Giovedì, 4 Marzo 2021

Le sei regioni a rischio zona arancione da venerdì 19 febbraio e l'ipotesi lockdown totale nel week end

Ecco i territori che potrebbero cambiare colore con l'ordinanza del ministro della Salute Speranza dopo il report dell'Iss. C'è anche la possibilità che qualcuno finisca in zona rossa. Intanto si lavora alla stretta nei fine settimana in tutta Italia

Ci sono sei regioni italiane che rischiano la zona arancione da venerdì 19 febbraio, ovvero dopo il report #40 dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute mentre il governo Draghi ragiona attorno all'ipotesi di un lockdown totale. Le regioni, scrive oggi il Corriere della Sera, sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna,  Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte. 

Aggiornamento: Zona arancione e rossa: undici regioni rischiano il lockdown soft domani con l'ordinanza e il cambio di colore

Le sei regioni a rischio zona arancione da venerdì 19 febbraio

A confermare il rischio zona arancione per l'Emilia-Romagna è stato lo stesso presidente della Regione Stefano Bonaccini ieri durante un intervento su La7: "Alcune regioni sono già diventate zona arancione - sottolinea Bonaccini - potrebbe succedere che anche l'Emilia-Romagna lo diventi tra qualche giorno, non perché la situazione sia drammatica ma perché p peggiorata rispetto a qualche settimana fa". Ad oggi, infatti, "siamo appena sopra l'1 come Rt", ha confermato il governatore, che si è detto  "preoccupato per il fatto che i contagi sono cresciuti". Nei primi giorni di questa settimana, però, il dato "è in calo- segnala Bonaccini- oggi per esempio i casi in Emilia-Romagna sono meno di mille. Ma magari domani risaliranno, è difficile fare i conti giorno per giorno". Il presidente conferma dunque di essere "preoccupato", anche perché "per un paio di mesi si dovrà reggere ancora. Ma sono ottimista per il futuro, perché l'arrivo dell'estate porterà un vaccino naturale che è la bella stagione". 

Secondo il Corriere c'è anche il rischio che alcune finiscano classificate in rosso. Attualmente, in base all'ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che risale al 13 febbraio 2021, sono ricomprese:

  • in zona gialla: Calabria, Campania, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;   
  • in zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria.
  • in zona rossa: nessuna Regione. 

Intanto il 5 marzo scade il Dpcm attualmente in vigore e il governo Draghi dovrà prendere le prime decisioni sulle restrizioni da attuare e su quale strumento legislativo utilizzare per farlo. Potrebbe essere utilizzato il decreto legge invece del Dpcm lasciando poi il potere di ordinanza alla Protezione Civile o ai ministri. 

In ogni caso appare difficile, se l’andamento della curva epidemiologica continuerà a essere in salita, che possano scattare le aperture di palestre e piscine, cinema e teatri, e che si possa consentire ai cittadini di andare al ristorante anche la sera

Ieri il bollettino della Protezione civile dava oltre 10mila contagi con un tasso di positività stabile al 3,8%. Anche se i morti hanno ripreso a salire, passando da 258 a 338. Mentre i ricoveri calano ancora ma di poco. Intanto, scrive l'agenzia di stampa Ansa, la strategia sarà quella di Individuare 'chirurgicamente' le zone di maggiore contagio per applicare mini-zone rosse, arginando i focolai generati dalle varianti del virus. Senza escludere, secondo fonti di governo, nel caso di vere emergenze anche un lockdown.

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L'ipotesi lockdown totale nel week end

Intanto la prevalenza della variante inglese suggerisce la possibilità che stia per scoppiare la terza ondata dell'epidemia. Un esperto contattato nei giorni scorsi da Today.it ha spiegato però che non tutto è perduto: "Allora, indizi a favore: il 15-20% di una variante nuova è, da quello che abbiamo imparato in questi mesi, la soglia in cui parte l'ondata. Poi, tutte le informazioni dagli altri paesi UE, UK e USA indicano che la variante inglese è molto più trasmissibile. Infine, ci sono già cluster molto seri in provincia di Perugia, tra Pescara e Chieti, a Chiusi e a Bolzano". Ma c'è anche un indizio contrario molto importante: "Nonostante durante la seconda ondata le nostre misure siano state più blande a livello nazionale di quelle in Germania, Francia,  siamo ancora in una fase di totale stabilità di crescita dei contagi". Questo significa che per ora la situazione è relativamente sotto controllo e la Terza Ondata non è partita a livello nazionale. "Se riusciremo a tenerlo basso, la situazione resterà contenibile. Ma è importante agire adesso. Le prossime due settimane saranno quelle in cui probabilmente la prevalenza andrà dal 25% al 50%", ha confermato ieri il fisico Alessandro Vespignani in un colloquio con Repubblica

La Stampa spiega però oggi che il ministro della Salute ha in mente un piano B dopo le zone rosse locali illustrate ieri: portare tutta l'Italia in zona rossa nei festivi e nei prefestivi. 

Il tutto magari con l’obbligo di indossare le Ffp2 nei luoghi chiusi, come ha già fatto l’Alto Adige. Medicina amara da far digerire a Lega e Forza Italia, che hanno già dimostrato di non gradire troppo la linea dura reagendo con rabbia all’appello al lockdown lanciato dal consigliere di Speranza, Walter Ricciardi.

