa fare una verifica attraverso un tampone". Da oggi la Valle d'Aosta è l'unica in zona arancione.

"La divisione a colori non cambia nulla per le persone vaccinate né per le attività economiche, è diventata qualcosa che produce aspettative senza un riscontro oggettivo. Soprattutto, è cambiato il Covid e quindi gli indicatori con cui si passava da un colore all’altro oggi sono totalmente inappropriati - dice a Repubblica il presidente della Liguria Giovanni Toti -  Io smonterei tante cose. Tutto quello che ci è servito in passato oggi non è più coerente con la realtà. Oggi nelle nostre corsie c’è un 40 per cento di pazienti catalogati come “Covid”, ma che col Covid non hanno nulla a che fare, se non esserne portatori sani. Dunque classificarli come pazienti che aumentano il rischio non sta nella realtà. Bisogna iniziare a considerare i malati di Covid e non i positivi al Covid, come già fanno Stati Uniti e Spagna. Bisogna smontare il sistema del tracciamento delle quarantene, ormai inutile e inattuabile. Non farlo vorrebbe dire paralizzare il Paese, tanto che già oggi non lo si applica e si fa solo finta di applicarlo con una ipocrisia tutta italiana".

"La maggior parte dei presidenti di Regione la pensa come me - assicura Toti - Non è un minimizzare. Quando fuori dagli ospedali c’erano interminabili file di ambulanze, nessuno di noi si è mai sognato di invocare provvedimenti contro le chiusure. Ora, però, se non cambiamo in fretta, il risultato non sarà un migliore approccio al Covid, ma un Paese che ha una vita scritta nelle norme e un’altra realmente vissuta dalle persone, con medici che sono travolti dalle scartoffie e cittadini prigionieri della burocrazia".

Le possibili novità su tamponi e isolamento

E' impressionante l'attuale groviglio di norme, ritardi, prenotazioni, mail, sms, whatsapp, siti in cui si ritrovano intrappolati migliaia di cittadini positivi al Covid o contatti stretti di positivi. "Le norme vanno semplificate per i positivi asintomatici con tre dosi", chiedono tra le altre la Lombardia e il Lazio, ad esempio. La richiesta è ridurre l’isolamento da 7 a 5 giorni. La norma però è stata cambiata meno di venti giorni fa ed è escluso che venga rivista nelle prossime ore. Per sbrogliare la matassa intanto alcuni territori hanno deciso di semplificare le norme. In Toscana basta un questionario per avviare il procedimento automatico di inizio e fine isolamento.

Si guarda con attenzione al modello Piemonte: da oggi ai positivi e ai loro contatti stretti ora arriva un Sms per collegarsi al portale regionale, leggere le regole e far partire l’isolamento. Lo stesso per il ritorno alla vita normale una volta che il tampone, da fare anche in farmacia a carico della Regione, risulta negativo. Il tampone potrà essere eseguito sia presso le strutture pubbliche del sistema sanitario regionale, dal proprio medico di famiglia o pediatra, oppure in farmacia o nelle strutture private autorizzate per questa attività.  L'inserimento in piattaforma del tampone molecolare o antigenico negativo comporta l'automatica notifica al Dipartimento di Prevenzione dell'Asl e ai medici di famiglia/pediatri che, previa verifica del rispetto dei termini di legge, attesteranno entro 24 ore sulla piattaforma l'avvenuta guarigione per consentire l'immediato invio dell'sms di fine isolamento e la notifica al Ministero della Salute di emissione del Green pass da guarigione. Anche per la quarantena, sulla base delle nuove indicazioni normative, la persona che effettua il tampone con esito negativo, sempre previa verifica del rispetto dei termini di legge, riceverà un sms di fine quarantena.

