Martedì, 2 Marzo 2021

Zona rossa, arancione, gialla: i nuovi colori delle Regioni dal weekend (il report prende forma)

Sono 14 oggi le aree nella fascia di rischio intermedia. Molte sperano di allentare le restrizioni. Il prossimo monitoraggio Iss è atteso venerdì 29 gennaio. Poi le ordinanze del ministero della Salute per il cambio colore. Cosa succede dal 31 gennaio?

Ci avviamo alla fine di gennaio: quello che secondo epidemiologi ed esperti di rango variabile sarebbbe potuto essere il mese peggiore, quello della terza ondata, si appresa a concludersi con dati leggermente incoraggianti. Il numero delle vittime Covid resta altissimo, ma la curva del contagio flette. E' ancora lunga, e il sistema a colori (regioni in zona rossa, arancione e gialla) ci accompagnerà ancora a lungo.  Sono 14 oggi le regioni arancioni, 5 regioni gialle e solo 2 le aree nella fascia di rischio più elevata, quella rossa. Vari territori puntano da domenica o al più tardi lunedì alla zona gialla.  Venerdì se ne saprà di più. Il prossimo monitoraggio Iss è atteso infatti venerdì 29 gennaio, e sarà basato su dati della settimana dal 18 al 24 gennaio. Con un aggiornamento fino al 27 gennaio. Poi sabato 30 gennaio potrebbero arrivare le ordinanze del ministero della Salute, eventualmente in vigore già da 24 ore dopo, domenica 31 gennaio o lunedì 1 febbraio. Quello che accadrà dal weekend in avanti non lo sa nessuno. Ottimismo in Veneto e Piemonte, spera nel giallo anche la Lombardia, anche se è tutt'altro che scontato. La Sicilia spera di uscire dalla zona rossa (ma non ci sono certezze in merito).

Zona gialla: le Regioni che oggi accelerano per cambiare colore

Oggi i dati regionali sull'andamento del contagio iniziano a essere inviati a Roma: l'Iss venerdì farà l'abituale quadro della situazione, indicando quali sono le regioni in cui il rischio contagio e la pressione ospedaliera sono in calo (semplifichiamo) e quelle in cui eventualmente sono necessarie restrizioni ulteriori.

Tutte le Regioni/Province Autonome inviano quotidianamente all’ISS i dati relativi a tutti gli individui con infezione da SARS-CoV-2 confermata in laboratorio. L’ISS ha creato una piattaforma informatica dedicata, che consente la raccolta dei dati sia attraverso un’interfaccia web collegata alla piattaforma stessa sia attraverso l’invio di un dataset. Il Dipartimento di Malattie infettive dell’ISS processa e analizza i dati della piattaforma e li rende disponibili per consentire l’analisi dell’epidemia in tutto il Paese.

Ma non ci sono solo i dati, i freddi dati. C'è di mezzo anche la politica, con interlocuzioni tra Regioni e ministero della Salute che avvengono sia per vie istituzionali sia tramite social. Esempio: il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ieri ha scritto a Roberto Speranza (e poi pubblicato su Facebook la missiva) per sottolineare che "l'indice Rt nelle Marche è sotto ad 1 ormai dal 15 novembre", chiedendo di tenerne conto nell'attribuzione di fascia di colore in cui inserire le Marche, oggi in "arancione". "Se è vero che c'è stato un aumento dei casi durante le festività natalizie, ormai quasi un mese fa, è anche vero che in questi giorni la pressione ospedaliera sta scendendo, così come si sono dimezzati i contagi giornalieri e sono stati aggiunti posti letto in terapia intensiva". "Vogliamo continuare ad essere responsabili e collaborativi - aggiunge il governatore - ma chiediamo che i numeri che riguardano la nostra regione siano valutati alla luce di un trend che dimostra un comportamento virtuoso dei nostri cittadini". "L'accoglimento di questa richiesta, oltre a riconoscere il miglioramento tendenziale della situazione epidemiologia, sarebbe importante anche per far fronte alla crisi di molteplici settori ed attività economiche che stanno pagando un prezzo altissimo in questa pandemia", conclude Acquaroli.

Luca Zaia da giorni dice ai quattro venti che il "suo" Veneto merita il giallo quanto prima, e i numeri gli danno ragione: contagi e pressione sugli ospedali in calo netto.

Zona arancione "addio": dove può esserci il cambio colore il 31 gennaio

Anche la Sardegna punta al giallo dal 31 gennaio, quindi senza attendere le due settimane "di rito". Il governatore Christian Solinas è tornato a parlare dell'emergenza Covid: "Abbiamo detto fin dal primo momento che l'attuale classificazione è assolutamente sbagliata, e penalizza pesantemente tutto il settore produttivo sardo e gli operatori commerciali, mettendo ulteriormente in crisi l'economia dell'Isola - ha detto -. Occorre quindi un intervento immediato per modificare la classificazione, che da arancione deve tornare gialla. Abbiamo tutti i requisiti per essere in zona gialla. Se il Governo non provvederà a riclassificare la regione, tuteleremo la Sardegna in tutte le sedi".

