Giovedì, 17 Giugno 2021
Rt 0,72 e incidenza sotto 0,50 dopo mesi

Zona bianca, le regioni che ci vanno il 31 maggio, 7 e 14 giugno: cosa cambia oggi

Sardegna, Molise e Friuli-Venezia Giulia passano in zona bianca da lunedì (ma non si esclude che il passaggio possa avvenire già domenica, oggi il monitoraggio dell'Iss e le eventuali ordinanze di Speranza faranno chiarezza). Poi la strada è segnata. Le regole da seguire dove riapre (quasi) tutto. Rt 0,72 e incidenza "da tracciamento"

Oggi il monitoraggio Iss consentirà il passaggio di tre regioni in zona bianca. Foto: Ansa

E' il giorno del monitoraggio: Sardegna, Molise e Friuli-Venezia Giulia passano in zona bianca da lunedì 31 maggio (ma non si esclude che il passaggio possa avvenire già domenica, oggi il monitoraggio dell'Iss e le eventuali ordinanze di Speranza faranno chiarezza). Certo è che sono trascorse le tre settimane consecutive con incidenza sotto i 50 casi per 100mila abitanti in tutti e tre i territori. L'incidenza delle tre regioni è di 13, 12 e 17 casi di coronavirus per 100mila abitanti: rischio basso, pressione bassissima sugli ospedali. 

Rt a 0,72 e incidenza sotto 0,50 dopo mesi

A livello nazionale secondo la bozza Iss sul monitoraggio sul coronavirus, scende ancora l'Rt nazionale che arriva a 0,72 (con una range 0,65- 0,78) rispetto allo 0,78 della settimana scorsa. In diminuzione anche l'incidenza: nel periodo di riferimento 21-27 maggio 2021, quello considerata nei parametri decisionali, è di 47. Una settimana fa l'incidenza era a 66. Con tali incoraggianti dati le Regioni si preparano a minori restrizioni.

L'incidenza scende a 47 casi ogni 100 mila abitanti (una settimana fa era 66), per la prima volta da diversi mesi siamo al di sotto della soglia di 50 oltre la quale è impossibile tracciare i positivi e relativi contatti.

Il dato più incoraggiante è quello dell'incidenza che, in alcune regioni, mostra già valori da "zona bianca": Molise (12,3), Sardegna (12,8), Friuli Venezia Giulia (17,2), Liguria (27,5), Umbria (28,2), Veneto (29,7), Abruzzo (34,6), Emilia Romagna e Provincia di Trento (45,1), Lombardia (45,3), Lazio (46,2), Piemonte (48,5), Puglia (49,3). L'incidenza è invece ancora superiore a 50 in Sicilia (53,1), Marche (54,8), Toscana (58,7), Provincia autonoma di Bolzano (59), Calabria (60,8), Basilicata (61,5), Campania (65,2), Val D'Aosta (78,4).

Zona bianca: le regioni che ci andranno il 31 maggio, il 7 giugno e il 14 giugno

Abruzzo, Liguria, Veneto e Umbria da due settimane sono scese sotto quota 50 come incidenza. Per queste regioni zona bianca dopo la prima settimana del mese prossimo, quindi dal 7 giugno. A seguire il 14 giugno sarà la volta di Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, provincia autonoma di Trento e Puglia. Il monitoraggio di oggi 28 segnalerà queste ultime il calo sotto la soglia di 50 casi su 100mila abitanti per la prima settimana. Tanti buoni segnali insomma: crollano i ricoveri in ospedale: i pazienti in terapia intensiva sono oggi 1.278, mentre nei reparti non intensivi restano ricoverati  8.118 pazienti.

Giià oggi ci sono dodici Regioni e una provincia autonoma (quella di Trento) con dati da zona bianca: ma per entrarci davvero in zona bianca servono sempre i tre monitoraggi consecutivi con dati sotto soglia e rischio basso. Entro la fine del mese di giugno tutta Italia sarà bianca, a meno di sorprese al momento non all'orizzonte.

Continua in tutta Italia la discesa dell’incidenza settimanale che, dal 21 al 27 maggio si attesta a 46 casi per 100 mila abitanti rispetto ai 66 della scorsa settimana. Stando alle stime pubblicate da Quotidiano Sanità, Friuli Venezia Giulia con 17, Sardegna con 13 e Molise con 12 registrano per la terza settimana consecutiva un’incidenza settimanale inferiore ai 50 casi per 100mila abitanti e per questo dal 31 maggio passeranno dal giallo al bianco. Sulla stessa scia, bianche dal 7 giugno se i dati dovessero essere confermati, seguono Abruzzo con 35, Liguria e Umbria con 28, Veneto con 30. Anche Lazio, Lombardia, Piemonte, Trento, Puglia ed Emilia Romagna per la prima volta hanno registrato anch’esse un’incidenza settimanale inferiore ai 50 casi per 100mila abitanti e per questo se dovessero confermare il dato nei prossimi due monitoraggi dal 14 giugno anche loro raggiungerebbero la zona bianca.