Sui tamponi le Regioni si muovono in ordine sparso e alcune provano a forzare la mano. Al momento per confermare la positività al Covid e certificarne la guarigione serve fare un test molecolare (anche salivare) o antigenico (nasofaringeo o orofaringeo). Mercoledì 19 gennaio in Emilia Romagna debutta una novità assoluta: l’autotesting, il tampone fatto a casa, che avrà per la prima volta valore ufficiale. Per entrare e uscire dall’isolamento, se si è asintomatici e vaccinati con tre dosi, basterà un tampone nasale fai-da-te. In caso di positività, i cittadini potranno caricare il risultato sul proprio Fascicolo sanitario elettronico e isolarsi. Dopo una settimana dovranno fare un altro test, sempre in casa: se il risultato sarà negativo basterà inserirlo sullo stesso sito per certificare la guarigione. Non è chiaro però come scaricare il nuovo Green Pass da guariti. Lazio e Liguria ritengono più sensato eliminare del tutto il tampone di fine isolamento per i positivi asintomatici. Iss e Cts per ora dicono no, ma la strada appare segnata e qualcosa cambierà al termine dell'ondata Omicron.

L'Europa frena. "Ogni Stato può adattare le regole alla propria situazione, ma è importante ricordare che sebbene il vaccino protegga dalla malattia grave, le persone vaccinate possono infettarsi e infettare gli altri - dice alla Stampa Stella Kyriakides, commissaria Ue alla Salute - È fondamentale continuare ad applicare altre misure preventive, come indossare la mascherina negli spazi affollati, mantenere la distanza e una buona areazione, indipendentemente dal fatto che i sintomi siano presenti o meno".

"Basta tamponi agli asintomatici"

"Basta tamponi agli asintomatici, basta scuole chiuse anche nei comuni in zona rossa, basta bollettini con l'elenco generico dei contagiati. I cittadini sono stanchi e stremati, ora è tempo di dare prospettive positive per chi ha fatto il proprio dovere da due anni". Così Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, in una intervista a Il Giornale. "Niente più quarantene per chi non ha sintomi? Se vogliamo la convivenza con il virus - spiega - dobbiamo poter circolare liberamente, con le dovute cautele, ovviamente, cioè l'uso delle mascherine che ormai non fanno più paura a nessuno mentre sono molto importanti per impedire la trasmissione del virus". Per Costa inoltre l'autotesting con tampone rapido casalingo per chi ha fatto due dosi di vaccino, introdotto dalla Regione Emilia-Romagna, "è un'iniziativa che merita di essere approfondita in un percorso condiviso e valutare la possibilità di estenderla al tutto il territorio nazionale perché alleggerisce il carico dei servizi sanitari ed è una grande semplificazione per i cittadini". "Gennaio sarà il mese del picco" di Omicron "ci dicono le previsioni. Ma noi dobbiamo avere il coraggio di anticipare lo scenario cominciando fin da ora con le semplificazioni. Ce lo chiedono i cittadini e tutte le regioni. Archiviare il green pass? Non appena la fase epidemica si trasformerà in endemica, il discorso andrà rivisto", conclude il sottosegretario.

"Dobbiamo liberare l'economia e togliere pressione dai servizi. Abbiamo tanto sponsorizzato i vaccini, valorizziamoli. Pertanto, per quanto riguarda l'isolamento dei contagiati, bisogna consentire ai vaccinati con terza dose o con seconda da meno di quattro mesi di uscire di casa dopo cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi, se stanno bene, e senza necessità di negativizzarsi con un tampone". È la posizione di Franceso Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma, in una intervista a Libero. "Per quanto riguarda i non vaccinati o i vaccinati da oltre 120 giorni - spiega - l'isolamento andrebbe ridotto dagli attuali dieci a cinque giorni".

Le regioni in zona arancione dal 24 gennaio 2022

Se entro fine gennaio le cose probabilmente cambieranno, a meno di un rallentamento brusco di Omicron (che in parte già si intravede) mezza Italia rischia di finire in zona arancione già il 24 gennaio 2022 o al massimo l'ultimo giorno del mese, lunedì 31. Se da oggi in zona arancione c'è solo la valle d'Aosta, da lunedì prossimo rischiano grosso Piemonte, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Abruzzo, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia, Liguria, Calabria e provincia di Trento. Decisivi saranno i dati di giovedì 20 gennaio.

