Martedì, 26 Ottobre 2021
La nuova stretta

Cosa si può fare (e cosa no) in una zona gialla secondo il nuovo Dpcm

L'Italia è divisa in tre aree, con divieti e nuove regole a seconda del livello di rischio. Le misure entreranno in vigore dal 5 novembre e saranno valide fino al 3 dicembre. Ecco cosa cambia

Il Dpcm con le nuove misure restrittive del governo per fronteggiare la pandemia di coronavirus in Italia è stato firmato dal premier Giuseppe Conte. L'annuncio è arrivato dopo la mezzanotte: le nuove misure entreranno in vigore venerdì 6 novembre e saranno valide fino al 3 dicembre.

Il nuovo Dpcm e l'Italia divisa in tre zone

L'Italia da oggi è divisa in tre zone, a seconda del livello di rischio e dello scenario di gravità: zona rossa, zona arancione e zona gialla. Quali sono i criteri per collocare un territorio o un'intera regione in zona rossa, zona arancione o zona gialla? Deve essere ancora pubblicato il report dell'Istituto di Superiore di Sanità e del ministero che dividerà l'Italia in tre fasce di rischio, ma sappiamo già che gli indicatori sono in tutto ventuno, dall’occupazione dei posti letto in terapia intensiva alla capacità di fare il tracciamento, dalla diffusione del virus alla rapidità nel fare i tamponi.

Il criterio più importante è la classificazione complessiva del rischio che va da alto a moderato. Poi ci sono gli scenari, che si basano sull'indice di contagio Rt e che hanno un livello tra 1 e 4 e che al momento classificano cinque regioni a rischio lockdown totale. Il combinato disposto di questi due indicatori (rischio alto e scenario 4) porta a finire nella zona rossa. Una zona arancione presenta invece un livello di rischio alto/intermedio.

Cosa c'è nel nuovo Dpcm: le cinque regioni candidate alla chiusura

I quattro scenari sono stati definiti nel report "Prevenzione e risposta al Covid", per dare suggerimenti sulle misure da prendere in base alla gravità della situazione. Si fondano sull'Rt (erre con ti), cioè il fattore di replicazione della malattia nell’arco di una settimana. Questi sono, in sintesi, i quattro scenari:

  • Scenario 1: Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020, con Rt regionali sopra soglia per periodi limitati (inferiore a 1 mese) e bassa incidenza, nel caso in cui la trasmissibilità non aumenti sistematicamente all’inizio dell’autunno, le scuole abbiano un impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici;
  • Scenario 2: Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve- medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25 (ovvero con stime dell’Intervallo di Confidenza al 95% - IC95% - di Rt comprese tra 1 e 1,25), nel caso in cui non si riesca a tenere completamente traccia dei nuovi focolai, inclusi quelli scolastici, ma si riesca comunque a limitare di molto il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie;
  • Scenario 3: Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt comprese tra 1,25 e 1,5), e in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie. La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi;
  • Scenario 4: Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt maggiore di 1,5). Anche se una epidemia con queste caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi. La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili (es. gli anziani). A questo proposito, si rimarca che appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità.

In base a questo il governo ha immaginato quindi che collocare una regione invece che un'altra in zona rossa, arancione o gialla diventi automatico.

Cosa si può fare (e cosa no) in una zona gialla

Il ministro della Salute Roberto Speranza si assume la responsabilità di firmare le ordinanze che faranno scattare il lockdown nei territori definiti zona rossa e in quelli arancioni e gialle. Lo potrà fare "dopo aver sentito i presidenti delle Regioni interessate", secondo una formula che dice tutto e niente. Nelle zone/regioni gialle valgono le misure che scattano in tutta Italia. Rimane l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso.

Nel dettaglio, cosa si può fare (e cosa no) in una zona gialla secondo il nuovo Dpcm? In sintesi:

  • Coprifuoco alle ore 22 - Si potrà uscire dalle 5 alle 22. Oltre quest’orario ci si potrà muovere solo per comprovate esigenze, dunque per motivi di lavoro, saluteourgenza, che dovranno essere giustificati con l’autocertificazione.
  • I trasporti - È fortemente raccomandato di non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati. Autobus, metropolitane e treni regionali potranno viaggiare con una capienza al 50%.
  • Licei chiusi - È prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività di laboratori in presenza.
  • Mascherina a scuola - È prevista l’attività in presenza per scuole elementari e medie ma con uso obbligatorio delle mascherine.
  • Bar e ristoranti - Rimane il divieto di apertura dopo le 18.
  • Mostre chiuse - Oltre ai cinema e ai teatri vengono chiusi anche i musei e le mostre.
  • Concorsi sospesi - Sono sospesi i concorsi, ad esclusione di quelli per personale sanitario. Stop anche agli esami per l’abilitazione professionale.
  • I centri commerciali - Nel fine settimana e in tutti i giorni festivi sono chiusi i centri commerciali ad eccezione di farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole.

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