Mercoledì, 3 Marzo 2021

L'Italia arancione e rossa a Natale 2020?

Il Cts ha chiesto al governo di inasprire le misure nelle zone gialle, senza però fare cenno a norme da modificare. Nel mirino ci sarebbero soprattutto bar e ristoranti

Giuseppe Conte e il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia

Tutta l’Italia in zona arancione? E per quale periodo? Ci sarà un nuovo Dpcm? E sarà possibile spostarsi tra i Comuni? Sono alcune delle domande che gli italiani si stanno facendo dopo la decisione del governo di inasprire le misure anti-Covid per evitare un aumento dei contagi a gennaio. In realtà una decisione non è stata ancora presa come stanno ripetendo in queste ore molti esponenti dell’esecutivo. Ma certo col Natale alle porte non si potrà indugiare molto. I tempi dunque sono strettissimi. Nel pomeriggio i tecnici del Comitato tecnico scientifico si sono riuniti per mettere a punto le indicazioni da fornire all’esecutivo. A breve ci sarà un nuovo vertice tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza per decidere su un giro di vite che però, a detta di tutti, appare ormai inevitabile. 

Stando alle ultime notizie trapelate, il Cts avrebbe chiesto di "inasprire le misure e aumentare i controlli secondo le indicazioni contenute nel Dpcm del 3 dicembre, modulandole come si ritiene opportuno". La preoccupazione degli esperti è assicurare che non si ripetano scene come quelle viste nell'ultimo fine settimana nelle vie dello shopping delle principali città italiane. "Le norme già ci sono e sono quelle del Dpcm del 3 dicembre - spiegano dal comitato tecnico scientifico - basta modularle nel modo giusto"

Secondo "Repubblica", i tecnici avrebbero chiesto un coinvolgimento "massivo" delle forze dell’ordine in vista delle feste di Natale, facendo cenno alla necessità di evitare "l’aggregazione incontrollata delle persone sia nei luoghi aperti al pubblico che a domicilio". Infine, spiega il quotidiano, "si dice che la zona gialla, nella quale saranno praticamente tutte le Regioni da sabato 20, non basta, visto che si chiedono misure più dure scelte tra quelle indicate dall'articolo 3 Dpcm del 3 dicembre scorso". Insomma, anche se la maggior parte della penisola è in giallo, il Cts sembra suggerire di adottare almeno le misure previste per le zone arancioni. Sarà comunque il governo ad avere l'ultima parola. 

Nel dettaglio, riferisce l'Adnkronos, il Cts avrebbe suggerito "una stretta sui movimenti e su bar e/o ristoranti" chiedendo "maggiore rigore" per il periodo delle festività natalizie, con "più controlli, divieto assoluto di assembramenti e precauzioni massime ovunque". Necessario stringere, secondo gli esperti, sulle misure previste per le zone rosse e arancioni. Non c'è ancora un verbale e le raccomandazioni dovranno essere confermate, ma il numero dei morti di oggi, sempre a quanto si apprende, "ha scosso i componenti del comitato". 

Quella del Comitato tecnico scientifico è stata una riunione molto accesa tanto che secondo il "Corsera" i tecnici si sarebbero spaccati tra chi  "voleva un chiaro riferimento alle regole delle zone rosse, come il commissario straordinario dell’emergenza Domenico Arcuri, e chi invece, come Franco Locatelli dell’Istituto superiore di sanità, voleva dare indicazioni più 'aperte', senza riferimenti specifici ai provvedimenti da prendere". Alla fine è stata trovata una soluzione di compromesso: nel verbale si fa cenno alla necessità di adottare per le zone gialle le previsioni pensate per le zone rosse oppure arancioni.

Zona rossa o arancione "rinforzata", le ipotesi

Che cosa dobbiamo aspettarci? Il "Corriere della Sera" questa mattina faceva due ipotesi: una zona rossa nazionale (che sembra però sempre meno probabile), oppure tutta l’Italia in zona arancione, con bar e ristoranti chiusi, ma negozi aperti. Per evitare il problema degli assembramenti, il Cts ha chiesto un inasprimento dei controlli, specie nelle zone più a rischio contagi come i luoghi aperti al pubblico. Per questo si parla anche di una "zona arancione rinforzata" con misure studiate per prevenire il più possibile che si verifichino episodi come quelli registrati nel corso del week end scorso. Secondo indiscrezioni di stampa non è neppure esclusa la possibilità che il governo conceda una deroga agli spostamenti  entro i 30 km, ma solo per i Comuni sotto i cinquemila abitanti. C’è incertezza anche sulle date. Le nuove misure potrebbe scattare solo nei giorni festivi o prefestivi. Oppure durare per tutte le feste di Natale. Restano valide le ipotesi che abbiamo fatto ieri. 

  • Dal 24 dicembre al 1° gennaio;
  • Nei giorni festivi e prefestivi (24-27 dicembre, 31 dicembre - 2 gennaio e dal 5 al 7 gennaio);
  • Dal 24 dicembre al 7 gennaio;

Ricapitolando. Le ipotesi in campo sono principalmente due:

  • Tutta l’Italia in zona rossa
  • Una zona "arancione rinforzata" con misure ad hoc per evitare gli assembramenti.

