Lunedì, 21 Giugno 2021
La nuova mappa dell'Italia

Zona bianca: le regioni che possono ottenerla e quando

L'epidemia rallenta e alcuni territori sperano di entrare a breve nella fascia con minori restrizioni. La norma impone che si debba stare per tre settimane consecutive con un rischio basso di contagio e un'incidenza di 50 casi per centomila abitanti. Lo scenario, le date, le regole e cosa cambia col nuovo sistema per l'attribuzione dei colori

Locali affollati per l'aperitivo a Cagliari nel primo giorno della Sardegna in zona bianca, 1 marzo 2021. ANSA/ STEFANO AMBU

C'è un'ottima notizia sul fronte covid: continua la riduzione dei nuovi casi settimanali, il che dimostra come gli effetti ottenuti grazie a sei settimane di restrizioni stiano lasciando gradualmente il posto ai primi risultati della campagna vaccinale. La Fondazione Gimbe ha rilevato nella settimana 12-18 maggio 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (43.795 vs 63.409) e decessi (1.215 vs 1.544). In calo anche i casi attualmente positivi (315.308 vs 363.859), le persone in isolamento domiciliare (302.080 vs 346.866), i ricoveri con sintomi (11.539 vs 14.937) e le terapie intensive (1.689 vs 2.056). Tutte le regioni confermano un trend in riduzione e l'andamento della campagna vaccinale fa ben sperare verso un ritorno alla normalità. Ecco perché alcuni territori sperano di entrare a breve nella fascia di colore con minori restrizioni, la zona bianca. La conferma per una valutazione finale si avrà domani, venerdì 21 maggio, con il consueto monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, ma saranno decisivi anche i prossimi report di fine maggio e inizio giugno. Domani il ministro Roberto Speranza emanerà le ordinanze che definiranno la nuova mappa a colori dell'Italia.

Le regioni che possono entrare in zona bianca e quando

Per accedere alla zona bianca ci sono requisiti precisi: la norma del governo impone che si debba stare per tre settimane consecutive con un rischio di contagio basso (il cosiddetto scenario di tipo 1) e un'incidenza di 50 casi per centomila abitanti. Secondo gli indicatori del ministero della Salute, la tendenza dell'epidemia sta attraversando una diminuzione costante e le stime assicurano che i dati dovrebbero ulteriormente abbassarsi nelle prossime settimane. Alcune regioni italiane potrebbero ottenere la zona bianca già dall'1 giugno e via via se ne potrebbero aggiungere altre nel corso del mese. La zona bianca è stata istituita il 14 gennaio 2021. La Sardegna è l'unica regione italiana che è già stata zona bianca a marzo scorso, in quel caso però era stato mantenuto il coprifuoco alle 23.30. Poi la regione diventò arancione e subito dopo rossa. Cerchiamo di capire qual è scenario e quali sono le date e le regole.

In base agli ultimi parametri e ai dati del monitoraggio Iss-ministero della Salute, ecco quali sono le regioni che potrebbero ottenere la zona bianca nelle prossime settimane e in quali date sarebbero in vigore le nuove regole. Stando alla road map esaminata lunedì 17 maggio dalla cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi, alla quale hanno partecipato anche gli esperti del Comitato tecnico scientifico, dal primo giugno dovrebbero entrare in zona bianca Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna, che già dall'ultimo monitoraggio hanno registrato numeri da zona bianca. Per questa settimana è stato previsto che l'ingresso nell'area di minor rischio covid avvenga di martedì, ma non è escluso che si decida di anticipare a lunedì 31 maggio.

