Domenica, 25 Luglio 2021
Colori regioni

La zona bianca è a rischio se i casi ricominciano ad aumentare?

L'allarme di Fedriga: "Con il sistema attuale si rischierebbe di scivolare in zona gialla anche solo per un aumento dei contagi, non accompagnato dalla pressione sugli ospedali". La maggiore contagiosità della variante Delta fa tornare il tema di primario interesse

L'appello al governo del presidente della Regione Massimiliano Fedriga (che è anche presidenre della Conferenza delle Regioni) riapre il dibattito: occorre rivedere al più presto i parametri che decidono le zone di rischio (bianca, gialla, arancione, rossa).  Lo dice da mesi Fedriga. Ora la maggiore contagiosità della variante Delta fa tornare il tema di primario interesse.

"Al momento, in Friuli Venezia Giulia, il contagio è stabile - spiega il governatore - Ma l'incognita legata all'elevata diffusione della variante Delta potrebbe condizionare il futuro a breve termine. Con il sistema attuale infatti, si rischierebbe di scivolare in zona gialla anche solo per un aumento dei contagi, non accompagnato dalla pressione sugli ospedali. Grazie alla copertura vaccinale però, l'impatto sulle ospedalizzazioni dovrebbe essere molto più contenuto rispetto al passato. Per questo motivo - continua Fedriga -, rivolgo un appello al Governo affinché superi il paradigma dell'incidenza ogni 100mila abitanti come parametro guida per determinare lo scenario di rischio, a vantaggio del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rappresenta invece la vera criticità da fronteggiare".

In Italia ieri è stato il giorno dell'inversione di tendenza. Per il secondo giorno consecutivo abbiamo avuto più di 1.000 nuovi positivi, ma continuano a scendere i ricoverati.

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Fonte grafico: Gattuso/Twitter

Con le regole attuali in effetti il passaggio da bianca a gialla è piuttosto "semplice": serve l'incidenza settimanale superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. Secondo il nuovo sistema in vigore da giugno ci si basa principalmente sull’incidenza dei casi sulla popolazione e sulle percentuali di occupazione di terapie intensive e aree mediche, e sull’analisi del rischio (una serie di criteri e due algoritmi) elaborata dall’Istituto superiore di sanità. L’incidenza è calcolata a partire dai numeri dei bollettini quotidiani, mentre i dati sull’occupazione ospedaliera vengono prodotti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). 

Il rischio di scivolamento in zona gialla oggi come oggi non c'è, ma l'andamento delle prossime settimane andrà monitorato con attenzione. 

I parametri per la zona bianca

Zona bianca:

  • incidenza settimanale inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive

Zona gialla:

  • incidenza settimanale tra 50 e 150 casi ogni 100.000 abitanti con rischio basso o moderato
  • incidenza settimanale tra 150 e 250 casi ogni 100.000 abitanti e si ha una delle seguenti condizioni
    • occupazione delle aree mediche inferiore al 30%
    • occupazione delle terapie intensive inferiore al 20%

Zona arancione:

  • incidenza settimanale tra 50 e 150 casi ogni 100.000 abitanti con rischio alto
  • incidenza settimanale tra 150 e 250 casi ogni 100.000 abitanti

Zona rossa:

  • incidenza superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti
  • incidenza settimanale tra 150 e 250 casi ogni 100.000 abitanti e si verificano entrambe le condizioni
    • occupazione delle aree mediche superiore al 40%
    • occupazione delle terapie intensive superiore al 30%

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