Anche Emilia Romagna e Calabria possono passare in giallo perché sono arancioni da 16 giorni, era l'11 gennaio quando entrarono in fascia intermedia di rischio. Le regioni arancioni da domenica 17 gennaio sono Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Val d'Aosta. Se i dati del contagio lo permetteranno, alcune di essere saranno gialle tra quattro giorni (da escludere che possa accadere per tutte)

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Immagine: Iss

La Lombardia in zona gialla? Le Regioni più probabili

La Regione Lombardia è investita, non da oggi, dalle polemiche tra Fontana e Iss. Ma c'è chi prova a guardare oltre: "Se i numeri lo consentono, e dalle ultime indicazioni Rt sembrerebbe di sì, occorre tornare al più presto in zona gialla per far ripartire anche ristoranti e bar". A chiederlo è Confcommercio Lombardia. "L'altro fronte prioritario resta il risarcimento rapido delle imprese per i danni subiti dall'errata valutazione della zona rossa. Chi ha sbagliato dovrà assumersi la responsabilità, ma il rimpallo delle colpe non ci interessa: l'urgenza sono risarcimenti congrui per una chiusura immotivata". Secondo l'associazione ormai "il ritorno in zona gialla sarebbe una scelta logica. Ciò consentirebbe, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, ad oltre 45 mila imprese della ristorazione di riprendere la propria attività". La Lombardia ne saprà di più domani, 29 gennaio. Il passaggio da arancione a giallo è soltanto un'ipotesi, una settimana sola in zona arancione non è solitamente sufficiente per il cambio colore, ma il ricalcolo avvenuto per la Regione guidata da Fontana cambia in parte le carte in tavola.

Sono incoraggianti i dati della Toscana, che resterà con tutta probabilità in zona gialla. Qualcuno spera anche di allentare ulteriormente le limitazioni (per esempio con la richiesta dei ristoratori di aprire la sera). Ma la zona bianca, dove verranno collocate le regioni con uno scenario di tipo 1, che prevede una incidenza di contagi inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, per tre settimane consecutive, è al momento lontana per tutte le regioni italiane.

La Valle d'Aosta è pronta a tornare 'zona gialla' da domenica prossima: nella settimana dal 18 al 24 gennaio secondo dati riportati dall'Ansa sono stati rilevati 80 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. L'indice Rt, inoltre, è sceso a 0.80.

In Piemonte, dove cala il numero di ricoverati negli ospedali, la zona gialla può ragionevolmente essere realtà a partire da domenica. Tra 48 ore l'eventuale ufficialità, ma sembrano esserci buoni segnali in tal senso.

Sicilia fuori da zona rossa il 31 gennaio? Le ipotesi

Possono ragionevolmente auspicare di passare dalla zona rossa alla zona arancione Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano. Gli amministratori locali spingono in tal senso. "Se il calo dei contagi dovesse essere confermato fino alla fine della settimana sarebbe auspicabile la transizione della Sicilia dalla 'zona rossa' alla 'zona arancione'" dice ad esempio il sindaco di Salemi (Trapani), Domenico Venuti, aggiungendo: "Se questo passaggio non dovesse avvenire, allora sarebbe opportuno diversificare le misure di contenimento nei vari centri urbani in base al rischio epidemiologico dettato dai numeri. La 'zona arancione', infatti, pur mantenendo un prudenziale divieto di spostamento fuori dal Comune di residenza, consentirebbe la circolazione interna dando respiro ad alcuni settori importanti come il commercio, la ristorazione e i bar che più di ogni altro stanno pagando le conseguenze di questa crisi". Deciderà il ministero della Salute di concerto con la Regione.

Colori attuali delle Regioni: zona gialla, arancione, rossa

Ricapitoliamo lo scenario attuale. In base alle Ordinanze del Ministro della salute del 22 e del 23 gennaio 2021, sono attualmente ricomprese:

  • nell'area gialla: Campania, Basilicata,  Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana;   
  • nell'area arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta;
  • nell'area rossa: Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia. 

EDIT 13.50 - "La stima approssimata ci dice che abbiamo un Rt tra 0.9 e 1: se faccio la media il nostro e' 0.95 quindi abbiamo dati che ragionevolmente possono farci pensare di rimanere in zona gialla anche per la prossima settimana" conferma il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a margine di un evento per la Giornata della Memoria. Il prolungamento della zona gialla però sarà una certezza solo venerdi' con la conferma della cabina di regia dell'Istituto Superiore di Sanita'. "Ancora non possiamo trarre conseguenze formali ma i dati che saranno esaminati dopodomani a Roma, ci portano ad essere moderatamente ottimisti. La scelta coraggiosa di riportare i ragazzi a scuola nelle secondarie superiori l'11 gennaio scorso - conclude - non ha assolutamente influenzato l'andamento pandemico". I ricoverati in questo momento in Toscana sono 779 (6 in meno rispetto a ieri), di cui 103 in terapia intensiva (stabili).

EDIT 11.55 - Ottimismo in Piemonte, dove cala il numero di ricoverati ieri nei reparti di medicina degli ospedali: per la prima volta da tre mesi circa è scesa al di sotto del livello di allerta anche la percentuale di occupazione dei letti nei reparti ordinari. Per i reparti intensivi era già stato raggiunto l'obiettivo. Così la zona gialla è molto più di un'ipotesi (ma nessuna ufficialità).

Il consigliere che regala un pallottoliere a Fontana per i numeri sbagliati della zona rossa in Lombardia

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