Ma la stretta potrebbe essere inevitabile per non farsi travolgere da una terza ondata spinta dalle varianti. Intanto nei comuni di Viggiù (VA), Mede (PV), Castrezzato (BS) e Bollate (MI), a decorrere dalle ore 18 di oggi mercoledì 17 febbraio, verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta zona rossa, già osservate poche settimane fa sull'intero territorio regionale. Il presidente della Regione - sentito il ministro della Salute - lo ha stabilito con una ordinanza che, ai sensi dell'art. 3 del dpcm 14 gennaio 2021. La decisione è stata presa "in relazione all'insorgere di cluster di contagio in alcuni comuni lombardi, legati alla diffusione di varianti del virus". Inoltre con l'ordinanza si dispone che le attivita' scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie in questi comuni si svolgano esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione riguarda anche asili nidi e scuole materne. L'ordinanza è valida fino a mercoledì 24 febbraio.

Come la variante inglese può portarci al lockdown 

"I lockdown generalizzati sono molto dolorosi, soprattutto per le fasce più deboli e povere della popolazione; per questo le restrizioni dovrebbero essere quanto più flessibili e granulari possibili. L’idea è quella di monitorare la diffusione dei nuovi casi (e delle varianti) per capire dove occorrono restrizioni più rigide e dove, invece, si può riaprire, evitando così vessazioni inutili ai cittadini. Un lockdown generalizzato era giustificato nel marzo 2020, ma adesso, in una situazione di sostanziale stabilità come quella odierna, con la media mobile dei nuovi casi al giorno attorno a 11mila-12mila ormai da alcune settimane, il sistema a zone “colorate ” è molto più adeguato", dice intanto il virologo Guido Silvestri al Fatto. Nei giorni scorsi è uscito lo "Studio di prevalenza della variante VOC 202012/01, lineage B.1.1.7 in Italia" dell'Istituto Superiore di Sanità e della Fondazione Bruno Kessler sulla variante inglese. Per punti:

  • diversi studi realizzati con modelli matematici hanno evidenziato che la variante VOC 202012/01, lineage B.1.1.7 presenta una maggiore trasmissibilità. Si sospetta inoltre che essa si possa associare ad una maggiore virulenza;
  • la prevalenza nazionale di VOC 202012/01 il 4-5 febbraio 2021 è pari a 17,8%. Tale valore costituisce una media ponderata che tiene in conto dei casi notificati nelle Regioni/ PPAA nei due giorni della survey e non una stima sui dati nazionali; 
  • la rilevazione della variante VOC 202012/0 nella quasi totalità delle Regioni/PPAA partecipanti è indicativa di una sua ampia diffusione sul territorio nazionale.

In base a questi dati lo studio sostiene che è prevedibile che la variante inglese nelle prossime settimane diventi dominante nello scenario italiano ed europeo; per questo lo studio "raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto". Se dovesse verificarsi lo scenario peggiore, partirebbe così la Terza Ondata che costringerebbe il paese a un nuovo lockdown.

Il documento dell'Iss sulla variante inglese (Pdf)

Ilaria Capua e le morti che possono raddoppiare con le varianti Covid-19

Ieri a Dimartedì la scienziata Ilaria Capua ha spiegato che le varianti del coronavirus sono come motorini truccati: "Siamo in una fase di stabilizzazione, ovunque siamo riusciti ad arrestare la corsa folle della pandemia. Purtroppo, come c’era da aspettarsi, sono emerse le varianti, che sono come motorini truccati. Invece di andare a 40 all’ora, corrono di più e a parità di misure di contenimento riescono a contagiare un numero maggiore di persone", ha detto. "Bisogna capire che la vaccinazione è lo strumento che ci accompagnerà fuori da questa situazione, ma dobbiamo fare i conti con la frustrazione di vivere una vita che non ci piace dal punto di vista sociale. L’importante è togliere le persone dagli ospedali, per questo servono misure di contenimento", ha detto la professoressa. Concludendo poi con un ultimo pronostico: “Adesso abbiamo gli ospedali all’80% della capacità. Se le varianti iniziano a circolare il numero di ricoveri e di morti potrebbe raddoppiare. Ce la sentiamo? Questo è quello che sta succedendo nel resto del mondo". 

Intanto anche in Alto Adige la situazione Covid-19 è definita "molto preoccupante". Continuano ad aumentare i contagi, le terapie intensive hanno superato la soglia d'attenzione (ieri erano 44) e sono al limite, le varianti inglese e sudafricana (rispettivamente 30 e 6 casi) hanno fatto il loro ingresso sul territorio, in particolare nel Burgraviato (zona Merano). Alla luce del quadro pandemico, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher ha firmato una nuova ordinanza che sarà pubblicata nel corso della giornata odierna. Definitivamente archiviata la stagione dello sci, mai aperta, lunedì 22 febbraio al termine della settimana delle vacanze di Carnevale, la scuola in Alto Adige non riaprirà. L'offerta scolastica, dalle scuole materne alle scuole superiori, in tutta la provincia restera' chiusa dal 22 al 28 febbraio (ultimo giorno di lockdown duro previsto in provincia di Bolzano) se non per alcuni casi straordinari legati a motivo di lavori dei genitori e che riguarda solo la scuola materna. 

Nei quattro comuni dove si sono verificati casi di variante sudafricana - Merano, Rifiano, San Pancrazio in Val d'Ultimo e Moso in Passiria - le scuole non riapriranno prima di lunedì 8 marzo. Nei quattro comuni vigeranno anche ulteriori restrizioni di ingresso e uscita come l'obbligatorietà di presentare un tampone, molecolare o rapido, che attesti la negatività al coronavirus non antecedente le 72 ore.Nel frattempo l'Azienda sanitaria ha lanciato un appello alla popolazione a rispettare le norme di contenimento del contagio ricordando che "allontanarsi dalla propria abitazione e' consentito unicamente in caso di assoluta necessita'" e invita "ad indossare la mascherina Ffp2 che protegge particolarmente la bocca e il naso". L'appartato sanitario precisa "che la maggior parte delle infezioni avviene in ambito familiare".

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