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Grafico da Twitter/Nicoletta

Cosa cambia in zona arancione

Si va in zona gialla con incidenza oltre i 50 casi ogni centomila abitanti, 15 per cento di posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari, e 10 per cento di posti letto occupati nelle terapie intensive Covid. Per la zona arancione, incidenza superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 30 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 20 per cento nelle terapie intensive. Per la zona rossa, incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 40 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 30 per cento nelle terapie intensive.

La differenza tra zona gialla e bianca non c'è più. E' in zona arancione e zona rossa che le cose cambiano sul serio. Nella zona bianca, gialla e arancione sono quasi completamente identiche le regole per i vaccinati. In zona bianca e gialla chi non ha un Super Green Pass ha le stesse limitazioni. In zona arancione rispetto alla zona gialla qualcosina cambiava fino a ieri: serviva il Super Green Pass per comprare lo skipass, per i negozi nei centri commerciali nei festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi), per cenare al ristorante (anche in albergo) anche all'aperto, per le piscine all'aperto, per gli spogliatoi delle palestre, per fare sport di contatto al chiuso e all'aperto, per tutte le feste nei locali dopo cerimonie, per accedere a centri culturali, centri sociali e ricreativi all'aperto. Ma il nuovo decreto-legge del 29 dicembre dal 10 gennaio applica anche alla zona bianca e gialla l’obbligo di certificato "super" per queste attività, tranne in due specifici casi: l’accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (esclusi alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi) e l'accesso agli spogliatoi.

Per moltissime altre attività serve il Super Green Pass in zona bianca, gialla, arancione: non ci sono differenze vere col sistema a colori.

In zona arancione però gli spostamenti dal proprio comune con oltre 5mila abitanti con mezzo proprio verso altri comuni o fuori dai confini di Regione/PA richiedono green pass semplice, oppure motivi di lavoro, necessità, salute, o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Invece non vi è alcun limite di spostamento in zona gialla. La differenza principale rimasta in piedi tra zona bianca-gialla e quella arancione è dunque la regola degli spostamenti al di fuori del proprio comune per i non vaccinati (che possono comunque uscire dal comune, per lavoro, per il vasto e mai chiarito fino in fondo campionario di "necessità", e motivi di salute). La zona arancione è comunque foriera di restrizioni vere per centinaia di migliaia di persone in ogni regione, e i presidenti si stanno muovendo per evitare lo scenario.

E' invece la zona rossa quella in cui sono ancora eventualmente vigenti le regole dell'inverno 2020-2021. Scattano in quel caso le chiusure, con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti per tutti. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. In zona rossa non si può uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar sono chiusi, consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Restano chiusi tutti i negozi ad esclusione di quelli con codice Ateco consentito, in particolare alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini. In tutti i casi i trasporti sono sempre aperti e accessibili, ma con Green Pass.

I colori attuali delle regioni

In base alle disposizioni nazionali in vigore per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e alle ordinanze del Ministro della Salute, da lunedì 17 gennaio si applicano le misure previste:

  • per la zona bianca a Basilicata, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria;
  • per la zona gialla ad Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano;
  • per la zona arancione alla Valle d’Aosta.

Che differenza c'è tra quarantena, sorveglianza attiva e isolamento?

Quarantena e isolamento sono importanti misure di salute pubblica attuate per evitare l’insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti a trasmissione di SARS-CoV-2 e per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero.

La quarantena si attua ad una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso COVID-19, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi.

L’isolamento consiste nel separare quanto più possibile le persone affette da COVID-19 da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità.

La sorveglianza attiva è una misura durante la quale l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

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