Il Cts tuttavia non ha fatto cenno alla durata dei provvedimenti da adottare, limitandosi a lanciare un monito al governo: la zona gialla rischia di non bastare.

Che cosa potrebbe cambiare per i cittadini? Se il governo dovesse optare per una zona arancione estesa a tutta Italia, i negozi resterebbero regolarmente aperti, fatto salvo ovviamente il rispetto delle misure anti-Covid.  Nelle zone arancioni sono invece chiusi bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie (ad eccezione delle mense e del catering). Resta consentita la possibilità di effettuare la consegna a domicilio e fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

divieti area arancione-2

Per quanto riguarda la mobilità, nelle zone arancioni è consentito circolare liberamente all’interno del proprio comune dalle 5 del mattino alle 22, senza dover presentare alcuna autocertificazione. È dunque necessario rispettare il coprifuoco, ma per il resto nessun limite agli spostamenti. 

Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi. Come abbiamo spiegato a inizio articolo, dal Cts sono arrivate solo indicazioni di massima. Sarà l'esecutivo a decidere le misure da adottare. 

Zampa: "Alla vigilia di Natale l'Italia sarà più arancione e rossa che gialla"

Ma di certo una stretta ci sarà. La conferma è arrivata direttamente dalla sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, intervenuta a Tagadà, su La7. "Credo che il 24 dicembre la mappa dell'Italia sarà più arancione e rossa più che vicina al giallo - ha detto Zampa -, ma non posso anticipare decisioni che deve assumere il governo". "Dobbiamo fare in modo che scenda la curva dei contagi - ha aggiunto la sottosegretaria - e per fare questo bisogna stringere di più. I lavori del Cts sono iniziati ieri. I tecnici devono consegnare al governo uno strumento il più possibile utile per correre più forte del virus e prevenire".

Ad ogni modo "la decisione non è ancora stata presa" ha precisato questa mattina la stessa Zampa ai microfoni di 'Radio anch'io' su RaiRadio1. "Ieri sera durante la discussione si parlava di misure parecchio rigorose che servano a fermare molto di più i movimenti delle persone. Misure come quella delle zone rosse e arancioni". "Lo sforzo che è stato chiesto ieri al Cts - ha aggiunto - è stato uno sforzo di chiarezza e cioè quali misure impattano di più. Un nuovo lockdown non è una zona rossa. Certamente mentre negli altri paesi sono andati in questa direzione da noi no, però la curva non si è abbassata in modo sufficiente e necessario". Per saperne di più dunque bisognerà aspettare le indicazioni del Comitato scientifico che si è riunito nuovamente in queste ore.

Bonaccini: "Sì a nuove restrizioni, ma non è pensabile chiudere tutto"

Intanto sull'ipotesi di nuove restrizioni anche i governatori dicono la loro. Stefano Bonaccini non si sbilancia, ma fa capire chiaramente che dal suo punto di vista un lockdown totale come quello di primavera non è pensabile. "Siccome non possiamo richiudere tutto e tutti, a partire dal fatto che la scuola ha bisogno di riaprire all'inizio del prossimo anno - ha affermato il presidente dell'Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni - dobbiamo capire intanto quale può essere l'intendimento del governo dopo le discussioni che stanno facendo in queste ore e vediamo se c'è una disponibilita' delle Regioni a valutare insieme quali ulteriori restrizioni potrebbero da qui a inizio gennaio a non fare rialzare i contagi". Quindi, glissa il governatore durante una videoconferenza stampa in Regione, "ogni cosa che dicessi in questo momento sarebbe prematura perché il confronto ci sara' probabilmente domani e dopodomani". Ma, aggiunge ancora Bonaccini, "dobbiamo fare le cose per bene alla luce di quello che stanno facendo altri paesi europei", parecchi dei quali stanno mettendo in campo misure più restrittive per le vacanze di fine anno. E questo, sottolinea infine Bonaccini, "a tutela dei professionisti dalla sanità che da febbraio scorso sono impegnati in una sfida che non gli fa più distinguere la notte dal giorno, e la domenica dagli infrasettimanali". 

Il governatore del Veneto Luca Zaia insiste soprattutto sulla necessità di garantire adeguati ristori alle categorie penalizzate dalle nuove misure. "Le posizioni son variegate, ma il vero tema che allinea tutti è quello dei ristori" ha detto il presidente della Regione spiegando che le "misure dovranno essere direttamente proporzionali agli indennizzi che lo Stato può erogare. Al momento, "è  in corso una interlocuzione di tutte le Regioni con il Governo rispetto a quello che sta accadendo, c'è un dibattito nazionale e sembra ci siano delle volontà. So che si è riunito il Cts e la convinzione è che ci siano misure da prendere in maniera uniforme a livello nazionale". Del resto "tutte le comunità rischiano di vedere la curva risalire" e "oltre al tema sanitario c'è anche il problema di vantaggio competitivo. Noi sappiamo che il 10 gennaio probabilmente la Germania avrà abbassato moltissimo le sue curve di contagio, dal 16 dicembre va in lockdown e ci mette 11 miliardi per dare il 90% del fatturato a tutte le imprese sotto i 500.000 euro di fatturato". Insomma, "le misure ci vogliono, ma quello che possiamo fare senza ristori è ben poco... Immagino che alla volta di domani una decisione ci sara'". 

Lockdown di Natale 2020: Italia in zona rossa o arancione

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