Venerdì, 18 Giugno 2021
Facciamo chiarezza

Lazio, Piemonte e le altre: le regioni che andranno in zona arancione (e cosa cambia)

Le anticipazioni sulle decisioni e l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza attesa oggi, dopo il report dell'Iss con il monitoraggio settimanale sulla pandemia di coronavirus. In base al decreto 14 gennaio e al nuovo Dpcm firmato da Conte ci sono novità anche nelle regole e nelle restrizioni in arrivo

Il ministro della Salute Roberto Speranza, foto Ansa

L'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che porterà da domenica 17 gennaio quasi tutte le regioni italiane in zona arancione e alcuni territori in zona rossa è attesa oggi. Il decreto legge 14 gennaio e il nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte (in vigore da sabato 16 gennaio fino al 5 marzo) prevedono il cambio delle regole per entrare nelle aree a maggiori restrizioni e in base a questo ci sono alcune regioni candidate alla zona rossa e altre alla zona arancione. Oggi 15 gennaio il ministero della Salute stabilirà, in base ai dati sulla diffusione della pandemia di coronavirus, i "colori" delle regioni. Le soglie di accesso Rt scendono a 1 per arancione e a 1,25 per rossa. Ma si va in arancione anche semplicemente con rischio alto sulla base dei "21 criteri".

Le ordinanze del ministro della Salute arriveranno dopo la pubblicazione del nuovo report dell'Istituto superiore di Sanità e le nuove classificazioni diventerebbero operative dal 17 (per sabato 16 l'ipotesi più probabile è che resti valida l'attuale colorazione).

Lazio, Piemonte e le altre: le regioni che andranno in zona arancione

Ci sono le prime certezze. La Lombardia, secondo quanto preannunciato dal presidente Attilio Fontana, dovrebbe finire in zona rossa, anche se le speranze di diventare arancione non sono del tutto svanite, ma sembra una missione ai limiti dell'impossibile. Il Lazio sarà in zona arancione da domenica 17 gennaio per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato: "Il valore dell'indice Rt nel Lazio è superiore a 1, da domenica quindi saremo in zona arancione. È la prima volta che la regione cambia colore, siamo sempre stati in giallo. Ci aspettano settimane difficili, c'è una situazione di cautela dove servono rigore e prudenza", ha detto D'Amato, nel suo intervento all'Università Sapienza di Roma per la presentazione del nuovo direttore generale del Policlinico Umberto I.

colori regioni italia da 17 gennaio 2021-3

"Nonostante l'attenzione e la perizia con cui stiamo seguendo l'evoluzione di questa pandemia, l'Umbria finirà in zona arancione. Anche per la modifica dei parametri dell'Rt": lo ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, rispondendo a una domanda dell'Ansa nel corso di una conferenza stampa. "Bisogna però aspettare la valutazione della Commissione epidemiologica nazionale", ha aggiunto. "È comunque sotto gli occhi di tutti - ha detto Coletto - che c'è stato un peggioramento per quanto riguarda le infezioni e l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva, che altro avevano ampiamente previsto".

EDIT ore 13:29 - Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Passano in area rossa la provincia autonoma di Bolzano e le regioni Lombardia e Sicilia. Passano in area arancione le regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto. In zona gialla Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana e provincia di Trento.

Il monitoraggio dell'Iss: 11 regioni a rischio alto

Intanto la bozza del monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di Sanità dice che l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (range 1,04-1,13) in aumento da cinque settimane. "Nel periodo 23 dicembre 2020 - 05 gennaio 2020 l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (range 1,04- 1,13) in aumento da cinque settimane". Complessivamente, questo porta 11 regioni "a una classificazione di rischio alto (vs 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui quattro ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso". Due regioni (Bolzano e Lombardia) "hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto".

Nel report si lancia l'allarme: "Questa settimana si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente. L'incidenza nazionale a 14 giorni continua a crescere e aumenta anche l'impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio".

Per quanto riguarda l'incidenza dei casi, il valore elevato è nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), poi c'è la Provincia Autonoma di Bolzano (320,82), l'Emilia-Romagna (284,64), e il Friuli-Venezia Giulia (270,77). Su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti: "Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità - si legge - quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate". Due Regioni/PPAA (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3.