Se il trend dei contagi dovesse mantenersi quello dell'ultimo aggiornamento, lunedì 7 giugno dovrebbero accedere alla zona bianca altre tre regioni: Abruzzo, Veneto e Liguria. Decisivi saranno i prossimi tre monitoraggi (ultimo quello del 4 giugno), dopo il quale potrebbe arrivare l'ordinanza del ministero della Salute Speranza per il passaggio alla fascia di minor rischio. Per stabilire le regioni che potranno ottenere la zona bianca dal 14 giugno bisognerà iniziare ad avere un'incidenza sotto i 50 casi per centomila abitanti sin dal monitoraggio del 28 maggio. Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto da Umbria, che nell'ultimo monitoraggio del 14 maggio era a 75 casi per centomila abitanti, Lombardia e Lazio, che al momento oscillano tra i 90 e i 70 casi e mostrano una curva in discesa. Spera anche l'Emilia-Romagna, mentre sono ancora distanti dalla zona bianca la Valle d'Aosta (unica regione arancione d'Italia, con 156 casi per centomila abitanti nell'ultimo monitoraggio), Campania (146 casi per centomila abitanti) e Puglia (117 casi per centomila abitanti).

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Le regole nelle regioni in zona bianca e il nuovo sistema per l'attribuzione dei colori

Nelle regioni in zona bianca valgono soltanto le regole di comportamento e non c'è il coprifuoco. In sostanza, chi si trova in una regione bianca è tenuto a rispettare le tre regole base anti coronavirus: l'obbligo della mascherina, il distanziamento sociale e la sanificazione delle mani. Tutte le attività sono aperte. Con l'entrata in vigore del nuovo decreto sulle riaperture sono scattate le nuove regole per l'attribuzione dei colori delle regioni: si baseranno sull'incidenza dei contagi e sul tasso dei ricoveri in ospedale. Fino al 16 giugno ci saranno due monitoraggi paralleli: uno con le nuove regole e uno con Rt e rischio complessivo basato su ventuno parametri. Con le nuove regole, volute dai governatori, sarà più ridotto il rischio di cambio colore. Anche in caso di un Rt e un rischio complessivo da zona arancione, se l'incidenza resta contenuta e la pressione negli ospedali non cresce si potrà restare in zona gialla.

In sostanza, il decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale prevede che l'indice di diffusione del contagio, l'Rt, continuerà ad incidere sul monitoraggio settimanale fino al 16 giugno, ma in caso di discordanza delle valutazioni con i nuovi criteri (incidenza e occupazione posti letto), le regioni verranno collocate nella fascia di colore inferiore. Quindi, ancora per alcune settimane, l'attuale sistema di accertamento del rischio continuerà ad applicarsi unitamente a quello nuovo. Il decreto stabilisce che i colori saranno vincolati all'incidenza dei casi che si mescola con il tasso di ospedalizzazione dei malati covid. E dunque in sintesi:

  • saranno in zona bianca le regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni centomila abitanti per tre settimane consecutive;
  • saranno in zona gialla le regioni in cui o l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni centomila abitanti; oppure quelle in cui l'incidenza è maggiore (pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni centomila abitanti) ma non c'è particolare pressione ospedaliera, perché si verifica una delle due seguenti condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti Covid-19 è uguale o inferiore al 30%; il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è uguale o inferiore al 20%;
  • la zona arancione scatterà per le regioni in cui l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni centomila abitanti e il tasso di occupazione dei pazienti covid è compreso tra il 30 e il 40% in area medica, e il 20% e il 30% nelle terapie intensive;
  • saranno in zona rossa le regioni con oltre 250 nuovi casi settimanali su centomila abitanti. Oppure quelle dove l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni centomila abitanti, ma contemporaneamente il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti sovid è superiore al 40% e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è superiore al 30%.

Sulla base della valutazione svolta con questi indicatori, con ordinanza del ministro della Salute, le misure previste per le regioni in zona arancione saranno applicate anche alle regioni che, sebbene si collochino in zona gialla, denotino un livello di rischio alto. Intanto però, come detto, fino al 16 giugno resta in vigore anche il vecchio monitoraggio in base al quale i parametri sono: Rt (l'indice che misura la velocità del contagio) e il rischio complessivo (basso, moderato o alto), un indicatore risultato del calcolo di ventuno parametri. Ma si tratterà di regole non più vincolanti. La norma che rendeva obbligatorie due settimane in fascia arancione per poter essere promossi di colore è di fatto sospesa, così come quella che prevedeva quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive.

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