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Le regole da rispettare nelle regioni zona bianca

In zona bianca non c'è più coprifuoco (dopo più di sei mesi consecutivi di tale restrizione) e restano solo l'obbligo di mascherina e distanziamento. Regole di buonsenso che ormai conosciamo a memoria. Si anticipano le riaperture rispetto a quanto si prevedeva qualche settimana fa. Lo prevede l'accordo tra ministero della Salute e Regioni sulle regole da applicare nella fascia con il livello più basso di rischio Covid. Le misure emergono dall'incontro di mercoledì tra il ministro della Salute Roberto Speranza che si è detto "soddisfatto" dell'intesa ("C’è la consapevolezza che serve ancora prudenza e gradualità", ha sottolineato) e il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, a cui hanno partecipato anche Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, e Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità.

Attenzione però: non c'è ancora l'ufficialità. Tutte le linee guida saranno recepite in una prossima ordinanza del ministro, riferisce il ministero della Salute in una nota. "Rimane l'obbligo di mascherina - ha aggiunto - ma è un progressivo ritorno verso la normalità. Non è un liberi tutti, restano le precauzioni, ma grazie alla riduzione dei contagi e del numero delle vittime e alla buona riuscita della campagna vaccinale, stiamo andando in una buona direzione".

La proposta condivisa prevede che - fermi restando i criteri base della prevenzione, mascherine, distanziamento, areazione e sanificazione luoghi chiusi -, una volta che una Regione entri nella zona bianca, sia superato il cosiddetto ‘coprifuoco’ e si possano anticipare al momento del passaggio le riaperture delle attività economiche e sociali per le quali la normativa vigente dispone già la ripresa delle attività in un momento successivo. Il riferimento per lo svolgimento delle attività è quello delle 'Linee guida per la riapertura delle attività economiche e sociali', adottate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e degli altri protocolli.

Cosa si può fare e cosa cambia a giugno

In zona bianca certo il via libera a matrimoni e cerimonie, parchi tematici e di divertimento (in zona gialla sarebbero potuti partire dal 15 giugno), fiere ed esposizioni (in zona gialla sempre dal 15 giugno), corsi di formazione, piscine coperte, impianti sportivi al chiuso, centri benessere, convegni e congressi, centri culturali, sale giochi, bingo, sale scommesse e casinò (soltanto dal 1°luglio per le zone gialle). I governatori di Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna (che saranno le prime regioni a passare in zona bianca a breve) starebbero lavorando ad alcune ordinanze regionali che prevedono di riaprire anche le discoteche: il provvedimento prevede che i gestori delle discoteche saranno autorizzati a lavorare solo per i servizi di bar e ristorante: non sarà quindi possibile ballare in pista.

L'Italia è pronta alla zona bianca

"Siamo pronti alla zona bianca, abbiamo dimostrato di essere molto efficaci nella vaccinazione. Ma credo che dovremmo attrezzarci per il futuro, per questa emergenza, il riemergere di questo virus e soprattutto di altri virus" dice Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, ospite di SkyTg24. "Ricordiamoci – ha sottolineato - che l’emergere di virus pandemici che vengono dal mondo animale probabilmente sarà quello che noi affronteremo nei prossimi anni. Dovremo attrezzarci per diagnosticare in maniera più uniforme, avere dei criteri e una programmazione per quanto riguarda l’approccio e la diagnosi, il contenimento e le cure. Insistere nella medicina territoriale e i presidi territoriali, e soprattutto pensare ai trasporti e agli ambienti chiusi, perché questo è un virus respiratorio, e a modificare i sistemi di condizionamento con l’immissione e l’espulsione d’aria all’esterno, controllo dei filtri. Abituiamoci ad un mondo di pandemie, i virus vivono ovunque, soprattutto – ha ammonito - in quelle nicchie ecologiche che noi stiamo violando per motivi industriali, per polluzione e per deforestazione. Oltre al fatto che siamo 8 miliardi e non esiste più un sito, compreso l’Antartide, non abitato dalla specie umana".

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