Domenica, 24 Gennaio 2021

Zona arancione e rossa: i nuovi divieti e le regole in tutta Italia

Cosa cambia nelle regioni dopo l'ordinanza del ministro della Salute in vigore dal 15 novembre e le prescrizioni nei comuni di tutta Italia: cosa si può fare e cosa non si può fare, quali negozi sono aperti nelle aree a rischio

L'ordinanza del ministero della Salute firmata ieri da Roberto Speranza porta in zona rossa Campania e Toscana ed istituisce tre nuove zone arancioni: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Ma intanto anche nel resto d'Italia vengono varate nuove restrizioni locali per evitare il lockdown totale mentre i contagi da coronavirus Sars-Cov-2 continuano ad aumentare ma la crescita sembra in qualche modo rallentare. 

Zona arancione e rossa: i nuovi divieti e le regole in tutta Italia

Ieri prima la Cabina di Regia Benessere Italia e poi il Comitato Tecnico Scientifico hanno certificato il peggioramento della situazione dell'epidemia in base ai 21 indicatori dell’epidemia: da domani (e per almeno 15 giorni) Toscana e Campania diventano rosse e si aggiungono a Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria e Alto Adige. In queste regioni valgono quindi tutte le restrizioni principali del lockdown, ovvero: 

  • divieto di spostamento anche all’interno del proprio Comune;
  •  chiusura di bar, ristoranti (autorizzati solo asporto e delivery) e gran parte dei negozi tranne gli alimentari e quelli di generi di prima necessità;
  • didattica a distanza a partire dalla seconda media;
  • sospensione di ogni competizione sportiva;
  • chiusura di musei e mostre, sale giochi, bingo e riempimento dei trasporti pubblici al 50%

Sono invece nove le regioni che diventano arancioni: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche da domani 15 novembre si vanno ad aggiungere a Puglia e Sicilia (arancioni da subito) e ad Abruzzo, Basilicata, Liguria e Umbria (da mercoledì scorso). Qui le regole sono meno restrittive: i negozi al dettaglio restano aperti ma bar e ristoranti sono chiusi, è vietato spostarsi da una regione all'altra salvo che per motivi comprovati da lavoro e necessità con autocertificazione e c'è la didattica a distanza per tutte le scuole superiori. 

I nuovi divieti nelle città e le ordinanze di sindaci e governatori

Intanto vengono varati una serie di nuovi divieti nelle città da parte dei sindaci e dei presidenti di regione. L'intenzione è quella di restringere il più possibile la circolazione delle persone e quindi del virus. Arrivano gli ingressi contingentati nei centri storici di Roma, Napoli, Bologna, Benevento e Torre annunziata mentre è vietato lo struscio (ovvero la passeggiata) anche nelle città e nei paesi del Veneto, dell'Emilia-Romagna e del Friuli-Venezia Giulia dopo le ordinanze dei governatori. A Bologna sono vietate anche le manifestazioni e gli eventi, così come le esibizioni degli artisti di strada, mentre a Perugia è chiusa la scalinata della cattedrale di San Lorenzo per evitare assembramenti. A Genova non si può passeggiare sul lungomare nel fine settimana, a Catania è interdetta piazza Duomo, a Livorno è vietato l'accesso nei moletti. 

Nelle prossime ore i vigili saranno armati di megafono per evitare gli assembramenti a Roma e in Abruzzo, dove i controlli vengono potenziare per impedire gli spostamenti tra comuni; la Basilicata ha chiesto l'esercito per vigilare sulle strade mentre Bari ha chiuso il verde pubblico. In seguito all'ordinanza della giunta Zingaretti nel Lazio vengono chiuse "le grandi strutture di vendita nei giorni festivi e prefestivi indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, salvo generi alimentari, le farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole". Niente bancarelle a meno che non vendano generi alimentari e sono vietate le esposizioni dei mercatini. Vietati i mercatini anche a Bolzano mentre a lunedì in Alto Adige scatta la didattica a distanza per tutte le medie e superiori. In Emilia-Romagna è vietato passeggiare e fare sport nel lungomare, mentre in Friuli-Venezia Giulia si potrà fare jogging ma non nei centri storici; l'attività motoria a Bolzano è consentita a mille metri da casa. A Cittadella c'è il divieto di fumo in strada mentre a Verona c'è il senso unico nelle vie pedonali. 

