Martedì, 2 Marzo 2021

Zona gialla, arancione o rossa: il sistema a colori cambia di nuovo?

Il ministro della Salute ha spiegato al 'Foglio' che il calcolo dell’indice Rt sarà più "flessibile" e basato solo sugli ospedalizzati. Ma la novità diventerà effettiva solo dopo che saranno vaccinati tutti gli over 70

Foto di repertorio, ANSA

I criteri in base ai quali vengono classificate le regioni in zona gialla, rossa e arancione potrebbe cambiare ancora? E se sì, in che modo? Secondo quanto anticipato dal ministro della Salute Roberto Speranza al "Foglio", ci sono novità all’orizzonte, ma il piano dell’esecutivo non diventerà effettivo prima di aver messo in sicurezza almeno la parte più anziana della popolazione.

"I dati epidemiologici ci dicono che l'85% delle morti per Covid ha riguardato persone con un'età superiore ai 70 anni" ha detto Speranza. "Una volta che riusciremo a vaccinare i circa 9 milioni di over 70, sarà possibile cambiare anche i parametri con cui oggi calcoliamo l'Rt. A oggi l'Rt viene calcolato sulla base dei contagiati di cui si conoscono i sintomi, ma nel momento in cui la parte più fragile della popolazione verrà vaccinata, sarà possibile calcolare l'Rt in modo più flessibile, considerando cioè soltanto il numero dei sintomatici ospedalizzati".    

Cos'è l'indice Rt e perché viene calcolato solo sui sintomatici

Quando si parla di indice Rt si fa riferimento al numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto. L'indice Rt non è altro che il differenziale sulla base del numero dei contagi avvenuti nei giorni precedenti. Come spiegato anche dal ministero della Salute, questo indice permette di valutare l’efficacia nel tempo delle contromisure adottate per limitare la diffusione del coronavirus. Il Ministero della Salute ha spiegato che si è scelto "di stimare la trasmissibilità di SARS-COV-2 nelle diverse regioni italiane fin da febbraio 2020 a partire dalla curva dei casi sintomatici giornalieri, in quanto meno influenzato dal cambiamento che si è verificato in Italia nelle politiche di accertamento diagnostico su soggetti asintomatici, e sui casi con storia di ospedalizzazione sulla base dei quali vengono realizzate le proiezioni dei tassi di occupazione dei posti letto nei successivi 30 giorni".

"Regione per regione - si legge ancora -, i criteri con cui vengono individuati i casi sintomatici o i criteri con cui vengono ospedalizzati i casi più gravi sono costanti, e il numero di questo tipo di pazienti è quindi strettamente legato alla trasmissibilità del virus".

Un sistema più "flessibile" per calcolare l'indice Rt

A quanto pare, una volta vaccinati gli over 70, Speranza vorrebbe cambiare modalità di calcolo e considerare solo gli ospedalizzati. Ciò potrebbe influenzare ovviamente i valori Rt delle singole regioni che a sua volta incidono nella classificazione delle in zona rossa, arancione o gialla. Un sistema definito dal ministro più “flessibile”. Non è chiaro se sarà o meno più arbitrario.

Intanto, stando all’ultima bozza del monitoraggio Iss, l’indice Rt in Italia sarebbe sceso da 1,09 a 0,97 tornando dunque sotto quota 1. Tra qualche ora, con l’ordinanza del Ministero della Salure, inizierà a delinearsi il nuovo quadro dei colori: Lombardia, Sicilia e Provincia di Bolzano dovrebbero essere confermate in zona rossa, mentre la Sardegna potrebbe passare in arancione.

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