Secondo il Corriere della Sera potrebbero essere fascia arancione Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Puglia, Umbria e Veneto. Il Messaggero invece scrive oggi, confermando che le fasce di rischio renderanno l’Italia quasi completamente arancione, che ci sono alcune regioni ancora senza responso. La zona rossa sembra confermata per Lombardia e Sicilia, in bilico tra zona rossa e arancione ci sono Calabria ed Emilia-Romagna, mentre "sicure" della zona arancione sono Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia, Umbria, Veneto. In bilico tra zona gialla e arancione Molise, Sardegna, Abruzzo mentre le restanti (Toscana, Valle d'Aosta, Basilicata, Campania) sono in giallo.

Secondo La Stampa in rosso saranno Calabria e Lombardia (ma non la Sicilia), in arancione Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Marche, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia, in zona gialla rimangono Valle d'Aosta, Toscana, Sardegna, Abruzzo, Campania e Basilicata. In bilico tra giallo e arancione il Molise. Il Fatto Quotidiano scrive invece che sulla base degli ultimi dati disponibili sono a rischio arancione almeno dieci regioni (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Puglia, Umbria e Veneto), due (Lombardia e Sicilia) sono a rischio zona rossa.

Cosa cambia da zona gialla rafforzata a zona arancione

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto legge n.2 14 gennaio che proroga lo stato d'emergenza al 30 aprile 2021 e vieta sull'intero territorio nazionale gli spostamenti tra regioni e province. Lo stop allo spostamento tra regioni non è stato prorogato fino al 5 marzo, come riportava il testo del decreto in entrata al Consiglio dei ministri, ma "solo" fino al 15 febbraio. Il Cdm ha deliberato la proroga fino al 30 aprile 2021 dello stato di emergenza per la pandemia ed ha inoltre adottato un decreto-legge con ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del coronavirus.

Cosa cambia da zona gialla rafforzata a zona arancione? In base al decreto 14 gennaio e al nuovo Dpcm firmato da Conte (in vigore da sabato 16 gennaio fino al 5 marzo) ci saranno novità anche nelle regole e nelle restrizioni in arrivo. La riapertura delle piste da sci è stata fissata al 15 febbraio, mentre palestre, piscine, cinema e teatri rimarranno chiusi fino al 5 marzo e arriva anche lo stop all'asporto da bar, pub e winebar dopo le 18. Nei bar con cucina si potrà acquistare il cibo "a portar via". Per quanto riguarda la zona gialla:

  • sarà vietato uscire dalla propria regione se non per motivi di studio, lavoro, salute o necessità;
  • sarà in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5;
  • ci si potrà recare in visita agli amici usando la deroga (senza uscire dalla propria regione) al massimo in due persone più gli under 14 e gli eventuali disabili a carico;
  • cinema e teatri resteranno chiusi; 
  • bar e ristoranti saranno aperti fino alle 18; l'asporto sarà consentito fino alle 22 così come la consegna a domicilio;
  • sarà possibile frequentare i musei rispettando le regole del distanziamento sociale e utilizzando la mascherina.

Nelle regioni in zona arancione invece:

  • non si potrà uscire dal proprio comune se non per ragioni di lavoro, salute, estrema necessità e urgenza; 
  • il coprifuoco sarà in vigore dalle 22 alle 5; 
  • ci si potrà spostare fino a 30 chilometri dal comune se si risiede in un centro con meno di 5mila abitanti, ma non verso i capoluoghi;
  • si potrà raggiungere la seconda casa anche fuori dal proprio comune, purché non si trovi in un'altra regione;
  • si potranno praticare sport non di contatto come il tennis; 
  • si potrà fare visita a parenti e amici, ma solo due persone (oltre ai minori di 14 anni) e non più di una volta al giorno.

Per circolare è necessario, in caso di controlli delle forze dell'ordine, avere con sé il modulo di autocertificazione, quel documento introdotto con l'inizio dei lockdown per la pandemia da coronavirus. A chi è sprovvisto del modulo ne viene fornito uno da compilare per giustificare - con dichiarazioni vere - il motivo dello spostamento. I cittadini devono infatti ricordarsi, come specifica il sito del Viminale, che "l'autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo". Il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da:

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute; 
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Chi non è in regola rischia una multa da 400 a 1000 euro, come previsto dal decreto.

Qui potete scaricare il modulo di autocertificazione per gli spostamenti in Pdf.

autocertificazione spostamenti modulo-5

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