Zona rossa e arancione: cosa si può fare e non fare in tutta Italia

Ecco il riepilogo dell'Ansa di cosa si può fare e cosa non si può fare nelle regioni in zona gialla, arancione e rossa dopo l'ordinanza del ministero della Salute che entrerà in vigore dal 15 novembre e sarà valida per due settimane:

  • In Abruzzo, che rimane zona arancione, verrà potenziato il sistema di controllo degli spostamenti tra i comuni;
  • in Basilicata (arancione) arriva l'abolizione delle zone rosse nei comuni di Genzano di Lucania e Irsina;
  • la provincia di Bolzano si trova in regime di lockdown duro e l'attività motoria si pootrà svolgere soltanto a mille metri di distanza dalla propria abitazione; in Alto Adige scatta la didattica a distanza mentre a Trento (zona gialla) arriva l'ordinanza che prevede interventi sulle attività motorie, su bar e ristoranti e sui mercati all'aperto;
  • in Calabria (zona rossa) a Catanzaro sono sospese le attività didattiche in presenza fino al 28 novembre, compresi gli asili;
  • in Campania (zona rossa) si attendono le chiusure dei lungomari annunciate dalla regione; 
  • in Emilia-Romagna (zona arancione) l'ordinanza del governatore Bonaccini prevede negozi chiusi la domenica (tranne farmacie, alimentari, tabacchi ed edicole) mentre il sabato saranno chiusi anche i parchi commerciali e i negozi più grandi. A scuola vietate lezioni di ginnastica, di canto e di strumenti a fiato. Stop anche all'attività sportiva e motoria nei centri e sul lungomare. A Bologna il sindaco vieta iniziative, manifestazioni ed eventi in centro storico, compresa l'attività degli artisti di strada.
  • in Friuli Venezia-Giulia il governatore Fedriga ha emesso una ordinanza, che prevede la "raccomandazione" per l'accesso ai negozi delle grandi e medie strutture nelle prime due ore della giornata agli anziani. Tra le altre misure: negozi chiusi nei festivi (tranne farmacie, alimentari, edicole e tabacchi). Consumazioni al bar solo da seduti dopo le 15, attività motoria lontana dai centri storici, centri commerciali chiusi nei prefestivi e festivi. Nelle scuole del primo ciclo sospese le lezioni di educazione fisica, canto e strumenti a fiato.
  • Nel Lazio (zona gialla) stop alle fermate metro del centro di Roma: il Comune valuta l'apertura delle ztl. Decisa la chiusura dei maxi-store e dei mercati non alimentari nei festivi.
  • In Liguria (zona arancione) a Genova arriva l'ordinanza per vietare le passeggiate;
  • In Lombardia (zona rossa) vengono applicate le restrizioni più severe previste dal dpcm: non si può uscire di casa se non per comprovati motivi, chiusi i negozi salvo quelli di necessità, didattica a distanza. A Milano controlli serrati e chiusure: solo ieri un ristorante del centro, tre circoli privati e una macelleria.
  • Nelle Marche (zona arancione) c'è il coprifuoco dalle 22 alle 5, dad al 100 per cento alle superiori, chiusi bar, pasticcerie e gelaterie, consentita la consegna a domicilio, centri commerciali chiusi nel week end, capienza sui bus ridotta del 50%.
  • In Molise (zona gialla) valgono le restrizioni 'standard' delle zone gialle;
  • in Piemonte (zona rossa) sono vietati gli spostamenti, se non per lavoro, necessità o salute, anche all'interno del proprio Comune. Chiusi bar e ristoranti. In presenza solo le scuole dell'infanzia, le elementari e la prima media.
  • In Puglia (zona arancione) a Bari  il sindaco ha aumentato i controlli in alcune vie della città e nei pressi delle grandi strutture commerciali. Chiusi tre giardini e lo skate park.
  • In Sardegna (zona gialla) a Cagliari da domani vietate bici e altri mezzi su ruote sulla passeggiata dell'Ammiragliato. L'assessore regionale alla Sanità Nieddu ha chiesto al governo di chiudere tutte le scuole, elementari, medie e superiori, per frenare il Covid. In arrivo dalla Regione un piano per la riorganizzazione della sanità.
  • In Sicilia (arancione): il sindaco di Palermo Orlando ha sospeso l'ordinanza, già annunciata, di chiusura delle scuole dell'obbligo. Fino al 3 dicembre divieto di stazionamento in centro e nel weekend anche sul litorale.
  • In Toscana (zona rossa) via libera anche a eventuali misure più restrittive, compresa la chiusura delle strade e delle piazze maggiormente frequentate, come a Firenze o a Empoli.
  • In Umbria (zona arancione) sono state decise restrizioni cittadine: il sindaco di Perugia ha disposto la chiusura al pubblico, per l'intero arco della giornata e fino al 22 novembre, della scalinata della cattedrale di San Lorenzo.
  • In Valle d'Aosta (zona rossa) lezioni universitarie solo a distanza e indicazione sui siti del Comune del capoluogo e della Confcommercio dei negozi aperti che effettuano servizi di consegna a domicilio.
  • In Veneto (zona gialla) arriva l'ordinanza del governatore Luca Zaia contro lo 'struscio': non è permesso passeggiare nei centri storici delle città e nelle aree affollate; la somministrazione di bevande e alimenti dalle 15 alle 18 dovrà avvenire esclusivamente da seduti.
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